Italia veloce ma Terni “lumaca”: nessuna infrastruttura per l’Umbria del sud, scoppia la polemica

Le opere previste nel decreto semplificazioni del Governo fanno discutere. Confartigianato: tutti i collegamenti aggirano la nostra regione. Diotallevi: scelta sbagliata ed estremamente dannosa

L’Italia veloce lascia indietro Terni e l’Umbria. Il cuore verde del Belpaese sembra infatti essere stato escluso dal programma di interventi infrastrutturali che il Governo ha inserito nel decreto semplificazioni, approvato lo scorso 6 luglio. Nessuna ferrovia o strada per l’Umbria né, tantomeno, per Terni che vede così allargarsi il gap infrastrutturale con la Conca convive da almeno trent’anni.

Una “scelta sbagliata ed estremamente dannosa”, commenta Luca Diotallevi che alla fine dello scorso mese di aprile – assieme ad altri cinquanta fra imprenditori, sportivi ed esponenti della società civile ternana – ha dato vita alla cosiddetta “coalizione degli innovatori”.

“In questo momento il governo nazionale non ha incluso l’area ternana tra quelle interessate dalle grandi opere strategiche sulle quali concentrare immediatamente e con strumenti straordinari le risorse del sistema-paese per avviare la ripresa. L’asse (ferroviario) Roma-Terni-Ancona è stato ignorato, a vantaggio di quelli Grosseto-Fano (stradale) e Roma-Pescara (ferroviario). Ad oggi l’Umbria è tagliata fuori ed in particolare tutta la sua parte meridionale. Al momento non è in agenda l’intervento per l’Alta Velocità di rete per la tratta Orte-Terni-Ancona. Ed invece dovrebbe esserlo, e con commissario, in modo da garantire la sua più rapida realizzazione. La scelta annunciata dal governo è sbagliata ed estremamente dannosa non solo per Terni e per l’Umbria Flaminia (Narni-Terni-Spoleto-Foligno) – spiega il sociologo - ma per l’intero sistema che connette le aree urbane dell’Italia centrale con il corridoio adriatico. Infatti, le infrastrutture diventano moltiplicatrici di crescita e di sviluppo se potenziano assi territoriali socialmente ed economicamente dinamici, non se attraversano deserti. Tale semplice ragione avrebbe dovuto far sì che – per l’Italia centrale – la priorità fosse attribuita alla linea Roma-Terni-Foligno-Ancona e non ad altre tratte”.

Una scelta sbagliata, dunque, che secondo Diotallevi “sta maturando nell’apparente silenzio delle istituzioni locali. Se non verrà immediatamente corretta – ed il tempo che resta per farlo è poco – le ricadute negative per l’intero paese e per Terni saranno pesantissime: sia nell’immediato (si pensi alla perdita di valore delle acciaierie ternane appena messe sul mercato) che in prospettiva (intorno al 5% di crescita del Pil locale è stimato l’effetto virtuoso di un potenziamento del collegamento ferroviario quale quello che era in programma per la tratta Orte-Terni-Ancona). Questi effetti negativi saranno pagati prima dalle imprese, dai professionisti e dalle famiglie ternane e poi dall’intero paese”.

Il programma “Italia veloce”, e soprattutto l’esclusione di Terni, vengono criticate anche da Confartigianato che ritiene “demoralizzante rilevare che mancano del tutto le opere che omogeneizzerebbero i territori dell’Umbria e che aprirebbero la nostra comunità ad un ruolo di cerniera. Infatti – spiega una nota diffusa dall’associazione di categoria - i collegamenti tra i due mari nel centro Italia, che vengono elevati a valore strategico dal governo Conte, sia su strada che su ferrovia vengono individuati su percorsi alternativi che aggirano la nostra regione: il Governo punta sul collegamento viario Grosseto-Fano e sul potenziamento della via Salaria Roma-San Benedetto del Tronto, in alternativa evidentemente alla Civitavecchia-Civitanova Marche (Ancona). Infatti, nessuna considerazione è stata data al tratto Terni-Spoleto che completerebbe questa via di collegamento, di estrema importanza per la comunità regionale dell’Umbria”.

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“Ne emerge un quadro pesante per l’Umbria, ed ancor più per l’Umbria meridionale che beneficerebbe solo di riflesso delle opere del Lazio è in particolare del completamento del tratto viario Civitavecchia-Monte Romano, che però senza il potenziamento del tratto Terni-Spoleto finirebbe per omogeneizzare l’Umbria meridionale non con la settentrionale, ma con il Lazio e quindi proseguirebbe la disarticolazione del territorio regionale dell’Umbria. Le scelte compiute dal Governo con il decreto semplificazioni dimenticano l’Umbria e rischiano di amplificare i problemi che discendono dall’Umbria a due velocità che è il risultato di decenni di politiche regionali miopi. Riteniamo che questo sia un tema particolarmente preoccupante per l’intera comunità umbra e invitiamo le istituzioni regionali a far sentire la voce degli umbri di fronte a queste decisioni del Governo che sono in grado di determinare andamenti economici negativi di lungo periodo per i nostri territori”.

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