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Fuoco incrociato sul progetto del nuovo ospedale di Terni: “La Regione ha perso la bussola”

Le opposizioni in consiglio comunale: compromesso al ribasso, sarebbe il primo ospedale pubblico in Umbria a gestione privata dei servizi. De Luca (5S): si tirano fuori formule a dir poco ambigue e che non danno certezza

Fuoco incrociato sul progetto del nuovo ospedale di Terni. Presentato a palazzo Donini, il Santa Maria del futuro dovrebbe nascere grazia ad un accordo pubblico-privato tra le istituzioni locali (Regione Umbria e Comune di Terni) e la cordata che vede assieme la Salc spa di Simon Pietro Salini - che a Terni ha già lavorato nei cantieri di corso del Popolo, delle piscine dello Stadio e del nascente Palasport - e dalla bresciana ABP Nocivelli spa, che ha all'attivo la realizzazione dell'ospedale di Brescia.

Sul piatto un investimento complessivo da 230 milioni di euro, che potrebbero in parte arrivare dai fondi del piano nazionale di rilancio e resilienza, per realizzare una struttura da 540 posti letto (come l’attuale nosocomio) con 15 sale operatorie, un parcheggio multipiano e una pista per l’elisoccorso sul tetto.

Il project financing viene però visto con sospetto dalle opposizioni che siedono nel consiglio comunale di Terni. In una nota congiunta, i rappresentanti di Movimento 5 Stelle, Partito democratico, Senso civico e Terni immagina, si dicono infatti “estremamente preoccupati per le sorti e le prospettive della sanità ternana perché il soggetto che ne è responsabile - la Regione dell’Umbria - sembra avere perso completamente la bussola. In pochi giorni, tra nuovo ospedale pubblico, clinica privata convenzionata e ora ospedale pubblico realizzato e gestito dai privati, abbiamo sentito tutto e il contrario di tutto”. 

“Ora la Regione - proseguono le minoranze - si rimangia l’ospedale cittadino previsto nel Pnrr appena presentato e aggiunge il progetto di fare il nuovo ospedale di Terni con i soldi che i privati contano di guadagnare da questa struttura. Smaltita la stanchezza per i festeggiamenti del Perugia in seria B e messa in naftalina la questione del nuovo stadio Liberati, la presidente Tesei ha deciso dunque di occuparsi di Terni e come solito lo fa con un compromesso al ribasso, con il tacito assenso di un sindaco sempre più rappresentante di partito e sempre meno paladino dei diritti dei ternani”.

“La montagna ha partorito il plastico del nuovo ospedale di Terni con una formula di progetto di finanza dove le risorse individuate arriveranno dal rapporto pubblico-privato al contrario di quanto avvenuto per tutti gli altri ospedali dell’Umbria. È quindi il caso di chiederci in che modo il privato può realizzare utili su un ospedale pubblico. Da ciò che leggiamo il progetto prevederebbe come contropartita gli appalti dei servizi interni al costruttore. Sarebbe il primo ospedale pubblico in Umbria a gestione privata dei servizi con tutto ciò che comporta, al di là di una netta sottovalutazione dei costi finanziari e dell’organizzazione dei posti letto”.

“Diciamo alla presidente Tesei – si chiude la nota - e al silente e accondiscendente sindaco Latini: basta con i grovigli di formule astruse. Terni si merita un investimento pubblico per il nuovo ospedale cittadino. Accanto a questo, il progetto complessivo dello stadio, nell’ambito della sua sostenibilità economica. Per tutto il resto, per le capriole della regione, per le proposte di giornata, per le prese in giro non c’è posto”.

Commenti negativi arrivano anche dal consigliere regionale del M5S, Thomas De Luca, che rileva come il progetto del nuovo ospedale di Terni sia “politicamente insostenibile”, mettendo sotto accusa la “totale assenza di trasparenza e chiarezza” per “un vedo e non vedo che lascia intendere l’ennesima formula di project financing in cui il rischio d’impresa è totalmente sulla pelle del cittadino e i profitti nelle tasche del privato”.

“Dal ‘global service’ delle cooperative al ‘monopolio service’ – continua De Luca - trasformando il Santa Maria nel primo ospedale privatizzato della regione. In merito a mensa, pulizie, manutenzione, gestione dei parcheggi multipiano, appalti e subappalti saranno affidati in base a procedure ad evidenza pubblica oppure a trattativa privata degli investitori? In tutto il territorio umbro sono stati costruiti nuovi ospedali quasi contemporaneamente con risorse regionali e imponenti investimenti pubblici: Silvestrini, Branca, Pantalla, Castello, Foligno. Nessuno si è mai sognato di mettere in dialettica questi progetti, contrapponendo l’uno all’altro. Oggi, che è il turno di Terni, si tirano fuori formule a dir poco ambigue e che non danno certezza. Destano molte perplessità i costi dichiarati per una struttura di alta specialità con le caratteristiche e le dotazioni descritte. Il progetto si basa infatti su risorse che non sono all’interno del Pnrr. Niente del Recovery Fund arriverà a Terni, questo è l’elemento di partenza su cui riflettere”.

“Questo progetto – conclude - è la prova dell’inconsistenza del documento presentato dalla governatrice Tesei che, senza confronto con le parti sociali, politiche e imprenditoriali della regione, ha assunto su di sé tutta la responsabilità di una partita che per l’Umbria significa oltre tre miliardi di euro. Adesso chiudete gli occhi e immaginate cosa sarebbe potuto accadere se al posto di Tesei-Latini ci fossero stati Marini-Di Girolamo a fare questa proposta in queste modalità. Parafrasando lo scrittore Jeff Sparrow, l’unico dato certo è che tutto ciò che di nefasto temevamo potesse accadere con la precedente gestione, sta diventando realtà con la Lega”.

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