Partito democratico,scenari e sviluppi tra inchiesta sanità e tornata elettorale in arrivo

I Dem alla doppia prova amministrative ed Europee del prossimo 26 maggio. Una situazione che dovrà essere monitorata in una fase davvero delicata

Partito democratico

Al di là di come procederà l’inchiesta relativa alla sanità Umbria si apre, o forse già si è già aperta, una nuova e delicata fase che riguarda il Partito democratico. Una pagina a connotazione regionale, in previsione dei prossimi appuntamenti politici di rilevanza. Andiamo con ordine. Sabato 27 aprile, ore 12 si dovranno consegnare le liste per presentarsi alle prossime amministrative 2019. Una tornata che interesserà ventidue comuni della provincia di Terni e sulla quale verterà anche il voto delle Europee. Ora, è indubitabile che gli avvenimenti delle ultime settimane, a prescindere da come si evolverà la vicenda, hanno scosso profondamente il movimento politico al suo interno, provocando malumori, dissapori e soprattutto preoccupazione palpabile tra i militanti. La conseguenza di quanto accadde lo scorso anno, nella città dell’acciaio, è ancora chiara e lampante sotto gli occhi degli esponenti Pd. Una sconfitta netta ed anche preventivabile con esclusione dal ballottaggio a corroborare il tutto. Il rischio di perdere ulteriore consenso, almeno a livello regionale, non può certo essere elemento sottovalutato in casa Dem. Ecco perché il commissario Verini, in questi ultimi giorni, è sceso letteralmente in campo, termine molto appropriato per testimoniare la scelta adottata. Le riunioni sui territori si sono intensificate come le eventuali soluzioni da poter applicare in una fase così particolarmente agitata.

La politica a livello territoriale

Chi può rimetterci in questa fase? Domanda a risposta abbastanza retorica. Di sicuro chi fa politica o si prepone di farlo a livello territoriale, spinto prevalentemente per la passione, il senso civico o semplicemente l'amore per il proprio comune. Conseguenza diretta ed applicabile alle prossime elezioni amministrative, un atto di coraggio vero e proprio sotto certi punti di vista. Se è vero che soprattutto a livello decentrato il fattore premiante riguarda la persona più che il movimento da associare (seppur di rigetto dato che si fa riferimento a liste civiche ndr) la riflessione dovrebbe essere fatta. A tal proposito le spaccature vere o presunte, tra correnti interne, non possono fare il bene del partito e di chi, a livello territoriale, è spinto puramente da passioni ed ideologie. L’elettorato naturalmente osserva e giudica gli eventi munendosi di scheda elettorale e di matita copiativa, all’interno dell’urna.

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7 maggio Regione Umbria

Calendarizzato al prossimo 7 maggio il dibattito relativo alle dimissioni rassegnate da Catiuscia Marini. Da una parte l’ex presidente ha confermato di voler proseguire il cammino intrapreso lo scorso 16 aprile. Dall’altra ci sarà da valutare come l’assemblea recepirà e soprattutto accoglierà tale volontà. L’esito non è affatto scontato ed anzi, potrebbe riservare delle sorprese alquanto rilevanti. In caso di respingimento Catiuscia Marini avrà 15 giorni di tempo per valutare il da farsi. Un tempo che (eventualmente) si dilaterà ulteriormente e, probabilmente, potrebbe consentire di monitorare l’esito della duplice consultazione del 26 maggio. C’è poi la questione legata alla campagna elettorale, già peraltro inaugurata dal ministro Salvini a Perugia, lanciando il nome di Donatella Tesei. Insomma gli scenari sono piuttosto complicati da decifrare: dopo Perugia e Terni il rischio di ‘perdere’ anche palazzo Cesaroni (vero e proprio fortino a sinistra) è piuttosto elevato. Ecco perché le prossime ‘mosse’ dovranno essere ponderate e risulteranno altrettanto decisive. Temporeggiare, agire o rimescolare ancora una volta le carte per meri interessi particolaristici? L’elettore ed il militante rischiano di essere ancora una volta delusi; delusione su delusione che poi portano a disaffezione

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