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Martedì, 16 Agosto 2022
Politica

“Troppi rimpasti in giunta e noi sempre fuori per logiche di altri, ma Terni civica è pronta a continuare”

Intervista a Michele Rossi: “Corteggiato da diversi partiti ma ad oggi non mi ritrovo completamente in nessuna formazione. La nostra esperienza può arrestarsi solo per confluire in un contenitore civico più grande”

Il “corteggiamento” dei partiti, il rammarico – e le tensioni – per un posto in giunta mai arrivato, l’intuizione del Tributo a Sergio Endrigo e l’appuntamento elettorale del 2023 con la possibilità di finire in un “contenitore civico più grande”. Di questo e non solo abbiamo parlato con Michele Rossi, capogruppo in consiglio comunale di Terni civica. La nostra intervista.

Cominciamo da un bilancio. Com’è stata questa sua esperienza in consiglio comunale? Su cosa si è concentrato in maniera particolare?

“Rappresentare le necessità della propria città è quanto di più pregevole si possa fare per i propri cittadini. È un onore che mi inorgoglisce e si fonda su un continuo rapporto di fiducia. Intanto questa esperienza non è finita, ci attendono importanti mesi per portare a compimento progetti di grande importanza. Continuerò quindi il mio impegno come meglio posso documentandomi, studiando, ascoltando la città e confrontandomi con tutti i colleghi. È un’esperienza impegnativa che, pur in maggioranza, sto svolgendo con un ruolo di pungolo. Ho messo a disposizione buone idee che alcune volte si sono concretizzate. Sono stati anni di intenso lavoro, ho presentato numerosi atti di indirizzo, interrogazioni, interpellanze, progetti ed iniziative per la città. Tante cose si sono concretizzate, molte altre rimaste sulla carta e magari si realizzeranno in futuro. Impegnarmi per la mia città è quello che ho sempre desiderato: un’esperienza faticosa ma dalle grandi soddisfazioni. Non mi sono risparmiato su nessun tema, cercando di essere sempre sul pezzo con prese di posizione e proposte, riportando in Consiglio le idee mie e di tante persone. Oggi ho la consapevolezza di conoscere meglio la mia città, i suoi punti di forza cosi come le sue debolezze. Mi sono particolarmente concentrato sui temi culturali, convinto da sempre che questa città abbia enormi potenzialità. Al pari di altre, anche la nostra può puntare sulla cultura come volano di sviluppo e crescita. Ha una storia importante che merita di essere conosciuta e diffusa, che va oltre la scontata riconoscibilità legata alla presenza dell’industria. Mi piace ricordare alcuni impegni simbolici e assolutamente inediti per la nostra città dallo spostamento e valorizzazione del Thyrus, al ritorno della statua del Telamone, al restyling della passeggiata, alla battaglia per il teatro Verdi fino a quelle per la tutela, salvaguardia e valorizzazione in generale del nostro patrimonio artistico e culturale. Ho cercato di portare in consiglio anche le piccole problematiche quotidiane dei miei concittadini”.

Non posso non farle una domanda sul Tributo a Sergio Endrigo, che in questi anni è cresciuto ed ha sicuramente portato “frutti” anche in termini economici. Quanto può Terni scommettere sulla cultura come volano di sviluppo?

“Sono orgoglioso di aver dato avvio ben dieci anni fa ad un festival ormai conosciuto e così tanto apprezzato, partito da una intuizione e dal legame allora poco noto del grande cantautore con la nostra città. Oggi c’è una strutturata macchina organizzativa di amici che ogni anno con passione e sacrifici fa grandi cose, organizzando un appuntamento incredibilmente cresciuto e di grande qualità. Io continuo a dare il mio sostegno che per chiare ragioni è sempre più limitato e a credere alla forza della proposta artistica e alla portata dell’iniziativa. Il Tributo è un esempio concreto di quanto anche per la nostra città simili eventi possano essere reale volano di sviluppo. L’affermazione a livello nazionale dell’iniziativa, conquistata edizione dopo edizione, ha fin qui portato nella nostra città spettatori da tutta Italia che qui hanno soggiornato, mangiato e fatto shopping, conosciuto le nostre bellezze e che per questo ritorneranno volentieri a farci visita. Terni può giocare un ruolo anche nello spettacolo dal vivo e sono certo che ad esempio la nuova struttura del palasport, se ben gestita, potrà molto favorire la possibilità che la nostra città possa ospitare eventi di livello nazionale ed oltre”.

