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Piazza della mamma e del papà, toni accesissimi sull’intitolazione. L’atto della Lega passa sul filo tra mille polemiche

Il documento era stato presentato dai consiglieri della Lega e ripreso nel corso della seduta del consiglio comunale. La votazione: dodici favorevoli della Lega, sette astenuti e dieci contrari

foto Giacomo Sirchia

“Intitolazione di un luogo pubblico alla figura materna e paterna”. Nel corso della seduta del consiglio comunale da remoto l’assemblea è tornata sull’atto di indirizzo, presentato dai consiglieri della Lega. Un documento che aveva suscitato un vespaio di polemiche e sul quale si erano espressi, in difesa, anche i parlamentari Pillon, Alessandrini, Lucidi, Caparvi e Saltamartini. Il dibattito è stato acceso, intenso e a tratti incomprensibile a causa della sovrapposizione delle voci. Ricordiamo infatti che la plenaria si svolge in modalità da remoto.  

Ad inaugurare la discussione il consigliere Fiorelli: “Si vuole rimarcare il concetto, ad un certo elettorato. L’argomento della toponomastica dovrebbe essere più inclusivo possibile. Se non ci adeguiamo anche noi rischiamo di diventare superati. Il concetto di famiglia, intenso come nucleo sociale, più che basato sul genere lo fonderei su quello di amore e coppia. Personalmente sarei stato favorevole ad una piazza della famiglia più che della mamma e papà”. A fare sponda Paolo Angeletti: “Nessuno è contro la mamma e il papà. Questa intitolazione suona come uno schiaffo nei confronti di chi ha portato avanti le battaglie sulle unioni civili. Chi ha difeso i diritti degli omosessuali. C’è il sospetto che, in qualche maniera, si voglia andare contro i diritti civili”.
 

A parlare per la maggioranza Federico Brizi, uno dei preponenti: “Questo nostro atto ha suscitato un vivo dibattito. Da un lato ne sono contento poiché attiene ad una sfera vasta, di carattere morale. La discussione si è articolata in modo molto esteso. Rimango relativamente basito degli interventi dell’altra parte dell’emiciclo. Non sono sorpreso. Facciamo un’affermazione ovvia, chiedere di venir intitolata una piazza alla mamma e papà, ma non è così. Ci è stato detto che era fuori luogo. Quale momento migliore quello della pandemia, dove vogliamo porre in evidenza la famiglia come luogo di ritrovo. Non siamo bigotti o contrari ad altre forme affettive. Intendiamo riconoscere i diritti civili ed altre forme di affettività. Le impostazioni ideologiche degli altri non riconoscono la figura della mamma e del papà, in un concetto di famiglia”.

Il capogruppo Pasculli ha ribadito: “Dare nomi per spot è fuori contesto. Nel merito dobbiamo trattare cose più concrete. È palesemente ridicolo, è ridicolo parlare queste cose”. Il collega Comunardo Tobia: “Atto improponibile. Al di là della politica, questo è un fatto di cultura. Non si parla più di genere maschile e femminile, è proprio ignoranza. Conosco delle famiglie dove vengono perpetrati degli abusi, ne conosciamo di tanti tipi. L’atto è un insieme di ignoranza e non conoscenza dell’argomento”. I toni si alzano con la risposta di Federico Cini: “Non tollero che il consigliere Tobia parli di ignoranza. Deve assolutamente chiedere scusa a me e tutti ai presentanti. Volevamo generare un dibattito, abbiamo dei valori diversi e va benissimo. Parlare di ignoranza non lo accetto”.

Dichiarazioni di voto

“Apprezzo lo spirito dell’atto rivolto alla famiglia. Esposto in questo modo lo trovo un po' troppo generico”. Ha dichiarato Doriana Musacchi annunciando il voto di astensione. “Mi fa piacere che l’atto trovi un’ampia discussione. Non mi trovo contraria alle figure genitoriali. Capisco l’intento dei consiglieri della Lega di voler mettere in evidenza quanto di buono le mamme ed i papà stanno facendo, soprattutto in questa fase pandemica. Ritengo che su questo argomento ci possano essere delle polemiche” ha aggiunto Lucia Dominici anch’essa astenuta. “Il concetto di mamma e papà è assoluto. Non fa riferimento alla politica dei generi. È un soffio di poesia, una carezza del cuore” l’intervento di Paolo Cicchini. “Sono contento che togliamo di mezzo questo atto. Ci sono cose più importanti da discutere per il bene di questa città. Ci sarà una grande festa e la inaugureremo noi magari con un sindaco che rappresenta tutti i cittadini ternani.” il parere di Alessandro Gentiletti.

“Ci tengo a precisare che non volevo offendere nessuno. Poiché lo faccio per lavoro conosco bene l’argomento. Di generi ce ne sono tantissimi, alcuni non li conosco neppure io. Volevo accedere una luce sulla tematica che non si era approfondita. Più che unire questo atto divide il consiglio” ha affermato Comunardo Tobia. “Rimango esterrefatto e non voglio infierire sul vostro fallimento politico. Ho apprezzato l’intervento del consigliere Cini, acceso e focoso, all’interno del quale ha tirato in ballo gli immigrati. Si poteva parlare anche della Ztl. Visto la disoccupazione che c’è, era meglio dedicare la piazza ai nonni e alle nonne quando l’amministrazione non si sta occupando di temi concreti” il pensiero di Emanuele Fiorini.

“La toponomastica celebra la storia di una nazione, di una città. Unisce non divide. Questo atto è divisivo. Mal sopporto l’intitolazione a passeri, fringuelli, animali, piante come se mancassero personalità cittadine meritevoli di una via dedicata. Una proposta - questa sì-  insensata, inutile e propagandistica” ha rimarcato Michele Rossi dichiaratosi contrario. “L’iniziativa è lodevole e condivisibile – ha detto Maurizio Cecconelli che ha annunciato il voto di astensione – tuttavia il discorso è assai complesso. Entriamo in un ambito personale. L’atto ha un valore simbolico. Se sono di interpretazione immediata ben vengano. La discussione qui è prevaricata su altri temi e quindi è stato completamente travisato. Le divisioni nella maggioranza non ci sono anzi, c’è piena sintonia. Temi come questo esulano dalla sfera politica e amministrativa”.

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