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Politica, il sondaggio: in Umbria il centrodestra prende il largo, il centro “succhia” voti alle opposizioni

La rilevazione dell’Istituto Bidimedia rielaborata nell’analisi di Mediacom: da dicembre a febbraio il centrosinistra ha perso consensi. Ecco tutti i numeri

Il centrodestra che consolida la maggioranza che anzi a febbraio appare in deciso rafforzamento rispetto a dicembre in quella che una volta era compresa tra le ‘regioni rosse’. Il centrosinistra che appare fuori forma e che è alle prese con gli effetti dei mutamenti del quadro politico a livello nazionale, con l’alleanza Pd-M5S sempre più stretta e con il conseguente rafforzamento di un’area di centro che attrae dal centrosinistra un certo numero di elettori che non amano lo stringersi dell’alleanza giallorossa, che da tattica – come è stata in molte regioni italiane nelle ultime elezioni regionali – è diventata sempre più strutturale. Un centro che, benché numericamente non fortissimo (7,2% in Umbria) emerge comunque a livello di consensi elettorali con una sua fisionomia e in grado di spostare gli equilibri politici almeno nel centrosinistra ma, in prospettiva, non solo.

Emerge dal confronto di due interessanti sondaggi dell’Istituto Bidimedia - analizzati dall’agenzia di stampa Mediacom043, diretta da Giuseppe Castellini - che hanno caratteristiche peculiari: la prima è di riguardare tutte le regioni italiane, la seconda di tenere conto, tra il primo e il sondaggio, delle mutazioni del quadro politico nazionale.

Il confronto, infatti, è tra coalizioni e così, se nel primo sondaggio (19 dicembre) il confronto è tra centrodestra, M5S, centrosinistra e sinistra, nel secondo (12 febbraio) il confronto è tra centrodestra, centrosinistra-M5S e centro, tenendo appunto conto dei cambiamenti avvenuti nel frattempo nel quadro politico.

A livello regionale, il centrodestra tra il primo e il secondo sondaggio si rafforza notevolmente, passando dal 47,9% al 53%. I dati del sondaggio riguardano il voto per le politiche e non quello per le amministrative o regionali, ma da questi dati appare che, al fondo, in Umbria non abbiano danneggiato il centrodestra né i mal di pancia mostrati da Fratelli d’Italia all’interno della coalizione che governa la Regione, né le critiche dell’opposizione di centrosinistra-M5S sulla gestione anti-Covid messa in campo da Palazzo Donini.

Anzi, questi due elementi sembrano aver consolidato il consenso del centrodestra che governa l’Umbria, con il distacco sulle opposizioni al governo regionale che si allarga a oltre 10 punti percentuali, il terzo dato più ampio a livello nazionale dopo quelli di Veneto e Lombardia.

Nel primo sondaggio del 19 dicembre, infatti, a fronte del 47,9% assegnato al centrodestra, in Umbria c’erano il 36,1% del centrosinistra, il 10% del M5S e il 2,2% della sinistra, per una somma di 48,1%, poco sopra il centrodestra. In sostanza, trattandosi di un sondaggio, le due coalizioni apparivano alla pari.

Nel sondaggio del 12 febbraio, Bidimedia innanzitutto correttamente introduce la voce ‘centro’, in linea con l’evoluzione politica a livello nazionale. Il quadro che esce è appunto un deciso rafforzamento del centrodestra (che passa dal 47% al 53%) e un indebolimento delle opposizioni al governo regionale, con quella dell’alleanza Pd-M5S che si attesta al 35,7% e il centro che ‘succhia’ consensi nel centrosinistra attestandosi al 6,9%. C’è poi la voce ‘altri’, che dal 2,2% di dicembre 2020 passa al 4,1% di febbraio 2021 e che è di difficile collocazione, ma il suo gonfiarsi appare come un effetto spaesamento di fasce dell’elettorato determinato dal mutamento del quadro politico.

In definitiva, in Umbria l’area dell’opposizione al centrodestra, ricomposta secondo le tre componenti centrosinistra/M5S e centro, raggiunge il 42,9%, circa quattro punti in meno rispetto a dicembre. La differenza tra le due coalizioni, a dicembre quasi alla pari, diventa pertanto di 10,1 punti percentuali. In altre parole, l’alleanza politica Pd-M5S, con l’appoggio della sinistra, da un lato ha provocato lo spostamento di consensi verso un’area di centro, dall’altro ha spostato consensi sia dalle fasce centrali del centrosinistra e dall’astensione verso il centrodestra.

“Materiale su cui soprattutto il centrosinistra dovrà riflettere – è l’analisi di Mediacom043 - perché l’evoluzione del quadro politico potrebbe portare a una caratterizzazione più marcata e più autonoma del centro, magari collegandosi politicamente anche alle aree centriste del centrodestra, come già hanno fatto importanti fasce di elettorato centrista in occasione delle ultime elezioni”.

“Sta di fatto che, a distanza di 16 mesi dalle elezioni regionali, se in Umbria si votasse oggi per la Regione la vittoria del centrodestra non apparirebbe in discussione, avendo una base di voto per le politiche così ampia e potendo attrarre, come già fatto nelle ultime elezioni politiche e regionali, fasce di elettorato di centro che i sondaggi ‘inglobavano’ nel centrosinistra ma che così non era nella realtà. Non si dimentichi, infatti, che ampie fasce dell’elettorato di centro (oggi come detto più precisamente individuabili e con una loro autonoma fisionomia), benché nei sondaggi ‘assegnate’ al centrosinistra, già in occasione delle ultime consultazioni politiche (2018) e per la Regione (ottobre 2019) avevano votato per il centrodestra”.

“Come anche appare molto probabile che, in caso di elezioni politiche, andrebbero al centrodestra gran parte (o tutti, come nelle ultime consultazioni del 2018) dei collegi maggioritari previsti dall’attuale legge elettorale (il quadro sarebbe destinato a cambiare se si dovesse passare, a livello nazionale, a un sistema elettorale di tipo proporzionale puro con soglia di sbarramento)”.

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