Venerdì, 18 Giugno 2021
Politica

Amelia, il centrosinistra perde pezzi. L’atto di accusa di Rifondazione: errori grossolani, stagione politica da archiviare

Verso le amministrative, Rc rispedisce al mittente l’invito del Partito democratico: pretendere la scelta del candidato sindaco ancor prima di proporre un progetto è una logica che non ci appartiene

Se la data che dovrebbe portare al voto undici municipi in Umbria per il rinnovo dei sindaci e dei consigli comunali è ancora piuttosto incerta, quel che – ad oggi – appare abbastanza chiaro è che ad Amelia il Partito della rifondazione comunista non farà parte della compagine di centrosinistra.

La federazione provinciale ternana del partito e il circolo Prc amerino, in una lettera datata 27 febbraio, ringraziano il segretario del Partito democratico “per l’invito alla partecipazione al tavolo politico per le prossime elezioni amministrative della città di Amelia” ma precisano che “a seguito di un confronto interno, conseguente alla discussione che si è prodotta tra le forze intervenute, considerate le premesse da voi poste” viene comunicata la “indisponibilità a proseguire, nelle forme e nelle finalità espresse, il confronto stesso”.

Le premesse “cortesi” sono però soltanto una parte formale rispetto a contenuti ben più aspri, attraverso i quali Rifondazione giudica “del tutto insufficiente, se non totalmente assente, l’analisi delle ragioni della sconfitta del centrosinistra nel 2016. Siamo convinti che la ripresa del confronto politico, nell’interesse che lega tutti noi al territorio ed alla città di Amelia, debba fare i conti con l’incapacità di indagare, in maniera profonda e condivisa, le ragioni di una pesante sconfitta elettorale che ha consegnato la città alla destra. La prima di una lunga serie di disfatte – evidenzia Rc - che oggi vede il centrosinistra praticamente quasi azzerato in tutti i livelli di governo dell’Umbria”.

“Minimizzare o eludere il tutto, in funzione auto assolutoria ed al contempo addebitare ad altri le ragioni della propria disfatta – affonda ancora Rifondazione - chiarisce la superficialità del discorso politico in questione”.

Il partito esprime parole di ringraziamento nei confronti di Beatrice Coco, che viene definita come  “insostituibile punto di riferimento e donna di grande correttezza e responsabilità” che ha “egregiamente rappresentato le istanze di Rifondazione comunista dentro e fuori le istituzioni” e che ha tenuto “un profilo indiscutibilmente alto, anche quando la dialettica, che avrebbe dovuto caratterizzare i rapporti politici, ha subito una insopportabile torsione, scadendo dal politico al personale, evidenziando, al tempo stesso, la sostanziale differenza tra l'egoismo politico di alcuni e la coerenza intellettuale di altri”.

Atteggiamento che “denota una irresponsabilità politica grave, che preclude non solo la possibilità di ripristinare un’interazione politica positiva, ma la necessaria capacità di imparare dai propri grossolani errori e, conseguentemente, rimuoverli”.

Sono nel tempo venute a mancare insomma quelle premesse che invece, nel 2011, consentirono di sviluppare un “accordo di governo sulla base di un confronto condiviso sul piano programmatico e nelle modalità di confronto orizzontale con tutte le forze impegnate in quel progetto. Un impianto su cui il Prc ha investito la sua azione e la sua sensibilità”.

Ecco, quelle premesse oggi non ci sono più, tanto che Rifondazione considera “la stagione del centrosinistra archiviata dalla storia. Riteniamo perdente e non riproponibile tale opzione politica”.

Tra le micce che hanno fatto saltare il tavolo ci sarebbe la “volontà del Partito democratico di pretendere la scelta del candidato sindaco ancor prima di proporre un progetto politico che possa definirsi tale e senza, peraltro, avere la minima condivisone al proprio interno, su cosa fare. Questa è una logica politica che non ci appartiene”.

Prima dei nomi, Rifondazione avrebbe preferito mettere sul tavolo il “perché il centrosinistra abbia perso in cinque anni, nella città di Amelia e sue frazioni, oltre duemila voti. Sarebbe necessario ripartire da una analisi oggettiva delle difficoltà e rimettere al centro una idea di territorio e di sviluppo, alternativa all’idea leghista di una Umbria impoverita, desertificata ed a due velocità, prima di arrogare nomenclature che non incidono nella concretezza dei problemi dei cittadini amerini”.

La lettera si conclude dunque auspicando la costruzione di “una nuova proposta politica per Amelia. Una proposta che non sia ostaggio di logiche ormai logore” e che potrebbe anche portare ad allargare la frattura che sembra essersi aperta dentro al centrosinistra.

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