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Camera di commercio, una boccata d’ossigeno: fusione Terni-Perugia sospesa fino a dicembre 2021

Le commissioni affari costituzionali e lavori pubblici del Senato approvano l’emendamento proposto da Pd e Italia viva. “Primo e significativo passo contro lo smantellamento forzoso dell’ente”

“Sono sospese, salvo diversa richiesta delle camere di commercio interessate, fino al 31 dicembre 2021” le disposizioni del decreto legge che prevede l’accorpamento di una sessantina di camere di commercio in Italia.  Compresa quella di Terni che sarebbe stata “fusa” con Perugia.

È il passaggio cruciale dell’emendamento approvato dalle commissioni affari istituzionali e lavori pubblici del Senato che concede una boccata d’ossigeno all’ente di piazza dell’Orologio.

Una buona notizia dunque che scaccia alcuni dei nuvoloni che si erano addensati sopra la Camera di commercio soprattutto alla luce dell’articolo 59 del decreto agosto del Governo che prevedeva una accelerazione nei processi di accorpamento che si sarebbero dovuti concludere entro due mesi dalla pubblicazione in gazzetta ufficiale del provvedimento.

Invece di un autunno nero, sarà dunque un autunno di “lotta” per evitare che la sospensione lasci le cose come stanno e tra dodici mesi ci si ritrovi a dover fronteggiare lo spettro della fusione con in mano solo armi spuntate.

“Accogliamo con soddisfazione la notizia che le commissioni congiunte di affari costituzionali e lavori pubblici del Senato - dicono Sandro Corsi e Italo Federici, membri della giunta della Camera di commercio di Terni - su proposta dei senatori Ferrari, Boldrini, Collina (Pd) e Grimani e Vono (Italia Viva), delegate alla trattazione del decreto, hanno approvato l’emendamento per la sospensione degli effetti del decreto legge per gli accorpamenti delle camere di commercio”.

“È un primo significativo passo – aggiungono Corsi e Federici - contro lo smantellamento forzoso del nostro istituto camerale. Ringraziamo sentitamente chiunque si è battuto per questo primo importante esito a partire dalle migliaia di cittadini che hanno sottoscritto la petizione contro la chiusura, il sottoscrittore dell’emendamento Senatore Grimani, il sindaco di Terni ed i sindaci del territorio, i parlamentari di ogni partito che si sono attivati in questi ultimi decisivi giorni”.

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