La “guerra” degli eventi paralleli, Partito democratico senza pace

Piazza democratica all'hotel Valentino parla di lavoro, ma la segreteria comunale si sfila: quell’iniziativa non ci rappresenta. Paparelli: no comment. Grimani: sì al pluralismo, no alla delegittimazione

Di Partito democratico ce n’è uno solo. Ma di correnti ce ne sono diverse. “Il pluralismo è un valore, ma non deve alimentare le divisioni”.

Leonardo Grimani, sindaco di San Gemini, senatore dem e segretario di Terni del Pd, non si nasconde dietro ai comunicati stampa. “Nella nota abbiamo scritto che non volevamo alimentare polemiche”. Ma va da sé: con un incipit del genere, un po’ di baruffa è nell’aria.
E motivo della contesa non può essere soltanto il marchio dem sull’evento che lunedì scorso Piazza Democratica ha organizzato all’hotel Valentino di Terni per approfondire alcune tematiche legate al lavoro con il professor Romano Benini, i sindacati confederali e il vicepresidente della giunta regionale, Fabio Paparelli.

Non commento le note del Pd”, dice Paparelli.

Grimani invece commenta. “Siamo usciti dalla difficile fase post elettorale, abbiamo affrontato il drammatico risultato delle Amministrative di Terni. Ora stiamo cercando di rimettere assieme i pezzi del partito, di riformare il Pd con più contenuti e posizioni meno pretestuose”. Una fase dura, insomma, che è proseguita anche nel momento di rinnovare la segreteria comunale dem. L’elezione di Grimani non è stata “unitaria” ma anzi è stata contraddistinta da un forte astensionismo. Ciò non toglie che questi organismi siano stati “legittimamente eletti”.
Oggi, dunque, il rischio è che ci siano “pezzi di partito” che potrebbero subire la tentazione di “delegittimare” chi adesso siede in sella al partito. Pezzi di partito che, rileva la nota diffusa dalla segreteria comunale in merito all’evento del 18 febbraio, “da tempo” non partecipano “alla vita degli organismi”. E che invece, magari proprio in quella sede, avrebbero potuto manifestare le difficoltà e – perché no – anticipare la volontà di organizzare eventi e incontri.

Preferirei che si litigasse, anche aspramente”, dice Grimani, stigmatizzando l’esistenza di un “Pd parallelo”. Quando invece, e ci tiene a sottolinearlo, “di Pd ce n’è uno solo”.

E dovrà, nelle prossime settimane, affrontare momenti cruciali sia relativamente al dibattito interno – le primarie del 3 marzo per la scelta del segretario – e gli appuntamenti elettorali di primavera con le Europee e – soprattutto – le Amministrative che nel Ternano porteranno al voto 22 comuni. Per i quali bisognerà cercare di mettersi d’accordo per individuare strategie e candidature.

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