Terni, la proposta: "La tassa sui rifiuti va rimodulata, ecco chi deve pagare di più"

Le opposizioni non accolgono favorevolmente i provvedimenti della Giunta Latini a favore delle imprese: "Provvedimento blando"

Un “vaccino” che non guarirà le imprese già duramente provate dalla crisi innescata dalla pandemia. Da qui la controproposta delle opposizioni ai provvedimenti deliberati dalla giunta Latini per far fronte alle esigenze del tessuto economico locale, con la richiesta di rimodulare la tassa sui rifiuti e far pagare di più a ipermercati e banche, a favore di ristoranti e bar.

“Mentre la Regione Umbria al pari del Molise restano le uniche regioni a non aver dato ancora via libera alla ripartenza di numerose tipologie di attività commerciali prevista per il prossimo 18 maggio – affermano i gruppi consiliari M5S, PD, Senso civico, Terni Immagina - come consiglieri di minoranza non possiamo che esprimere le nostre perplessità per quello che qualcuno ha definito il “vaccino per le imprese” predisposto dalla Giunta Latini. Lo diciamo a malincuore vista la delicatezza del momento, ma ad oggi l’unico provvedimento che siamo riusciti a reperire da parte della maggioranza è la delibera 93 del 13/05/2020.  
Un provvedimento assai blando che ha assunto dignità solo grazie l’enunciazione da parte dell’assessore al bilancio di quanto predisposto dal Governo nazionale. Il famoso vaccino si traduce in sintesi in uno sconto del 10% sulla Tari. O meglio una riduzione del 10% che verrà calcolata a conguaglio una volta approvato il piano economico finanziario, se mai verrà approvato.

La controproposta

“Come minoranza – continuano i consiglieri in una nota - non vogliamo limitarci alla critica ma è nostra intenzione rilanciare con una proposta che riteniamo percorribile ed importante. In questo momento non riteniamo più procrastinabile l’abbassamento della Tari per quelle tipologie di attività che storicamente hanno sempre pagato di più, le stesse tipologie di attività che oggi hanno subito di più questa crisi. Questo è possibile rimodulando le tariffe. Ricordiamo che rispetto al pagamento della Tari banche e ipermercati spendono cifre irrisorie, mentre bar e ristoranti subiscono da sempre veri e propri salassi. Il doppio rispetto al capoluogo umbro. In questa fase sarebbe un bel segnale sanare questa ingiustizia. Così come sarebbe importante passare ad una tariffa puntuale di natura corrispettiva collegata alla vera produzione di rifiuti. Auspichiamo che la maggioranza per una volta accolga le nostre proposte. Solo ed esclusivamente per il bene della città”.

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