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La Terni che non vota: così l’esercito degli astensionisti ha segnato le elezioni negli ultimi dieci anni

Record assoluto al secondo turno del 2014, quando dalle urne uscì la conferma per l’ex sindaco Leopoldo Di Girolamo. Le proposte della politica per la nuova legge elettorale dell’Umbria: ballottaggio se il candidato non raggiunge il 40% e introduzione del “consigliere supplente”

“È il popolo che ha abbandonato la politica, o è la politica che ha abbandonato il popolo?”. È una delle domande emerse durante il dibattito organizzato ad Assisi dall’associazione L’Officina e a cui si è tentato di rispondere attraverso alcune slide che hanno illustrato l’andamento del fenomeno dell’astensionismo in Italia, Francia, Germania, Spagna, Umbria, Lazio, Toscana, Marche e nei comuni di Perugia e di Terni.

In base ai dati illustrati da Giuseppe Castellini, l’astensionismo a Terni è in crescita dal 2014 (quando dalle urne uscì la conferma come sindaco per Leopoldo Di Girolamo al secondo mandato). La “fuga” dalle urne quando balzò al 32,5% al primo turno (35,5% con bianche e nulle) e al 60,9% al ballottaggio (62,2% con bianche e nulle) che resta il record assoluto per Terni e che mostrò “che l’edificio del centrosinistra – commenta Castellini - aveva ormai fondamenta lese e fragili”. L’astensionismo toccò un nuovo record al primo turno nelle elezioni comunali del 2018 (40,6%, che diventa 41,8% con bianche e nulle) quando al ballottaggio vinse Leonardo Latini (non votanti al ballottaggio 52,5%, che diventa 53,7% con bianche e nulle.) e si è confermato su livelli molto alti nelle scorse elezioni 2023, che hanno portato alla vittoria di Stefano Bandecchi: i non votanti al primo turno hanno toccato quota 43,1% (44,7% con bianche e nulle) poi aumentati al ballottaggio fino ad arrivare al 56,7% (58,7% con bianche e nulle).

I dati presentati durante l’incontro de L’Officina hanno fatto emergere un sostanziale accordo tra i rappresentanti del centrodestra e quelli del centrosinistra, compresi Azione e M5S, per un cambiamento delle legge elettorale umbra su due punti: introduzione del ballottaggio se il candidato vincente non supera il 40% dei votanti e introduzione del “consigliere supplente”, che sostituisce temporaneamente l’eletto qualora questo fosse chiamato, ad esempio, all’incarico di assessore.

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