Passiamo alla politica. Le riporto una “male lingua” secondo la quale lei negli ultimi mesi sarebbe stato corteggiato da alcuni partiti, da Fratelli d’Italia fino a Forza Italia. C’è qualcosa di vero?

“Devo ammettere che diversi partiti ci hanno provato senza riuscirci. Probabilmente perché credo che annoverare tra le proprie fila una persona come me, dal forte attivismo e dalla costante attività propositiva, possa rappresentare una buona conquista. Aderire ad un partito è però per me cosa fin troppo seria, non riuscirei a passare da uno all’altro con la stessa disinvoltura vista in questi anni da altri colleghi. Diventare esponenti di un partito significa riconoscersi in una linea politica, in ideali e valori comuni e sinceramente ad oggi non mi ritrovo completamente in nessuna formazione partitica, pur riconoscendomi nell’area di centrodestra. Inoltre ho militato anche con ruoli dirigenziali in un partito e ne conosco fin troppo bene le logiche e funzionamenti e con questi mi sono già scontrato”.

A proposito di male lingue, c’è anche qualcuno che dice che lei avrebbe – ad un certo punto – sperato di ottenere un posto in giunta, ma così non è stato. Questo potrebbe avere un peso sulle prossime elezioni amministrative?

“Il posto in giunta ci sarebbe dovuto essere per questione, diciamo, di logica politica non per me ma per Terni civica che eleggendo un consigliere ha contribuito alla vittoria della coalizione. Sarebbe stato un giusto riconoscimento politico da parte dei partiti alleati ma ad ogni rimpasto, e in questa esperienza amministrativa ce ne sono stati fin troppi, siamo stati lasciati fuori per logiche di altri. Far crescere l’unica lista civica della coalizione di centrodestra con propri riferimenti in giunta, avrebbe rafforzato la stessa coalizione anche in vista della ambita riconferma elettorale del 2023. Mentirei nel dire che questa non considerazione non ha in alcuni momenti logorato i rapporti politici e anche personali, con situazioni di tensione politica. Ma non per questo è mai mancato il nostro sostegno al sindaco Latini. Il progetto per la città e gli obiettivi da raggiungere sono stati sempre prioritari rispetto ad altro. È sul percorso di cambiamento appena iniziato che vogliamo continuare a credere e ad impegnarci. Per noi rimane fondamentale il candidato sindaco e il progetto politico che incarna. Il sindaco è per noi l’unico garante del nostro coinvolgimento elettorale”.

Lei comunque resta un “civico”. Una figura che sembra essere un po’ croce e un po’ delizia in questa fase della politica locale e nazionale. Qual è il valore aggiunto e quali sono le difficoltà che invece sconta chi non ha un partito alle spalle?

“Da anni credo di dimostrare che si può fare politica anche senza appartenere ad un partito ma solo con l’ideale di contribuire alla crescita e sviluppo della propria città. Certamente, in un sistema di forze partitiche si paga lo scotto di non avere nessuno che possa sostenere la tua azione politica o possa richiedere per te più spazio e ruoli decisionali. In politica è assai difficile farsi spazio solo per il proprio valore e capacità. Da una parte c’è il limite di non avere alcun sostegno esterno alla propria azione politica, dall’altra si ha però l’eccezionale forza della libertà di poter dire e fare sempre quello che si reputa giusto per la città senza condizionamenti e convenienze di parte né linee di partito. La gente è sempre più stanca e delusa dai partiti e guarda sempre più alla qualità delle persone. È per questo che il civismo, quello vero e autentico, sta vivendo un momento entusiasmante. I singoli sono sempre più riferimento. Non si guarda più alle scritte sulle felpe o alle spillette sulla giacca: la gente, piuttosto, guarda ai singoli impegnati in politica, al loro modo di battersi per la città, alla loro coerenza, correttezza ed onestà”.

Facciamo un salto in avanti di qualche mese. Nel 2023 si vota: ci sarà ancora Terni civica? Dove e con chi? Soprattutto, con quali obiettivi.

“L’esperienza di Terni civica potrebbe arrestarsi solo per confluire in un contenitore civico più grande, più forte e maggiormente rappresentativo. Alternativamente, Terni civica con gli amici che ne fanno parte è pronta a continuare il suo percorso politico nel rappresentare i bisogni della città e di tutti quei cittadini che non si riconoscono nell’attuale offerta partitica ed è quindi pronta a ricandidarsi ancora a svolgere questo ruolo anche per la prossima consiliatura”.

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