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Lunedì, 15 Aprile 2024
Politica

Elezioni a Terni, l’ultimo sondaggio: sorpasso a sinistra, il nuovo podio verso il voto

La rilevazione è stata commissionata da Alternativa popolare: 1.500 interviste telefoniche, chiesto agli elettori anche un giudizio sull’operato della giunta Latini. La grande incognita dell’astensione

Mille e cinquecento interviste telefoniche, su utenza cellulare. E un nuovo podio in vista delle elezioni amministrative di metà maggio a Terni. I risultati del sondaggio commissionato da Alternativa popolare e realizzato negli ultimi giorni da Winpoll, disegnano questa situazione. Secondo le intenzioni di voto, il candidato del centrodestra Orlando Masselli è ancora in testa con il 36,8% dei consensi mentre Stefano Bandecchi si piazza al secondo con il 25,7%, davanti al candidato del Pd - e civici - José Maria Kenny al 16,9% dopo il “sorpasso” sul candidato del polo alternativo, Claudio Fiorelli, al 16,1%. Gli altri contendenti alla tornata elettorale si accontentano di “briciole”: Silvia Tobia (Potere al popolo) è al 2 per cento, Paolo Cianfoni (Alleanza degli innovatori) all'1,4% ed Emanuele Fiorini all’1,1%.

Questo sondaggio arriva un paio di giorni dopo un’altra rilevazione, commissionata sempre dal patron della Ternana, ed in base alla quale il “gradimento” di Bandecchi si attestava al 22% e ancora dopo una prima tranche di domande di un paio di mesi fa in base alle quali – allora il campione era però stato di 250 intervistati – Alternativa popolare viaggiava attorno al 14% mentre il centrodestra aveva un bacino di potenziali elettori di oltre il 48%.

Fra le domande poste nel sondaggio, c’è stato spazio per un giudizio sull’operato della giunta Latini, ritenuto positivo o abbastanza positivo da quasi la metà degli intervistati e anche per una domanda sulla fiducia riposta nei candidati. In questo caso, gli intervistati hanno premiato Kenny (il 63% si fida del professore) anche se poi questo dato non trova piena conferma nelle intenzioni di voto.

Altro elemento su cui probabilmente vale la pena riflettere è quello del non voto. Circa il 49% degli intervistati dice infatti di non sapere chi scegliere o che – addirittura – non andrà a votare. Di fatto, una maggioranza “silenziosa” che rischia di far vincere il partito dell’astensione.

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