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Domenica, 16 Giugno 2024
Politica

Elezioni a Terni, tremila voti tra Orlando Masselli e Stefano Bandecchi: il sindaco si decide al ballottaggio

Il candidato del centrodestra e il patron della Ternana tornano alle urne il 28 e 29 maggio. La sinistra ammette la sconfitta. Manovre e alleanze per decidere il futuro di Palazzo Spada e della città

Le elezioni a Terni non sono finite. Si torna alle urne i prossimi 28 e 29 maggio per decidere il futuro di Palazzo Spada e della città: dalle urne che si sono chiuse oggi escono i nomi di Orlando Masselli e Stefano Bandecchi. Saranno il candidato del centrodestra e il patron della Ternana a sfidarsi alla prova del ballottaggio che dovrà indicare il nuovo sindaco e la composizione del consiglio comunale.

Il primo dato che emerge e che ormai – purtroppo – rappresenta una triste caratteristica degli appuntamenti elettorali è la scarsa affluenza alle urne: meno di 50mila i ternani che si sono recati ai seggi a fronte di un elettorato attivo composto da 87mila persone.

Secondo dato: fra Masselli e Bandecchi ci sono circa tremila voti di differenza. Una distanza che potrebbe “accendere” il confronto tra i due in queste due settimane di distanza dal ballottaggio.

Dentro i voti incassati da due protagonisti principali di questa tornata (la coalizione di centrodestra non arriva al 35%, le quattro liste a sostegno di Bandecchi sfiorano il 30) vanno poi analizzate le performance dei singoli partiti. A scrutinio ancora aperto, emerge però il dato dei voti incassati da Fratelli d’Italia che naviga attorno al 17% quando alle Politiche dello scorso settembre si trovava attorno al 30%. La Lega si trova sotto quota 4%, facendo peggio della lista civica Masselli sindaco (5%) e di Forza Italia (attorno al 7%).

Anche nella coalizione di Bandecchi va segnalata qualche “sfumatura”. Come quella ad esempio che vede la civica Con Bandecchi per Terni “doppiare” la lista di Alternativa popolare.

Dall’altra parte della barricata, il centrosinistra nelle sue varie componenti ha ammesso la sconfitta ancora prima che i numeri la decretassero in maniera definitiva. Il Partito democratico si fissa attorno al 15 per cento, perdendo circa 5 punti rispetto alle Politiche di settembre 2022 ma guadagnandone 3 rispetto alle Amministrative del 2018. “Tonfo” del Movimento 5 Stelle che da oltre il 24% di cinque anni fa, scivola al 6/7 per cento di questa tornata (alle Politiche di settembre era oltre il 14%).

Percentuali residuali quelle incassate dagli altri competitor, ossia Paolo Cianfoni, Emanuele Fiorini e Silvia Tobia che – assieme – arrivano a malapena al 3 per cento.

Dati tutti da analizzare e metabolizzare, ma anche su cui riflettere perché la partita non è ancora chiusa. Anzi: il sindaco di Terni si decide tra un paio di settimane durante le quali sarà necessario anche sistemare accordi e alleanze. In tempi non sospetti, Bandecchi aveva detto che in caso di ballottaggio – e nel caso in cui non fosse stato lui a finirci – avrebbe appoggiato il candidato del Pd, José Kenny. Difficile immaginare che possa avvenire lo stesso, ma anche che dal centrosinistra o dal polo alternativo” arrivino sostegni al centrodestra. Più probabile – seppure sconfortante – sarà assistere ad una ulteriore erosione del numero di elettori.

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