Politica a Terni: “Comunicazione sempre più decisiva. Centrodestra ok rispetto a una sinistra ferma al ‘900”

L’analisi del docente Diego Ceccobelli: “Veicolare i propri messaggi politici in ambienti mediali intrisi di cultura popolare assume oggi un ruolo molto importante nella capacità di un attore politico di creare consenso"

Sono trascorsi ormai quasi due anni dalla svolta ‘epocale’ che ha cambiato i connotati della politica locale a Terni. Da un rosso, più o meno marcato, a un verde con sfumature azzurre ed un passaggio di testimone assai significativo tra i banchi di palazzo Spada. Ora, a seguito delle ultime vicissitudini (regionali comprese), lo scenario si è ormai consolidato. Risulta assai interessante capire quali fattori sono stati – e lo sono tutt’ora – incidenti nel garantire un capovolgimento così marcato. Lo abbiamo chiesto al professor Diego Ceccobelli, ternano doc, docente di comunicazione politica a Bergamo e assegnista di ricerca presso la Scuola Normale Superiore, il quale può osservare tali fenomeni con una visione più distaccata (solo da un punto di vista prettamente chilometrico ndr) dopo aver conosciuto piuttosto bene le dinamiche territoriali.

“I cicli politici nazionali si riversano in modo assai rilevante sulla politica locale. Questo è un primo fattore da tenere in debita considerazione. Poi ci sono le specificità dei territori. In Umbria nell’ultimo ventennio si è assistito a un progressivo processo di meridionalizzazione (cosa non avvenuta in Emilia-Romagna, ad esempio). E qui hanno inciso notevolmente le scelte politiche effettuate dalle precedenti amministrazioni. C’è stata infatti una forte emigrazione concausata da una mancata capacità di ideare e realizzare politiche pubbliche a sostegno dell’occupazione. E quell’elettorato che in passato votava convintamente per i partiti di centro-sinistra ha riconosciuto una parte del problema proprio nella classe politica e dirigente della città. Nelle ultime elezioni amministrative questo ha spinto molti elettori ‘storicamente’ di sinistra o a rivolgere la propria attenzione altrove, o a rimanere a casa, differentemente da quanto accaduto sulla sponda opposta, dove c’è stata invece grande mobilitazione”.

Comunicazione politica: ‘content is the king’

I social media hanno modificato profondamente la quotidianità di gran parte delle persone. Tutto ciò si riverbera anche su scelte e azioni che vengono adottate anche a livello politico: “La comunicazione oggi assume un ruolo sempre più decisivo. Attenzione però perché questa va considerata una condizione necessaria, ma non sufficiente – osserva Diego Ceccobelli – dato che come direbbero gli inglesi ‘content is the king’: ossia il contenuto, la sostanza dei propri valori e messaggi politici, è sempre la componente più importante. Tuttavia, un’efficace gestione degli account social è oggi importantissima. Fatta in modo professionale, aumenta in maniera esponenziale la capacità da parte degli attori politici di capitalizzare al meglio i propri sforzi comunicativi. In questo caso il centro-destra ternano, e nello specifico la Lega, sembrerebbe avvalersi di esperti e professionisti nel campo della comunicazione politica, mentre i suoi principali competitor, in tal senso, è come se fossero ancora rimasti al secolo scorso: quello caratterizzato da fedeltà elettorali molti più solide. Il cosiddetto ‘elettorato d’appartenenza’. Un elettorato che non aveva bisogno di un’efficace e permanente campagna comunicativa per poi alla fine decidere di votare in massa per i partiti di centro-sinistra. Lo faceva (quasi) a prescindere da tutto, compresa la comunicazione. È inoltre necessario ricordare che una comunicazione di qualità è appunto frutto di professionisti del settore. Insomma, la sua gestione non si può più affidare così, a caso, al compagno di partito rimasto senza una funzione da svolgere. Importante poi considerare anche un fenomeno sempre più determinante: la scelta di veicolare messaggi politici in ambienti mediali intrisi di cultura popolare, informali e dunque apparentemente distanti dalla sfera della politica. Fenomeno che spesso sfocia persino nella creazione di pagine Facebook, ad esempio con il nome di un monumento/simbolo cittadino, gestite in maniera strategica da soggetti vicini a una forza politica.”. Vi è mai capitato di scrollare la vostra pagina Facebook e trovare dei post dal sapore politico (visione critica ndr) in pagine dal contenuto generico? Ecco è questo il punto, fateci caso.

Social e comunicazione

Quali social media possono spostare l’asticella o contribuire a farlo?: “Facebook è sicuramente quello che permette di veicolare i messaggi politici in modo molto più efficace e incisivo. Questo avviene perché è oramai un social media ‘generalista’, in cui non sono presenti solo le fasce più giovani dell’elettorato. Insomma, comunicare in maniera professionale su Facebook equivale a mettersi in relazione con il pubblico del TG1 delle 20. Un tipo di elettorato differente è invece presente su Instagram, un social media sicuramente congeniale per la comunicazione politica digitale, ma ancora popolato principalmente dalle fasce più giovani dell’elettorato. Poi ci sono anche i gruppi Whatsapp, soprattutto quelli dove i cittadini replicano e vivono quotidianamente le proprie relazioni sociali: il gruppo della palestra, dei parenti, degli amici del quartiere. Ecco, un messaggio politico all’interno di questi ambienti mediali è sicuramente un messaggio con un livello di persuasione molto elevato.”

Campagna permanente e cultura popolare

Ora cosa noti a Terni?: “Anche a Terni è arrivata la cosiddetta ‘campagna permanente’. La precedente amministrazione di centro-sinistra era maggiormente solita calare le decisioni dall’alto, raccontando e spiegando molto di rado cosa stesse facendo e i perché delle proprie scelte politiche. Ora invece il centrodestra sta dimostrando una maggiore propensione verso la richiesta di feedback, tende l’orecchio verso l’elettorato e dà continuo risalto anche alle piccole cose fatte (rifacimento della segnaletica stradale, riparazione di una buca, etc). Per non parlare di come si approccia al cosiddetto “management della cultura popolare”: il post Facebook per celebrare il successo sportivo di un cittadino di Terni o per esaltare gli usi e costumi del territorio ternano. Una scelta comunicativa, questa, molto efficace, come dimostrano molti studi scientifici in materia.” Ed ecco che rientra in gioco il contenuto. “Attenzione però: con il solo ‘management della cultura popolare’ non si risolvono i problemi strutturali del nostro territorio.

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Inoltre, è bene ricordare che ‘copiare’ lo stile comunicativo dell’attuale maggioranza non basterà ai suoi competior per provare a vincere le elezioni nel 2023. Servirà piuttosto una narrazione alternativa, soprattutto sui grandi temi della città. Riusciranno le minoranze in questo intento? – si domanda Ceccobelli. “Soprattutto, riusciranno poi a trasmetterla agli elettori ternani. Perché non basta più (solo) avere la migliore ricetta a disposizione. Bisogna anche che i cittadini la conoscano. E da questo punto di vista una comunicazione efficace (anche) sui social media può recitare un ruolo strategico. Ecco perché – chiosa –investire convintamente in comunicazione è oggi sempre più decisivo. E questo il centro-destra ternano sembrerebbe averlo capito da tempo. Le amministrazioni precedenti e i suoi competitor molto meno.”

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