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Da sinistra Rossano Pastura, Cesare Carini, Carlotta Caponi

Da sinistra Rossano Pastura, Cesare Carini, Carlotta Caponi

Psi contro Pd, l’ultimo strappo. I socialisti ai dem: autoreferenziali, valuteremo le scelte future

Il pretesto della bagarre è la festa dell’Unità a San Liberato di Narni. I socialisti: nessun ospite esterno, così il centrosinistra non esiste più

Non c’è niente da festeggiare. Le batoste elettorali che hanno squagliato il centrosinistra continuano ad avere un’onda lunga. E, anzi: sono il pretesto per una resa dei conti che in realtà era già cominciata. Ma che oggi sembra essere arrivata alle sue battute finali.

Pretesto della bagarre tra Partito socialista e Democratici è la festa dell’Unità che in questi giorni si sta svolgendo a San Liberato di Narni. Appuntamento molto diverso (se non proprio sottotono) rispetto alle tradizionali adunate che il Pci prima e i Diesse poi sapevano mettere in campo. L’appuntamento narnese – festa regionale del Partito democratico - vede in calendario incontri e dibattiti sui temi d’attualità, dai vaccini alla democrazia partecipata, ma senza presenze “big” del mondo della politica nazionale. C’è la presidente della Regione, Catiuscia Marini, assessori regionali, amministratori locali, parlamentari umbri. Una scelta politicamente legittima, sulla quale però si appunta la critica del Psi umbro.  

“Premesso che il Partito democratico è libero di organizzare la propria festa come meglio crede – commentano i segretari regionale e provinciali del Psi, Cesare Carini, Carlotta Caponi e Rossano Pastura - riteniamo che i segnali che da queste iniziative ci giungono confermano che per il Pd la coalizione di centrosinistra, con la quale per anni abbiamo amministrato la regione e tanti comuni dell’Umbria, non ha più ragione di esistere. A questo punto non ci resta che prendere atto di questa nuova situazione e organizzarci di conseguenza in vista dei prossimi appuntamenti elettorali”.

“Se errare è umano – sostiene il Psi regionale - perseverare è diabolico. Solo così possiamo commentare l’atteggiamento del Pd umbro che, nonostante il calo di consensi avuto negli ultimi anni in ogni tornata elettorale, continua a isolarsi in discussioni e confronti interni, senza nessun segnale di apertura verso le altre forze della coalizione o le tante esperienze civiche umbre”. L’analisi viene confermata “osservando il programma della festa regionale del Pd che si sta svolgendo in questi giorni a Narni. Nei numerosi incontri e dibattiti non si ha la presenza di un solo ospite ‘esterno’, nessun rappresentante delle altre forze del centrosinistra o di quelle esperienze civiche verso le quali più volte è stato annunciato di volersi aprire per costruire una coalizione democratica, riformista e solidale, in grado di contrastare la deriva populista e sovranista che governa attualmente l’Italia. Nei fatti si continua a operare in modo autoreferenziale, facendo prevalere la linea di una presunta autosufficienza”.

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