Piano periferie, Marini: così Terni rischia di restare indietro di 10 anni

Dibattito in consiglio regionale, la presidente: serve una squadra istituzionale per cancellare l’emendamento al Milleproroghe. Il voto a Palazzo Cesaroni

Lo stop al bando periferie rischia di fermare l’orologio degli investimenti su Terni per almeno 10 anni. È una delle riflessioni della presidente della Regione, Catiuscia Marini, durante il dibattito in consiglio regionale seguito alla presentazione una mozione urgente presentata dai consiglieri del Partito democratico Giacomo Leonelli e Carla Casciari, cui si sono aggiunte poi le firme dei consiglieri Brega, Guasticchi (Pd), Rometti (Ser), Solinas (misto-MDP), Morroni (FI), Squarta (FDI), Ricci (misto-Rp/Ic), e De Vincenzi (misto-Umbria next). Il documento è stato approvato a maggioranza con 16 sì (Pd, SeR, Misto-MdP, Misto RP-IC, Misto Umbria-Next, Forza Italia, FdI) e 4 astensioni (Lega e M5S).

L’intervento di Marini

“Dovremmo fare squadra istituzionale e cancellare l’emendamento. Il metodo usato per il bando periferie, che verrà usato anche per altre tematiche, deve preoccupare le nostre comunità territoriali. Mi sorprende che questo accade con un Governo guidato da una forza politica che fino a che stava all’opposizione aveva difeso le competenze delle Regioni ad operare nei loro territori. Negli otto anni in cui ho svolto il ruolo di presidente della Regione abbiamo approvato centinai di progetti per i comuni dell’Umbria: non mi è mai passato per la testa di introdurre una regola che premiasse istituzioni guidate dal centrosinistra. Abbiamo sempre messo in campo azioni in favore dei comuni, indipendentemente dal colore politico dei sindaci. Questo Governo, invece, ha deciso di rappresentare unicamente i suoi interessi e non quelli della comunità. Il bando delle periferie dà copertura per 120 città. Un progetto che nasce dal basso. Inizialmente era pensato solo per le 12 città metropolitane, abbiamo lavorato per estenderlo a tutti i capoluoghi di provincia. E nessuno si è sognato di classificare le città in base alle amministrazioni che le guidavano. Ma abbiamo costruito una operazione per la crescita con soldi pubblici: 2,1 miliardi di fondi dello Stato che fanno da moltiplicatore a 3,8 miliardi. E per l’Umbria stiamo parlando di 30 milioni, ripartiti 16 e 14 tra Perugia e Terni, che mobilitano 45 milioni di investimenti per le nostre due città. Con questo emendamento si fa un danno sociale ed economico. La sottigliezza dell’emendamento, presentato da due esponenti della Lega e suggerito dal ministero dell’Economia, è il fatto che proroga tutto al 2020. Quindi, per l’oggi, non c’è più bisogno di garantire la copertura finanziaria e si liberano 2,1 miliardi per fare altre cose. E nel 2020 bisognerà riprogrammare la copertura finanziaria degli interventi. E i comuni che hanno speso soldi, ad esempio per i progetti preliminari, non verranno rimborsati. Vuol dire che Terni si mette l’anima in pace per 10 anni. L’emendamento dice che ora i soldi verranno dati ai comuni virtuosi, che per l’85 per cento sono della stessa regione. Quindi le risorse inizialmente dedicate alle città di tutta Italia si dreneranno al 95 per cento in una unica regione. Non si deve abbandonare il lavoro serio e scientifico che è stato fatto per il bando sulle periferie. Noi non abbandoniamo Perugia e Terni solo perché di un altro colore politico. Faremo di tutto per tutelare i Comuni in sede legale e istituzionale”.

Il dibattito in consiglio regionale

Giacomo Leonelli (Pd): “Serve una mobilitazione trasversale, a prescindere dal colore politico, per poter investire nei luoghi dimenticati, che senza un presidio di comunità, figlio anche degli interventi che potevano essere messi in campo con gli oltre 30 milioni di euro per Perugia e Terni. Luoghi desertificati che sono utili alla criminalità. Mi rivolgo quindi ai rappresentanti della Lega: interrompiamo la retorica per cui da una parte fate i buoni che avete a cuore gli interessi del popolo ma poi non mollate niente su ciò che riguarda il governo e la sua amministrazione. Oggi gestite il potere vero, avete una maggioranza politica omogenea, il nostro auspicio è che lavoriate nell’interesse dell’Umbria, come noi abbiamo fatto per avere un Freccia rossa in Umbria, per il riconoscimento del danno indiretto del sisma, per la ex-Fcu, l’edilizia scolastica, lavorate dunque per il bene della nostra regione. Se lo farete avrete la nostra reale collaborazione istituzionale”.

Marco Vinicio Guasticchi (Pd): “Su temi di così grande rilevanza e che vedono penalizzati soprattutto i due capoluoghi, Perugia e Terni, è necessario dare un segnale forte affinché quelle risorse non vadano utilizzate diversamente da quello che era l’obiettivo originario, di primaria importanza. Un voto unitario rappresenterebbe un segnale locale di forte interesse e legame con il territorio”.

Carla Casciari (Pd): “Si tratta di un tema da affrontare con urgenza. Qualcuno ha definito l’operazione fatta sul Milleproroghe ‘un furto con destrezza’, esercitato soprattutto da chi al Governo si professa paladino della sicurezza e dell’ordine pubblico. Parliamo di oltre un miliardo di euro congelati, risorse che mettono in difficoltà non solo Perugia e Terni, ma moltissimi altri Comuni. In Italia anche l’Anci nazionale ha sollevato stupore essendoci convenzioni firmate tra istituzioni locali e Governo Gentiloni e con molti dei progetti in esecuzione. Ad oggi, quindi, molti di quei progetti sono esecutivi, così come per i 40 dei Comuni di Perugia e di Terni”.

