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Lunedì, 26 Febbraio 2024
Politica

Dimissioni di Stefano Bandecchi, quando si vota a Terni. Se il sindaco non fa marcia indietro

Una circolare del ministero dell’interno spiega che i tempi per essere inclusi nel “turno di primavera” delle elezioni scadono il prossimo 24 febbraio. Ma per lo scioglimento consiglio comunale devono passare venti giorni dalla presentazione delle dimissioni

Un rebus nel rebus. Partendo dal fatto che alle 10 del mattino di oggi, 9 febbraio, al protocollo del Comune di Terni non è ancora presente alcun documento che formalizzi le dimissioni del sindaco Stefano Bandecchi, annunciate ieri via social, gli interrogativi non riguardano soltanto il futuro politico della città, ma anche i tempi entro i quali – eventualmente – Palazzo Spada avrà un nuovo inquilino.

Esiste infatti una procedura da seguire perché l’annuncio diventi fatto concreto e la prassi è stabilita, in particolare, dall’articolo 53 del Tuel, il testo unico sugli enti locali. Il comma 3 dell’articolo spiega che “le dimissioni presentate dal sindaco o dal presidente della Provincia diventano efficaci ed irrevocabili trascorso il termine di 20 giorni dalla loro presentazione al consiglio. In tal caso si procede allo scioglimento del rispettivo consiglio, con contestuale nomina di un commissario”. Il primo passaggio necessario è dunque quello di presentare le dimissioni all’assemblea di Palazzo Spada. Questo potrebbe avvenire lunedì mattina, 12 febbraio: da quel momento, debbono trascorrere 20 giorni perché le dimissioni siano irrevocabili e dunque effettive. Trascorse queste tre settimane, si concretizza “lo scioglimento del consiglio comunale o provinciale” che “determina – spiega il comma 4 dello stesso articolo - in ogni caso la decadenza del sindaco o del presidente della provincia nonché delle rispettive giunte”.

Le dimissioni comporterebbero dunque l’arrivo a Terni di un commissario chiamato a sbrigare gli affari correnti e a traghettare la città verso nuove elezioni. Quando? Se in un primo momento si era pensato alla possibilità che Terni, stando così le cose, sarebbe andata al voto i prossimi 8 e 9 giugno, in concomitanza con l’election day per Amministrative ed Europee, una circolare redatta dalla direzione centrale per le autonomie del ministero dell’interno che ha proprio come oggetto il tema delle “elezioni dei consigli comunali che devono essere rinnovati per motivi diversi dalla scadenza del mandato” aiuta a chiarire le cose.

La circolare spiega infatti che “il 24 febbraio è il termine ultimo previsto dalla vigente normativa entro il quale devono verificarsi le condizioni che rendono necessario il rinnovo dei consigli comunali per motivi diversi dalla scadenza naturale ai fini dell’inclusione nel turno di primavera.

Alle prossime consultazioni sono pertanto interessati i consigli comunali per i quali, entro il predetto termine, sia intervenuto il provvedimento di scioglimento. In considerazione dell’immediata scadenza (…) si richiama affinché sia data tempestiva comunicazione delle fattispecie perfezionate alla data del 20 febbraio per le quali dovrà adottarsi il provvedimento di scioglimento dell’organo consiliare (...). Ciò al fine di garantire il perfezionamento della procedura di scioglimento del consiglio comunale entro il termine ultimo del 24 febbraio 2024”.

Fatti due conti, i tempi per correre al voto di giugno non ci sono. Se anche Bandecchi ufficializzasse le sue dimissioni al consiglio comunale di lunedì 12 febbraio, i 20 giorni sposterebbero la lancetta ai primi di marzo, oltre i tempi fissati dal Viminale. Questo significa che, a meno di provvedimenti d’urgenza, il ricorso alle urne slitterebbe probabilmente all’autunno. Forse, in concomitanza con le elezioni regionali che in Umbria, appunto, potrebbero essere convocate per quel periodo.

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