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Elezioni a Terni, tutti contro tutti. Ma guardiamo i numeri: chi vince e chi perde

Divisioni nel centrodestra e nel centrosinistra sul candidato sindaco, in campo anche gli Innovatori oltre a Stefano Bandecchi: i sondaggi e le quotazioni dei partiti

È un gioco, almeno fino a quando non si farà sul serio. Ma insomma: a voler giocare un euro sulle prossime elezioni amministrative a Terni, chi potrebbe essere il cavallo vincente?

Ad oggi, ossia a meno di un mese dalla data di presentazione delle liste (15 aprile) la situazione è più che mai polverizzata. Soprattutto, nei due schieramenti “principali”, che sembrano soffrire dello stesso male: la confusione.

Nel centrodestra, le quotazioni pendono in favore di Orlando Masselli, attuale assessore al bilancio e candidato in pectore di Fratelli d’Italia su cui sembrano poter convergere sia Forza Italia che Terni civica, pur nell’ottica dell’unità della coalizione. Felicità a momenti e futuro incerto, cantava qualcuno, per il sindaco uscente Leonardo Latini, sostenuto dalla Lega, ma non tutta.

Nel centrosinistra, il matrimonio sembra che non s’abbia da fare. Il “polo alternativo” (M5S, Rifondazione e Partito comunista) puntano su Claudio Fiorelli, mentre Pd, e Articolo 1 convergono su José Maria Kenny con l’opzione primarie che – giorno dopo giorno – si fa sempre più remota seppure invocata, ad esempio, dall’Alleanza Verdi-Sinistra. Sempre a sinistra, Potere al popolo ha in Silvia Tobia il suo candidato mentre la scommessa dell’Assemblea degli innovatori è coagulare quel che resta del mondo (Azione, Italia viva, +Europa, civici vari) in una alleanza centrista.

Solida, almeno così sembra, la candidatura di Stefano Bandecchi, segretario di Alternativa popolare e patron della Ternana. Più o meno certa la presenza come candidato sindaco anche di Emanuele Fiorini che dovrebbe correre con una sua lista.

Insomma, se si votasse oggi, di candidati ce ne sarebbero a bizzeffe. E se si votasse, dalle urne che risultato uscirebbe?

Un sondaggio commissionato dal candidato Bandecchi dava il fondatore di Unicusano in una forbice tra 14 e 16 per cento. Nei giorni scorsi, la trasmissione Rai Porta a Porta ha commissionato una rilevazione ad Euromedia per capire le intenzioni di voto. Molto sinteticamente, il risultato è stato questo: Fratelli d’Italia al 29%, Pd al 20%, M5S al 15%, Lega al 9,4%, Terzo polo (Azione e Italia viva) all’8,4%, Forza Italia al 6,5%, Alleanza Verdi-Sinistra al 2,6%, +Europa al 2,2%, altri al 3,5%.

Ora, è evidente che le Amministrative assommano variabili che possono spostare diverse centinaia di voti e che alle competizioni locali concorrono forze che non hanno una declinazione nazionale. Vale però lo stesso la pena fare due conti, soprattutto in vista di possibili corse solitarie che – a destra come a sinistra – hanno riservato risultati inaspettati. Vedi Città di Castello e Spoleto dove il centrodestra si è presentato diviso, rimediando più di qualche schiaffone.

Qualsiasi dovessero essere le alleanze, esclusi i ribaltoni, l’esito finale dovrebbe essere il ballottaggio. Il problema, è capire tra chi.

Se il centrodestra dovesse andare diviso, Fratelli d’Italia spunterebbe la possibilità di partecipare comunque al secondo turno, scontrandosi con il potenziale – ma ad oggi – remoto candidato unico del centrosinistra. Questo sulla carta, perché nella realtà e soprattutto nelle telefonate e nelle chat di chi oggi tenta di costruire coalizioni e liste in vista del voto del 14 e 15 maggio, lo scenario sembra essere diverso.

E l’esito che fa tremare tutti, tranne i diretti interessati, è che dalle urne potrebbe uscire un ballottaggio che vedrebbe coinvolti Orlando Masselli e Stefano Bandecchi. Legittimo, ovviamente, perché eventualmente frutto della scelta degli elettori, comunque condizionata dall’astensione che è un’altra variabile tutt’altro che da trascurare.

A questo punto, e se così fosse, sarebbero cruciali gli apparentamenti: quelli ufficiali e quelli ufficiosi. Sembra che tra i motivi che in queste ore starebbero facendo pendere l’ago della bilancia del centrodestra verso Masselli c’è anche quello per cui in un eventuale ballottaggio di Latini con il candidato “X”, la coalizione non avrebbe potuto fare affidamento su un possibile sostegno di Bandecchi che proprio a destra pesca – così sembra – una buona parte dei suoi voti.

Se però a scontrarsi fossero proprio l’attuale assessore e il patron rossoverde, chi sosterrebbe chi? O meglio, i voti della sinistra andrebbero da qualche parte oppure il prossimo sindaco di Terni rischia di essere eletto soltanto da una parte dell’elettorato? E la destra scontenta? Voterebbe in casa turandosi il naso o gusterebbe la sua “vendetta”? Ecco, prima di scommettere il nostro famoso euro, qualche ragionamento bisognerà farlo.

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