Finché Orte non ci separi, polemica ad alta velocità sulla tratta Terni-Milano

Nevi (FI) annuncia la possibilità di una fermata del Frecciarossa nello scalo laziale, il consigliere regionale Ricci: sarebbe un errore imponente. Il sindaco Latini: prima pensiamo ai pendolari

La polemica corre sui binari. E lo fa ad alta velocità. Sullo sfondo, l’annosa questione dell’isolamento di Terni e la necessità di intensificare la rete dei trasporti per collegare la città dell’acciaio al resto d’Italia.

A fischiare l’avvio della bagarre è stato il deputato ternano di Forza Italia, Raffaele Nevi. Dopo un incontro tra esponenti del partito azzurro ed esponenti di Trenitalia, Nevi ha infatti aperto alcuni spiragli circa la possibilità di Comunque sia è proprio di questi giorni la notizia di un incontro tra esponenti di Forza Italia e dirigenti apicali di far fermare una coppia di Frecciarossa 1.000, permettendo così a Terni – prossima allo scalo laziale – di agganciare la rete dell’alta velocità in maniera più semplice rispetto alla necessità di raggiungere le stazioni Roma Termini o Roma  Tiburtina. “Dall'incontro - commenta Nevi - sono emerse due cose importanti che mi hanno stupito. Tanto per cominciare, al contrari di quanto si diceva, la soluzione Orte può essere studiata perché tecnicamente fattibile. La cosa che mi ha colpito di più però riguarda il fatto che le due Regioni interessate, Umbria e Lazio, non hanno prodotto alcuna lettera formale per manifestare il loro interesse, sebbene sollecitate da numerosi atti di indirizzo approvati nei vari consigli comunali”. Una possibilità da cogliere al balzo per fornire anche al sud dell’Umbria e a una platea potenziale di circa mezzo milione di utenti, le stesse opportunità garantite a Perugia che dai primi mesi del 2018 dispone di un collegamento veloce con Milano.

“Mi auguro che il consiglio comunale di Terni si opponga incisivamente alla prospettiva, per nulla strategica, di prevedere una fermata del treno Frecciarossa ad Orte”. Così il consigliere regionale Claudio Ricci (Misto-Rp/Ic) per il quale “sarebbe un errore imponente per i ternani e per l’Umbria”. “Terni - spiega - è una città fra le più importanti d’Italia e dev’essere, doverosamente, connessa con la rete ad alta velocità ferroviaria. Per attrarre sviluppo socio economico, nonché turistico e culturale, bisogna arrivare e partire, velocemente, da Terni non da Orte, pur riconoscendo importanza a questo scalo ferroviario”.

“Lo stesso treno ‘Tacito’ - continua Ricci - si dovrebbe trasformare in treno veloce Frecciarossa con itinerario Terni, Spoleto, Foligno, Assisi, Perugia sino a Firenze, Milano e Torino. Vorrei solo citare -aggiunge - Philip Kotler, il massimo esperto al mondo di marketing che, recentemente, indica nei modi ferroviari ad Alta velocità uno dei fattori principali di sviluppo di una località. Dunque, o la fermata si fa a Terni o serve a poco anche per l’immagine dei ternani”. Secondo Ricci, “Sul tema delle ferrovie bisogna anche concludere, velocemente, il raddoppio della linea Spoleto - Terni e dare una adeguata propulsione alla valorizzazione della Ferrovia centrale umbra (Fcu) sino a Terni, come asse strategico con Perugia”.

“Il presidente del comitato consiliare per il controllo e la valutazione e capogruppo di Forza Italia a Palazzo Cesaroni, Roberto Morroni, annunciando l’intenzione di sostenere l’iniziativa riguardante la possibilità di far fermare i convogli ferroviari ad alta velocità presso la stazione di Orte, ha ricordato che si trattava di una iniziativa già promossa dall’onorevole Raffaele Nevi nelle sue vesti di allora consigliere regionale. Ora, capisco l’affinità politica tra due esponenti dello stesso partito, ma, ad onor del vero, la stessa esigenza era stata espressa anche in una mia interrogazione, discussa in consiglio regionale nello scorso mese di maggio”. Così, in una nota il consigliere regionale del Partito democratico, Giacomo Leonelli, che ricorda come “in quella sede l’assessore preposto rispose che Trenitalia non riteneva la fermata compatibile e sostenibile da un punto di visto di esercizio per la tipologia dei treni di Alta velocità, ma che la giunta era comunque aperta a valutare la praticabilità della proposta di arretramento e, in tal senso, avrebbe avviato confronti con l’assessore Leonardi della Regione Lazio e con gli altri enti locali”. “Dopo la fermata del Frecciarossa a Perugia e la prossima istituzione della fermata di Chiusi - commenta Leonelli - da tempo reputo che la fermata di Orte sarebbe una buona possibilità per dare una soluzione di collegamento alla rete dell’Alta velocità ferroviaria al territorio dell’Umbria meridionale e in particolare alla città di Terni, ma anche alla città di Spoleto, per la quale è stata finalmente vinta anche la battaglia della fermata del Frecciabianca, attiva dal 10 dicembre prossimo”

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Una polemica quella tra Nevi e Ricci rispetto alla quale il sindaco di Terni, Leonardo Latini, si tiene a distanza di sicurezza, non prima di avere messo però alcuni punti fermi. Il primo: ben venga qualsiasi iniziativa che possa contribuire a rompere l’isolamento del territorio. Se però, agganciare l’alta velocità ad Orte significa – in qualche modo – creare disagi alle migliaia di pendolari ternani che ogni giorno raggiungono Roma per studio e lavoro, allora occorre rallentare e riflettere. “No agli inchini”, dice Latini, riferendosi alla possibilità che i convogli dei pendolari (“…costretti a subire ritardi, caldo eccessivo, condizioni di viaggio scomode”) debbano lasciare strada a quelli riservati agli utenti dell’alta velocità. “Pensiamo prima alle migliaia di persone che da Terni, ogni giorno, raggiungono la Capitale”.

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