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Il Comune di Amelia

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Amelia al voto, candidato cercasi per il Partito democratico: i nomi in ballo

Ipotesi Bellini “ter”, ma scalpita anche l’attuale segretario dem, Piero Bernardini. Sulla scelta pesa l’incognita dei 5 stelle e altre possibili liste satellite del centrosinistra

Il rinvio ad ottobre delle elezioni amministrative è arrivato come acqua fresca su una ferita che scotta: quella che si apre – inevitabilmente – ogniqualvolta c’è da scegliere un candidato sindaco.

E così, la partenza a razzo di qualche settimana fa, adesso si prende una pausa. A destra, a sinistra e in tutto quello che c’è nel mezzo. Se però per il centrodestra il tentativo di bissare il mandato conquistato nel 2016 verrà molto probabilmente confermato nelle mani di Laura Pernazza, sindaco uscente, dalle parti del centrosinistra la situazione è meno fluida.

Sembra infatti tentennare la certezza per la quale lo sfidante del centrodestra sarebbe stato Fabrizio Bellini. Primo cittadino per due mandati (dal 1996 al 2006) e poi assessore all’ambiente della Provincia di Terni, Bellini dovrà anzitutto risolvere le questioni interne al Partito democratico, fare i conti con gli equilibri che usciranno dal prossimo congresso e poi – eventualmente – sciogliere le riserve e prepararsi alla sfida delle urne. Ci saranno insomma una serie di tessere da mettere in fila. E l’esito – almeno ad oggi – appare tutt’altro che scontato.

Tanto più che la prima concorrenza da “battere” sarà quella interna. Dalle parti del Pd sembra infatti che anche l’attuale segretario comunale dem, Piero Bernardini, stia coltivando ambizioni da fascia tricolore. A Palazzo Matteotti, Bernardini ha già ricoperto il ruolo di vicesindaco – proprio con Bellini – e ora avrebbe manifestato l’intenzione di giocare in prima persona questa partita. Sugli spalti, però, non ci sarebbero molti supporter pronti a sostenerlo, col rischio che la sua potrebbe trasformarsi in una corsa solitaria.

Tramontata, ancora prima di nascere, anche la candidatura di Nicoletta Valli, anche lei già a Palazzo Matteotti e già vicesindaco, che avrebbe messo sul piatto la sua disponibilità, ricevendo però dai suoi poco più che un “grazie”.

Prima di continuare a girare il pallottoliere dei nomi, saranno da capire bene gli ingranaggi dell’eventuale alleanza tra Pd e 5 Stelle. Non è scontato, e non sta ancora scritto in nessun accordo, ma dem e pentastellati potrebbero fare fronte comune, ma dovrebbero però prima riuscire a condividere un programma e – almeno – un nome buono da spendere per il voto.

Verificando poi se ci sarà spazio per qualche ulteriore alleanza, al netto degli “addi”. Come quello che nelle scorse settimane è stato dato da Rifondazione comunista, critica nei confronti del Pd proprio perché la “corsa” al nome avrebbe bruciato ogni margine politico. Troppi nomi e pochi programmi, insomma.

Al momento, all’orizzonte del voto si è affacciato un candidato senza lista, Marco Rubini, e una lista senza un candidato “ufficiale”, ossia il Movimento civico Amelia 2030 che annovera tra le sue fila come fondatori l’avvocato Francesco Sconocchia, Philip Corsano e Cecilia Servi. A proposito di civici, a fine gennaio è salpata l’Alleanza civica per l’Umbria, capitanata dall’ex vicesindaco di Perugia, Nilo Arcudi, che su Amelia fa riferimento ad un altro ex vicesindaco, Franco Santarelli. L’ambiente di provenienza è quello dei socialisti, che rappresentano sempre un ago piuttosto importante nella bilancia del voto. Ma l’alleanza non è diretta espressione del partito che fu di Craxi e dunque lascia “liberi” quei pezzi di garofano che potrebbero spostarsi di qua o di là – nel senso di centrodestra o centrosinistra – e decidere di appoggiare questo o quel candidato. A patto che se ne riesca a trovare qualcuno.

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