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Venerdì, 3 Febbraio 2023
Politica

Elezioni a Terni, le ultime dal “fronte”: sfida a cinque, ma occhio alle (possibili) sorprese

Tre “mister X” e due candidati certi per la scalata a Palazzo Spada della prossima primavera: come si muovono gli schieramenti

Tre “mister x” e due candidati certi. Al momento e salvo sorprese. Le ultime dal “fronte” in vista dell’appuntamento elettorale della prossima primavera a Terni parlano – soprattutto – degli equilibri da ricercare dentro agli schieramenti in campo e che saranno funzionali a scrivere i nomi sulle schede.

Qui centrodestra

Leonardo Latini, sindaco uscente, è l’alfiere del centrodestra. D’altra parte, visto che nessuno dei compagni di viaggio ha fino ad ora messo in dubbio l’azione amministrativa del primo cittadino uscente, risulta un po’ difficile immaginarsi uno strappo a quattro mesi dalle elezioni. Semmai, c’è da capire che alleanza uscirà dalle urne e dunque con quali criteri – e quali nomi – sarà cucita l’eventuale nuova giunta. I sondaggi dicono che la parte del leone spetterà ai Fratelli d’Italia e che dunque i meloniani potrebbero “blindare” l’esecutivo soprattutto dopo avere frenato su una eventuale opzione che sostituisse lo stesso Latini. Questo, si dice negli ambienti del centrodestra, perché Fd’I avrebbe già opzionato la candidatura a sindaco per Perugia 2024 e perché nell’aria ci sarebbe anche la possibilità di un rimpasto in giunta regionale (Eleonora Pace con la casacca della sanità al posto di Luca Coletto?) che aiuterebbe a rimettere in sesto gli equilibri.

Sarà però una caccia al voto per cercare di arginare l’avanzata di Fd’I. Per questo sembra non essere destinata a prendere corpo la creazione di una “lista del sindaco” che rischierebbe di togliere voti alla Lega – sul centrodestra pesa anche lo “spettro” Bandecchi – e di rendere difficile anche l’ingresso in consiglio comunale. Insomma, meglio correre assieme – pur a malincuore – che andare sapere verso una destinazione poco nota. In tutto questo, si cerca anche di capire come ottimizzare la presenza di altri compagni di viaggio. Difficile immaginare che Terni civica rinunci alle sue insegne per “sciogliersi” dentro qualche lista di partito. In fase di riflessione anche il Popolo della famiglia che cinque anni fa sostenne il sindaco e che sta pensando all’opzione di comporre una propria squadra – in sostegno al candidato del centrodestra – con l’obiettivo di aggregare il voto cattolico. Da capire se e come sarà della partita Civitas, l’associazione politico culturale fondata dall’assessore regionale al turismo, Paola Agabiti, e presieduta dal sindaco di Orvieto, Roberto Tardani. Fra le suggestioni di queste ore, anche quella per cui la stessa Agabiti sarebbe tentata dalla corsa alla fascia tricolore. In queste ultime settimane c’è stato anche chi ne ha tessuto pubblicamente le lodi. Ma si tratta di fantapolitica. E, forse, poco più.

Qui centrosinistra

Al netto di qualche (suggerita) fuga di notizie che dura giusto il tempo di una smentita, nel campo largo del centrosinistra il gioco di queste ultime ore sembra essere quello del “brucia il candidato”. Perché in realtà il nome non c’è. C’è, sulla carta, una unione di intenti che dovrebbe coagulare le forze che vanno dal Partito democratico alla Sinistra e ai Verdi, passando per Senso civico, per i Socialisti ed il Movimento 5 Stelle. Il problema però, sembra, non sta tanto nel mettere assieme le diverse anime politiche di questa articolata coalizione. Quanto, semmai, sedare le animosità interne agli stessi partiti. Insomma, si litiga in casa anche se fuori si vorrebbe fare gruppo. Ed è, sinceramente, complicato. C’è però anche la considerazione che uniti – forse – qualche chance si può giocare. Se parati, no. Anche perché, è il brutale ragionamento, c’è davvero qualcuno che sarebbe disposto a restare fuori dalla roulette del ballottaggio? E ancora, c’è davvero qualcuno che è disposto – pur di non mollare di un centimetro – a lasciare che questa possibilità possa essere colta da Bandecchi? Quindi, più che di programmi, piattaforme e così via, si discute, eccome: ma sul nome di chi potrebbe mettere tutti d’accordo e – soprattutto – sul fatto che davvero si riuscirà ad andare tutti d’accordo.

Qui Alternativa popolare

Stefano Bandecchi, patron della Ternana, fondatore di Unicusano, oltre che potenziale azionista principale di Interpan e Treofan, potrebbe esserlo anche di Palazzo Spada. La sua candidatura potrebbe pescare voti nel centrodestra e dunque assottigliare i margini di manovra di alcune forze politiche della coalizione (alle scorse Politiche si spese per la rielezione in Parlamento del forzista Raffaele Nevi) ma potrebbe anche estendere il suo raggio d’azione verso il centro del centrosinistra visto che, proprio per le politiche, avrebbe dovuto essere candidato del Terzo Polo, fatto poi salvo il “gran rifiuto” di Carlo Calenda che non lo volle in lista perché “fascista”. L’incognita vera è quella che cerca di capire il suo peso della “società civile”. Quanti scontenti, di destra e di sinistra, potrebbe attirare? Davvero, di quale percentuale può essere accreditato? Potrebbe essere lui il secondo “incomodo” in caso di ballottaggio?

Qui Terzo Polo

In una recente assemblea regionale, il partito di Carlo Calenda ha spiegato che per Terni è pronto a “mettere in campo un progetto autonomo con un candidato sindaco capace di rappresentare la nostra idea di buon governo della città. Se altre forze politiche o civiche, oltre a quelle che in queste settimane hanno già lavorato con noi, vorranno condividere tale progetto saremo a disposizione per un confronto sano e costruttivo”. Il ticket “naturale” è con Italia Viva, i risultati ottenuti alle elezioni amministrative di Narni del giugno 2022 sono stati tutt’altro che incoraggianti, ma il voto di settembre ha rimesso in pista le ambizioni della coalizione, sostenuta a livello regionale dai Civici X. Anche qui, l’incognita è abbastanza complessa. Pensando soprattutto a chi altri potrebbe essere tentato di confluire nel terzo polo.

Qui gli Innovatori

Ed ecco che l’immaginazione corre verso l’Alleanza degli Innovatori. A guardare nel comitato politico si scorgono nomi che hanno gravitato nella galassia del centrosinistra e che dunque potrebbero essere “attratti” da renziani e calendiani, anche in questo caso sottraendo voti – soprattutto – al Partito democratico. Si va di bilancino, in una specie di effetto domino: appena tocchi una tessera, ne vengono giù delle altre. E solo qualcuna resta in piedi.

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