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Lettere, appelli e cenere sul capo: è iniziata la “quaresima” di Alternativa popolare

Crisi politica a Terni, lo spettro delle dimissioni del sindaco: Stefano Bandecchi ha incontrato giunta e consiglieri di maggioranza. Il vice Riccardo Corridore: spero in un ripensamento di Lorenzo Filippetti

È iniziata prima, probabilmente durerà di meno. Ma non per questo sarà meno “penitente”. È la “quaresima” di Alternativa che fra lettere, appelli e pizzichi di cenere sul capo, confida nella possibilità di far fare un passo indietro al sindaco di Terni, Stefano Bandecchi.

Ieri, dopo il consiglio comunale, il primo cittadino ha incontrato giunta e consiglieri di maggioranza: sul tavolo del confronto il tema delle dimissioni e le possibili leve da azionare per tentare di allontanare lo spettro di una fine assolutamente prematura della consiliatura. Nel corso del vertice sono stati ribaditi i concetti già espressi nella lettera che domenica è stata recapitata allo stesso Bandecchi (scritta in un unico esemplare e di cui sembra nessuno abbia copia se non proprio il sindaco) e che contiene le tracce anticipate dal vicesindaco Riccardo Corridore nella conferenza stampa di sabato. In calce ai buoni propositi circa la volontà di recuperare lo “spirito” che ha consentito ad Ap di vincere le elezioni dello scorso maggio, le firme del gruppo consigliare del partito, dei membri della giunta e dei coordinatori del territorio, tranne che dal dimissionario Lorenzo Filippetti.

“Spero in un suo ripensamento”, commenta Corridore, aggiungendo speranze a speranze. La principale è che sia Bandecchi a fare un passo indietro. Possibilità che, in queste ore, sale e scende nelle quotazioni degli scommettitori anche in base a quelle che potrebbero essere le conseguenze di un ripensamento. Ed è qui che entra in scena la fantapolitica che immagina spostamenti di pedine importanti e innesti in giunta, anche se lo stesso Bandecchi non si dice molto propenso a cavalcare la scia dei rimpasti per rimettere a posto le cose.

Anche se, almeno uno, di rimpasto potrebbe essere costretto a farlo. Nella contestata assemblea del Servizio idrico integrato, seguita dalla coda polemica e dall’annuncio di impugnazioni e carte bollate, proprio Filippetti era stato indicato e poi votato come nuovo presidente del Sii. Evidente che l’uscita di scena delle ultime ore potrebbe rimescolare le carte e quindi costringere Alternativa popolare a trovare un’altra figura, pur in un contesto in cui l’eventuale conferma delle dimissioni del sindaco Bandecchi, è destinata a scombinare e non di poco le carte, paralizzando – di fatto – ogni altra partita.

Intanto, il tempo scorre: venti giorni entro i quali il sindaco potrebbe – o meno – confermare le dimissioni passano abbastanza velocemente, soprattutto scorrendo i contenuti della “famigerata” lettera. “Starà al sindaco – diceva Corridore in conferenza stampa - verificare se ancora ritiene affidabili le parole di quei sottoscrittori del documento e dare a noi la chance di continuare a governare”. Ed eventualmente, decidere chi sarà ancora in sella e chi no.

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