“Primo Maggio, Comune di Terni e Governo diversi ma uguali: entrambi dimenticano i lavoratori della scuola”

L’intervento di Marco Vulcano, segretario generale di Flc Cgil Terni: ignorate le professionalità che in questa emergenza continuano a garantire un diritto costituzionale come l’istruzione  

Ho letto e riletto il messaggio di auguri per il Primo Maggio del sindaco di Terni, Leonardo Latini, e duole davvero dover constatare come, a dispetto della diversità di colore politico che contraddistingue la sua giunta dal governo nazionale, entrambi siano perfettamente in linea nell’ignorare, soprattutto in questo periodo di emergenza epidemiologica, le lavoratrici e i lavoratori della scuola, dell’educazione e della conoscenza, a tutti i livelli.

Nessun ringraziamento, da parte del sindaco di Terni, per tutte le professionalità che in questi tempi di “sospensione” della dimensione sociale e produttiva del Paese stanno lavorando con impegno e abnegazione nelle scuole di ogni ordine e grado, negli istituti musicali, nelle università. Eppure, se nel nostro Paese si continua a garantire un diritto costituzionale come l’istruzione, fondamento della nostra Repubblica, ciò è dovuto esclusivamente a quella grande comunità educante che ha davvero saputo dimostrare di essere tale, dando prova di enorme responsabilità e impegno, evitando di lasciare sole intere generazioni. Una comunità fatta di donne e uomini che, in questo periodo eccezionale e terribilmente complicato, ben prima di avere le doverose indicazioni da parte di ministeri che hanno avuto finora il solo ruolo di complicare le cose con provvedimenti spesso contraddittori e parziali, ha sostenuto le ragioni del sapere e della conoscenza, contro le ansie e le paure aggravate dall’isolamento.

Del resto lo sappiamo, si tratta molto spesso di docenti precari e pertanto ben abituati a essere dimenticati, poiché sono proprio quelli che, pur sostenendo da anni l’apprendimento delle generazioni in formazione, si vedono anche in questa crisi rifiutare dalla ministra Azzolina perfino il diritto a un lavoro stabile, nonostante si tratti esattamente di quelle persone che a settembre troviamo in cattedra da anni.

Però signor sindaco, ecco, ci aspettavamo almeno un grazie per questa meravigliosa comunità nella giornata che celebra la festa dei lavoratori. Troviamo invece una imperdonabile dimenticanza. Evidentemente i monitor di tablet e pc che da ormai due mesi garantiscono la continuità scolastica e di apprendimento ai giovani di questo Paese, devono aver nascosto molto bene le lavoratrici e i lavoratori che ci sono dietro.

Tuttavia non a noi, che insieme a loro abbiamo affrontato le difficoltà di questa emergenza epidemiologica e della necessità di reinventare un lavoro che definire “agile” suona quasi offensivo, riscoprendo in questi mesi di “didattica a distanza” anche quanto la “semplice” capacità di raccontare una storia può, in alcune occasioni, metterci tutti in salvo. Proprio come accade nel Decameron di Boccaccio, dove i 10 giovani sfuggono al contagio della grande peste che imperversa a Firenze nel 1348 andando in campagna a raccontare novelle. Un potere salvifico, quello del racconto e della trasmissione di conoscenze, che agisce quotidianamente grazie a tutte le lavoratrici e i lavoratori di questo comparto. Noi siamo sempre con loro. Non solo il Primo Maggio.

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*segretario generale Flc Cgil Terni

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