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Giovedì, 7 Luglio 2022
Politica

Elezioni, Grimani: serve un’area liberale e del buon governo, “modello Draghi” anche per Terni

L’intervento del senatore di Azione dopo il voto delle Amministrative: “Le attuali coalizioni risultano affaticate e indebolite a partire dalla perdita di consenso inarrestabile della Lega da un lato e dei 5 Stelle dall’altro”

Lo scenario post elettorale ci consegna un Paese molto provato dalla crisi economica seguita al Covid e dall’attuale periodo di guerra in Ucraina. La diserzione delle urne è più di un campanello di allarme, che non si è avvertito solo sul referendum ma anche e soprattutto nelle elezioni amministrative, denotando una disaffezione che si palesa perfino nelle elezioni più sentite e prossime al cittadino quali sono quelle per scegliere il sindaco.

Appare evidente, pur in presenza di pochi elettori, che le attuali coalizioni risultano affaticate e indebolite a partire dalla perdita di consenso inarrestabile della Lega da un lato e dei 5 Stelle dall’altro, dovuta al rifiuto dei cittadini dell’atteggiamento ipocrita di stare con un piede nella maggioranza e con un piede fuori. In realtà, l’unica certezza appare essere la solidità di Mario Draghi e conseguentemente il riconoscimento elettorale a quelle forze che - più di altre - hanno incarnato il sostengo all’ex governatore della Bce.

Il consolidarsi di un’area liberale, pragmatica, del buon governo, sembra essere un’opzione apprezzata degli elettori in molte città: basti pensare ai successi indiscutibili di Azione e delle civiche ad essa collegate a Palermo, L’Aquila, Catanzaro, Parma, Cuneo e molte altre città minori.

Da questo turno elettorale non potrà che venire una spinta ulteriore al consolidamento di quest’area e il messaggio che il Pd dovrebbe ricevere è di superare la progettualità del campo largo (che in realtà, col disfacimento dei 5 Stelle, appare sempre più stretto) con la realizzazione di un’alleanza di centrosinistra riformista, moderna, europeista e in grado di contrapporsi con determinazione al populismo della destra, sempre più esasperato da una Meloni che, in veste spagnola, rilancia il peggio della destra reazionaria e conservatrice.

Se prevarranno i silenzi e l’immobilismo delle due colazioni, il progetto del polo riformista non potrà che essere il tema sul quale lavorare con chi vorrà starci dal qui al 2023.

Questo scenario sarà da percorrere anche in Umbria in vista sia delle elezioni politiche che delle elezioni comunali nella città di Terni della prossima primavera. A Terni servirà un modello tipo governo Draghi per far fronte alla complessità della gestione economica finanziaria dell’ente nei prossimi anni e su questo ci misureremo. Ovviamente dovremo trovare il Draghi della situazione, che non si scorge all’orizzonte.

I risultati in Umbria vanno letti tenendo conto che c’erano solo due comuni rilevanti chiamati alle urne. Se il risultato di Todi può essere ritenuto positivo (con azione oltre il 5%),  tenendo conto però della presenza di un candidato radicato da anni nella città e già autore di risultati lusinghieri cinque anni fa in altri schieramenti, sicuramente deludente è il risultato di Narni, laddove il Pd si dimostra molto in linea con il sentore dei cittadini mentre ancora una volta sono apparsi velleitari i tentativi di creare un’alternativa.

Ciò dimostra che per valorizzare un progetto politico servono lavoro, tenacia e classe dirigente e occorre soprattutto evitare improvvisazioni. Tutti dobbiamo rimboccarci le maniche e metterci al lavoro.

Penso che ci siano le condizioni anche in Umbria per lavorare, da adesso in poi, alla costruzione di un polo del pragmatismo, partendo da una grande campagna di ascolto in tutte le direzioni e verso diversi mondi. Serve ascoltare il mondo delle associazioni di categoria, delle rappresentanze datoriali, del lavoro, delle nuove professioni, dei servizi. Serve ricercare i luoghi della fatica e della sofferenza, serve ascoltare le istanze del nuovo e diffuso civismo umbro. Serve, cioè, mettersi a disposizione di chi vuole offrire impegno e di chi si vuole far ascoltare.

Azione può affrontare questa sfida con capacità e determinazione perché è un progetto pragmatico e trasversale che può fare affidamento su un gruppo dirigente che si sta strutturando e che potrà dare il meglio nei prossimi mesi.

*senatore Azione /+Europa

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