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Amelia al voto fra cene “galeotte” e veti: candidato cercasi per il Pd

Mancano tre mesi all’appuntamento con le Amministrative di ottobre, ma il centrosinistra è ancora senza un “alfiere”: ci prova Bernardini, il partito nicchia. La situazione

Mancano tre mesi all’appuntamento con le elezioni amministrative di ottobre che daranno un nuovo consiglio comunale e un nuovo sindaco ad Amelia e ad altri undici comuni in Umbria.

Il tempo stringe, insomma, ma nella città dalle mura poligonali la situazione è ancora piuttosto fluida. Chi marcia spedito è Rete resistente che ha già indicato nell’ex vicesindaco Luciano Rossi – amministratore durante la stagione di Luciano Lama – il suo candidato sindaco.

Laura Pernazza, sindaco uscente, correrà per tentare il bis al suo primo mandato. Fatti salvi ribaltoni della ultima ora, il centrodestra sembra indirizzato a confermare lei alla guida anche se sarà interessante capire quali equilibri bisognerà salvaguardare visto che il primo cittadino è espressione della forza politica attualmente minoritaria all’interno della coalizione (Forza Italia) con Lega e Fratelli d’Italia che invece – almeno nei sondaggi – macinano consensi e dunque ambiscono a posti di primo piano.

Marco Rubini ha bruciato le tappe: candidato sindaco da tempo, non è chiaro però sostenuto da quale lista e dunque con quali effettive carte da giocarsi in un appuntamento elettorale che – va ricordato – non prevede ballottaggi.

Si era affacciato sulla scena il movimento civico Amelia 2030 che però sembra più propenso a sostenere un candidato “esterno” piuttosto che proporre un proprio nome.

Tutto questo è più o meno noto. Ciò che non è chiaro è come intende muoversi il centrosinistra, da analizzare anche in virtù di un possibile ticket elettorale tra Partito democratico e Movimento 5 Stelle.

Pronto a scattare ai blocchi di partenza c’è il segretario comunale dem, Piero Bernardini. Già vicesindaco con Fabrizio Bellini, lui sarebbe pronto alla bagarre già da subito, ma le rimostranze più forti pare arrivino però proprio dal suo partito. E non solo.

Qualche sera fa in un noto ristorante alle porte di Amelia si è tenuta una cena fra i vertici Pd e quelli del variegato mondo socialista. Al momento di salutarsi, però, non sembra sia stato siglato alcun “patto del manfricolo”: gli ex garofani non sono riusciti a digerire la candidatura Bernardini. E la loro voce, specie con l’avvicinarsi della scadenza elettorale, è abbastanza ascoltata.

Al rebus, va aggiunta l’incognita 5 Stelle. Sarà accordo col Pd o corsa solitaria?
È certo che una situazione così frammentata e incerta favorisce i concorrenti del centrodestra. Che, almeno sulla carta, vanno d’accordo. Quello che succede nelle stanze della politica è altra cosa.

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