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Domenica, 27 Novembre 2022
Politica

“Con la Rolls in città, un vaffa ogni metro. Ma sono malato di Terni”. Bandecchi sindaco, perché votarlo e perché no

L’imprenditore e patron della Ternana lancia la sfida: “Conflitto di interessi? Semmai è il Comune ad averne uno con me”. La nostra “prova” del candidato

Stefano Bandecchi non è uno che le manda a dire. “Coletto (assessore alla sanità dell’Umbria, ndr)? Non ha mai lavorato un giorno in vita sua”. “Ritirare la mia candidatura? No, il mondo dei mosci mi ha sempre dato fastidio”. E ancora e ancora. Sul conflitto d’interessi: “Semmai, è il Comune di Terni che ha un conflitto di interessi con me”. Un’ora e qualche buon altro minuto, dopo una mezz’ora abbondante di attesa, per confermare la sua sfida: “Sono il primo cretino in lista”.

Livornese di nascita, patron della Ternana, fondatore e presidente del consiglio di amministrazione dell’Università Niccolò Cusano di Roma, svariati altri interessi in svariati altri settori dell’economia, dal turismo all’editoria, Bandecchi da qualche giorno è anche “ufficialmente” candidato sindaco di Terni in vista delle elezioni amministrative del 2023. Sarà il portabandiera di Alternativa popolare, partito aderente al Ppe e nato dalle ceneri del Nuovo centrodestra di Angelino Alfano che, fino a qualche anno fa, risultava anche tra i (pochi) sostenitori del movimento politico di cui lo stesso Bandecchi è oggi coordinatore nazionale e che è presieduto da Paolo Alli.

“Malato” di Ternana (“...l’unica squadra per cui io abbia mai tifato”) e di Terni, di cui è cittadino onorario. Nonostante quella volta che venne in città con la Rolls Royce – “perché non avevo altre macchine, altrimenti sarei venuto come sempre in Toyota” – e prese “un vaffa ogni metro”. “Ho un grande programma per questa città: turismo archeologico, sport, cultura, lavoro. Dobbiamo portare lavoro e bloccare l’emigrazione” di quel migliaio di ternani che, ogni anno, lasciano Conca in cerca di un futuro migliore.

“Come mai un imprenditore decide di candidarsi?”, chiede e si chiede. “Guadagno quattro milioni di euro l’anno, per la Ternana quest’anno ne spenderò 28. Ogni mese pago 1.700 stipendi”. Non si nasconde dietro ai soldi, anzi: “Sono nato povero, la prima volta che ho avuto il bagno in camera è quando sono andato a fare il militare. Ma non ho vissuto sopra le mie potenzialità. Io non dico che i ricchi debbano piangere, ma che i poveri debbano poter ridere anche loro”. E aggiunge che “i ricchi come me, che a Terni ce ne sono: ho visto certe macchine… I ricchi come me, si mettono una mano in tasca e contribuiscono a questa città”. Città “da comandare”, dice. E poi si corregge: “da guidare”.

Insomma, Stefano Bandecchi candidato sindaco. Perché votarlo? E perché no? Una specie di “prova” del candidato, un po’ come si fa con le auto appena uscite.

La discesa in campo ha sicuramente sparigliato le carte sulla tavola di questa sonnacchiosa vigilia elettorale. Dal palcoscenico di Instagram, patron Bandecchi aveva anticipato che AP sarebbe stata presente alla tornata cittadina e – probabilmente – anche alle prossime in programma (regionali del lazio, in Umbria...). Il suo coinvolgimento in prima persona però non sembrava preventivato. Neanche dopo la “bocciatura” ricevuta da Calenda che lo ha tenuto fuori dalle liste del Terzo polo per le scorse politiche perché “fascista”.

E invece, galeotta fu la conferenza dei servizi sul progetto stadio-clinica. Il “no” di palazzo Donini ha acceso la miccia e Bandecchi ha bruciato tutti. Sicuramente, il tempismo è un punto a suo favore. Viste anche le reazioni - per così dire, evanescenti - dall’una e dall’altra parte. Nonostante i ceffoni che il presidente ha riservato alla Regione – che sul progetto della Ternana “ha sbagliato” – e al Comune di Terni, con tanto di “invito” all’attuale sindaco Latini a valutare la possibilità di essere suo “vice” e all’assessore Melasecche a “riflettere”. Dunque, effetto sorpresa: uno a zero.

Altro effetto da tenere in considerazione: l’ammirazione. Imprenditore di successo, con risorse disponibili e che si dice pronto a mettersi in gioco per recuperare una situazione altrimenti disastrosa: “La miseria è entrata nelle ossa dei ternani e di tutti gli italiani. Forse, si salvano solo i milanesi”. Un copione già visto, che ha funzionato e forse continua a farlo. E che, soprattutto, va a intercettare il malessere che ormai segna nel profondo molti imprenditori. Piccoli, medi o grandi che siano. Sembra che il patron ne abbia contattati diversi, personalmente, al telefono. E molti, non un esercito, ma diversi, hanno chiamato in redazione per sapere qualcosa di più sul “progetto” Bandecchi. Da chi ha visto le sue bollette triplicare nell’ultimo anno fino a chi deve fare i conti con tasse e tariffe locali da urlo. “Pago milleduecento euro al mese di bolletta dell’immondizia. Se continua così, porto le chiavi in Comune e chiudo”, racconta uno di loro. E un altro aggiunge: “Cinque anni fa ho votato per il cambiamento. Ma il cambiamento non c’è stato”. Adesso c’è Bandecchi.

Capitolo controverso è quello sul conflitto di interessi. Lui, interpellato, questa difficoltà non la vede. Certo è che di interessi in ballo ce ne sono e sono pure tanti: il nuovo stadio della Ternana, l’eventuale clinica, la gestione del Palaeventi, l’obiettivo Interpan per cui dopo il 21 dicembre potrebbe avanzare un’offerta (“...ma non sarò ancora sindaco”), il centro sportivo. Forse è per questo che la Ternana, in vista della bagarre politica, starebbe cercando altri terreni da far diventare di proprietà per tirare su un Liberati bis e tutto quanto possa sostenere l’investimento. In modo da tenere quanto più possibile lontano pubblico e privato. Missione difficile, ma non impossibile: sicuramente, le “aderenze” fra sindaco e imprenditore potrebbero diventare l’ossessione degli oppositori. Ma intanto, va detto: gli interessi ad oggi rappresentano anche la maggiore calamita che attrae potenziali elettori: “Ma come? Un imprenditore che vuole investire così tanto, noi lo mandiamo via?”.

Conflitto di interessi che però va sgombrato dal chiacchiericcio e forse analizzato meglio. Perché il “no” della Regione a clinica e stadio è – in estrema sintesi – la goccia che ha fatto traboccare il vaso di casa Bandecchi. In un puro, quanto inutile esercizio di riflessione, la domanda è: se le cose a Perugia fossero andate diversamente, oggi Alternativa popolare avrebbe in Bandecchi il suo candidato sindaco per Terni, oppure no? Quesito destinato a rimanere tale.

Epperò, il 14 novembre è iniziata la campagna elettorale. Si vota, probabilmente, a primavera 2023. Chi prima inizia è a metà dell’opera oppure rischia di arrivare stremato alla meta? Certo è che, se la corsa è in solitaria, potrà comunque prendersela con calma.

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