Emanuele Fiorini (Lega): “È chiaro che il vostro intento è quello di strumentalizzare la situazione, e mi dispiace che altri soggetti siano entrati nella vostra rete. La verità è che il Pd di Renzi ha promesso soldi che non poteva spendere. Alla luce della sentenza della Corte costituzionale è chiaro che si è trattato soltanto di uno spot elettorale del Partito democratico. Ma a tutto questo la Lega vuole porre rimedio, cercando la soluzione migliore per distribuire le risorse tra i tutti i comuni interessati, con particolare riguardo verso quelli in stato di dissesto, per i quali il Governo, i nostri parlamentari, sono intenzionati a fare tutto il possibile. Questa mozione è dunque insignificante e non plausibile”.

Claudio Ricci (Misto-Rp/Ic): “Da anni si parla di ‘terzo paesaggio’ consistente nel rammendo, riqualificazione, riciclo dei volumi e degli spazi. Da qui i progetti di Perugia e Terni. L’Anci, a livello nazionale, ha fatto la stima del complessivo delle risorse bloccate, che non sono solo quelle tecnicamente pubbliche, ma sono anche quelle di cofinanziamento privato e associativo. Il blocco complessivo per la riqualificazione delle aree urbane nelle diverse città è attestato a 3, 8 miliardi di euro. Rappresenta lo 0,5 per cento della spesa pubblica. Il mio auspicio è che la situazione attuale venga al più presto corretta affinché possano essere attivate le convenzioni già firmate. Auspico dunque che questa Assemblea voti in maniera convergente su un piano di sviluppo e recupero di aree incompiute, sia a livello urbanistico che edilizio”.

Marco Squarta (Fd’I): “C’è stato un lavoro enorme durato quattro anni per un piano di riqualificazione mai visto, e non capisco perché debba essere annullato, dato che sono soldi necessari per le città. Senza strumentalizzare, cerchiamo di rimediare agli errori commessi e fare in modo che i capoluoghi abbiano le risorse che servono per riqualificare le città, sennò sarebbe come togliere ossigeno alla lotta alla criminalità. Non sono sprechi di risorse pubbliche ma risorse necessarie per motivi importanti”.

Andrea Liberati (M5S): “Mi sembra chiaro che questo documento trasudi malafede, perché sarebbe stato corretto ricordare anche che c’è stata una votazione unanime dei gruppi politici sul bando periferie e una sentenza della Corte Costituzionale che ha un peso notevole. Stiamo parlando di un differimento di alcuni mesi per la verifica dei progetti. C’erano carenze progettuali e verifiche che dovevano essere svolte dal Governo precedentemente in carica. Non buttiamola in caciara quindi, il documento è carente. Sicurezza urbana e degrado sociale sono frutto della pianificazione urbanistica fatta negli anni scorsi. Alcune parti delle città sono fuori controllo, circolano persone prive di documenti e di autorizzazioni a stare qui, ricordo il caso del giovane di Terni ucciso da un falso profugo rientrato clandestinamente in Italia, dove non doveva esserci. Servono più passaggi”.

Eros Brega (Pd): “Evitiamo le strumentalizzazioni politiche. Avete sbagliato sul piano periferie, che penalizzerà le città a vostra guida. Con questo atto abbiamo raccolto il grido di dolore del sindaco di Terni. Ho sottoscritto questa mozione solo per evitare che gli esponenti della Lega lasciassero soli i loro sindaci. La sentenza delle Corte Costituzionale deriva dal ricorso della Regione Veneto su un altro tema. Poi è stata strumentalizzata. È imbarazzante che il Governo regionale a guida Pd faccia una battaglia in difesa dei vostri sindaci. Noi facciamo una battaglia per gli umbri. Voi state penalizzando i cittadini che vi hanno votato per guidare la città di Terni. C’è un’altra penalizzazione per le città umbre fatta dal Governo della Lega: quella sul progetto scuole sicure per la lotta alla droga. E su questo presenterò una mozione. Smettiamola con lo scontro politico su queste cose. Sulle periferie c’è una situazione imbarazzante per tutti”.

Valerio Mancini (Lega): “Il finanziamento dei progetti esecutivi delle periferie verrà inserito nella legge bilancio. Questo dice il Governo. Quindi la discussione di oggi non ha senso. Anche perché tutti i parlamentari hanno votato a favore di questo emendamento. Dobbiamo dare atto a questo Governo che vuole analizzare la conformità dei progetti. Le emergenze delle periferie sono tante, spesso dovute ad una scellerata invasione che c’è stata in questi anni. Le periferie in questi anni sono state massacrate. Non è stato cancellato nulla. Questo atto ha creato disorientamento, ma c’è la volontà del Governo di riportare chiarezza e di fare scelte importanti”.

Silvano Rometti (Ser): “La commissione parlamentare ha ribadito giusto ieri sera il proprio no al finanziamento, e bisogna capire cosa significa questa verifica tecnica dei progetti, in quanto essa è già stata fatta, i progetti erano approvati, il problema vero è che forse dietro questa verifica potrebbe esserci un’altra verifica su quali città verso cui indirizzare le risorse. Non vorrei che si togliesse a qualcuno per dare a qualcun altro”.

Roberto Morroni (FI): “No ad antiche e vetuste liturgie politiche su questi 30 milioni di euro che debbono riversarsi su due città che sono in difficoltà nel risolvere problematiche importanti. È importante rimarcare il carattere fondamentale di queste risorse, così come il grido di allarme dei sindaci”.

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