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Domenica, 27 Novembre 2022
Politica

“Tentazioni” elettorali: i sogni proibiti dei partiti in vista del voto a Terni nel 2023

Il centrosinistra corteggia Mauro Franceschini, leader di Confartigianato, mentre nel centrodestra c’è chi pensa al presidente della Fondazione Carit, Luigi Carlini

Chi si candida alle elezioni del 2023? Domanda legittima anche se all’appuntamento per il rinnovo del consiglio comunale di Terni manca quasi un anno. E quindi, tutto – o quasi – è ancora possibile.

Però. Il conto alla rovescia lo ha innescato il sindaco, Leonardo Latini, quando in tempi non sospetti ha annunciato la sua “disponibilità” ad una ricandidatura e quindi a ricoprire un secondo mandato. L’apertura del primo cittadino non è che abbia acceso i fuochi d’artificio, anzi. Dal centrodestra sono arrivate reazioni di circostanza, senza troppi applausi a scena aperta. Da allora ad oggi, di acqua sotto i ponti ne è passata un bel po’. Soprattutto, di nomi ne sono circolati alcuni. Soprattutto nel centrosinistra.

Il consigliere regionale dem Fabio Paparelli, il capogruppo – sempre Pd – in consiglio comunale Francesco Filipponi, l’ex sindaco e giornalista in pensione Paolo Raffaelli. Una girandola di possibilità che però – sembra – sarebbe stata agitata più che altro per vedere l’effetto che fa. E forse nascondendo le manovre (grandi o piccole) che si starebbero muovendo in questa fase pre elettorale. Con una road map che punterebbe a solcare una linea che in questi ultimi mesi e anni è stata sempre più seguita. Ossia quella di scegliere un candidato “civico” piuttosto che un uomo di partito.

MAURO-FRANCESCHINI 2-2È così che si arriva al nome che sembra circolare con insistenza dentro al centrosinistra: Mauro Franceschini. Presidente di Confartigianato – provinciale e regionale – imprenditore, giovane e sembra dotato di un certo appeal che lo renderebbe “trasversale” e dunque capace di raccogliere consensi in quello che – sempre più di frequente – viene indicato come “campo largo”.

Ad aprile 2020, Franceschini compare anche nell’elenco degli “innovatori”, il gruppo che vede la partecipazione di esponenti politici, imprenditori, medici e sportivi, chiamati a raccolta da Luca Diotallevi, presidente di Azione cattolica, è che ha redatto un “manifesto” contenente una serie di proposte per la Terni del futuro.

A che punto siano i “contatti” e se i pontieri abbiano già steso qualche traliccio, è difficile dirlo. Raccogliendo le “sensazioni” dentro il centrosinistra sembra però che l’idea Franceschini potrebbe funzionare. A condizione che anche il diretto interessato sia d’accordo.

Carlini-2A differenza di quello che, in qualche occasione pubblica, ha già mandato a dire Luigi Carlini, presidente della Fondazione Carit. Che non sembrerebbe disposto ad una candidatura, nel campo opposto del centrodestra. Un “no”, quello di Carlini che non sembra avere smorzato i tentativi che da quella parte – o almeno da una parte di essa – arrivano per cercare una alternativa alla ricandidatura Latini. Anche per Carlini, il discorso è lo stesso: figura dal sicuro appeal, si è speso molto in questi anni da Palazzo Montani per i progetti di Terni, finanziando e suggerendo, anche se non sempre ascoltato. Il suo mandato ha una durata superiore rispetto alla scadenza del 2023, quindi – nel caso di una discesa in campo – andrebbe indicato un sostituto. Che magari potrebbe continuare a sostenere l’attività amministrativa come è stato fatto fino ad ora. Un bel biglietto da visita. Gli “scettici” obiettano però che Carlini potrebbe raccogliere i voti della “elite” ternana ma difficilmente sfonderebbe nel “campo largo”. Quindi…

E Latini? Lui è sempre disponibile.

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