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Elezioni comunali, Chiara Appendino a San Gemini per la candidatura di Giuseppe Bracco | VIDEO

L’ex sindaco di Torino, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, ha iniziato dal borgo ternano il tour in Umbria: “Dai territori può partire l'esempio di buona politica”

“Il governo nazionale va in direzione contraria rispetto alle necessarie politiche su transizione ecologica, lavoro, turismo e protezione sociale. Ma è dai territori che può arrivare il segnale di una politica in grado di cambiare realmente le cose". Così Chiara Appendino vicepresidente del Movimento 5 Stelle ed ex sindaca di Torino, ha aperto il suo tour in Umbria a San Gemini. Al comitato elettorale della lista ‘Unità e Responsabilità per San Gemini’, davanti a due bottiglie d'acqua della storica azienda locale Sangemini, i cui lavoratori aspettano da tempo risposte che non arrivano, Chiara Appendino ha portato la sua esperienza amministrativa di sindaca di Torino: “Non esistono ricette perfette, se i cittadini sono stufi bisogna dimostrare che le cose possono cambiare. Il governo nazionale va in direzione contraria alla transizione ecologica, la protezione sociale, il turismo. Il voto locale è importantissimo, dai territorio può partire un progetto alternativo. Quando parliamo di ecomomia circolare, di un'azienda come la Sangemini, di tutela del territorio bisogna dare il segnale che ci sono persone che non se ne lavano la mani”.

Giuseppe Bracco, imprenditore classe 1963, direttore generale della Bit srl e attivissimo nell'associazionismo sportivo, candidato sindaco della coalizione di civici e progressisti: “Per me fare politica è una novità, ho accettato perché tengo molto a San Gemini e voglio fare qualcosa per contribuire al rilancio del nostro territorio. Non a caso come simbolo abbiamo ripreso il tappo a corona della bottiglia di acqua. Un segno che bisogna ripartire dalla storia, dalle origini. Le persone sono stanche, vogliono essere ascoltate”.  

Presente all'incontro anche Diego Diomedi, 25 anni, laureato in Scienze della Cultura e Politiche della Gastronomia presso l'università per stranieri di Perugia e con un master in storia dell'alimentazione presso l'università di Bologna. “In questi cinque anni di amministrazione del centrodestra non è arrivata nessuna risposta sulla crisi della Sangemini, risposte che nemmeno dalla Regione sono venute. I lavoratori non sono un peso, devono essere un vanto e un orgoglio. A Sangemini non c'è punto vendita, non si può acquistare l'acqua della nostra azienda, sono dovuto andare a Terni a comprarla. Dobbiamo difendere la water valley”.

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