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Bocci e Marini

Bocci e Marini

Partito democratico, spaccatura totale sui Dem coinvolti dall’inchiesta sulla sanità dell'Umbria

Direzione regionale nella giornata di ieri con due possibili scenari monitorati. La prossima settimana dovrebbe essere discussa la mozione di sfiducia nei confronti di Catiuscia Marini

Si è svolta, nel pomeriggio di ieri a Perugia, una direzione regionale del Pd attesissima. All’ordine del giorno il focus politico, in merito all’inchiesta sulla sanità umbra che ha coinvolto anche esponenti di spicco Dem. Come è noto il presidente della giunta Catiuscia Marini è indagata mentre l’ex assessore Luca Barberini si trova agli arresti domiciliari, alla pari dell’ex segretario regionale Gianpiero Bocci. Il Partito democratico è stato ‘commissariato’ da Nicola Zingaretti con Walter Verini incaricato di gestire questa fase delicatissima. La situazione è piuttosto complessa e vedrebbe confrontarsi due anime differenti del movimento politico, anche se le bocche sono cucite e non ci sono dichiarazioni ufficiali da riportare. Una parte sarebbe propensa a chiedere un gesto piuttosto eloquente da parte del partito, nei confronti degli esponenti coinvolti. Nello specifico si tratterebbe del massimo provvedimento ossia l’espulsione. La restante invece vorrebbe attendere lo sviluppo delle indagini per capire poi eventualmente come procedere. In questo contesto martedì 23 aprile, verrà discussa la triplice mozione di sfiducia presentata dai gruppi di minoranza in Regione, nei confronti di Catiuscia Marini dai gruppi consiliari di opposizione: Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Gruppo Misto-Umbria Next, Gruppo Misto-Ricci presidente/Italia Civica, Gruppo
Misto-Fiorini per l’Umbria, Movimento 5 Stelle. Al fine di garantire la più ampia discussione delle mozioni secondo le modalità stabilite dallo statuto regionale e dal regolamento interno, si intendono acquisiti i documenti firmati dai gruppi sopracitati. Inizia quindi da ora il procedimento previsto: sospensione delle attività di commissione e d’aula e discussione delle mozioni di sfiducia, non prima di cinque giorni da oggi e non oltre quindici.

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