Regione, Catiuscia Marini: "Non si governa guardando i sondaggi della giornata"

Concorsopoli, il discorso della presidente in consiglio regionale: uscirò a testa alta da questa vicenda, il Pd deve essere riformista e garantista

assemblea

È iniziata con circa novanta minuti di ritardo, rispetto all’orario prestabilito (ore 11, ndr) l’attesa assemblea legislativa convocata a seguito delle dimissioni rassegnate da Catiuscia Marini seguito al terremoto giudiziario innescato dall'inchiesta sui presunti concorsi truccti in sanità.

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Il presidente della Giunta ha preso parola, confermando la sua decisione e facendo un quadro della situazione. “Non ho mai tirato la testa a chi voleva trattare l’Umbria come una regione di serie B solo perché detiene una popolazione sotto il milione di abitanti – ha ricordato durante il suo discorso, facendo anche un passaggio sulla delicata situazione della Acciai speciali Terni – Autonomia è la parola di riferimento. Io diffido sempre di chi arriva da Roma e vorrebbe spiegare le cose del mondo a noi della provincia. La regione è così per la sua storia antica ed anche recente da un punto di vista politico, amministrativo e regionale, intesa come istituzione. L’Umbria ha fatto cose positive con successo, altre con errori ma può stare con orgoglio nel panorama nazionale e nel confronto con le altre regioni italiane. Non sono qui a rivendicare le cose fatte in questi anni. Difenderò con forza i risultati ottenuti anche in futuro. Una politica riformista che ha consentito di cambiare, crescere. L’Umbria è terra libera e democratica, non c’è nulla da liberare. Le mie dimissioni impongono una discussione qui dentro e fuori nonostante qualcuno, anche del mio partito, volesse andare avanti senza discutere così come nell’opposizione, la quale si voleva trincerare dietro la strategia della sfiducia. Voglio uscire a testa alta da questa vicenda, so che i tempi della giustizia saranno maggiori. E’ stata un’esperienza difficile e dura tra crisi economica, riforme, tutela del welfare. Ho dentro di me un’esperienza umana profonda. Consegno ai colleghi dell’assemblea legislativa le mie riflessioni. Il Pd deve farsi forza per essere riformista e garantista e mantenere queste peculiarità. Non si può governare l’Italia con i sondaggi della giornata".

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