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Rimpasto a Palazzo Spada, la politica dell’Umbria guarda a Terni: il vertice decisivo

Faccia a faccia tra il sindaco Latini e la maggioranza per la sostituzione del dimissionario ex assessore Bordoni. Ma alle trattative parteciperanno anche “emissari” da Perugia

L’ufficio del sindaco di Terni, Leonardo Latini, potrebbe non bastare per tutti. Un po’ una metafora, perché forse neanche le poltrone di Palazzo Spada sono abbastanza per tutti.

Il posto è uno: quello dell’ex assessore Leonardo Bordoni, dimissionario per ragioni personali. I pretendenti però sono diversi. I partiti, anzitutto. Con la Lega che rivendica quelle deleghe, quel ruolo e dunque anche il nome da scriversi accanto. Poi c’è Fratelli d’Italia, che ha in tasca gli ultimi sondaggi e nella testa questioni un po’ più datate ma ancora non risolte. E ancora, i civici di Terni civica, che insistono per avere una rappresentanza in giunta.

Ecco, tutti loro domani pomeriggio si sono dati appuntamento al primo piano di Palazzo Spada, ore 15. All’ordine del giorno il rimpasto nell’esecutivo che però – come appare evidente – non sarà una questione soltanto “ternana”. Scenderanno infatti nella conca “emissari” da Perugia, a significare che la vertenza assume un valore regionale e risente di equilibri regionali.

L’appuntamento dovrebbe essere quello decisivo, dopo i vari step che hanno accompagnato fino ad oggi le dimissioni di Bordoni. Il primo cittadino, proprio per evitare le “trappole” che comporterebbe una eventuale scelta politica con l’ingresso in giunta di un nome nuovo, sembra sposare la linea che porta ad una redistribuzione delle deleghe di Bordoni agli attuali assessori. Magari spostando pesi e misure verso chi oggi rivendicherebbe una maggiore presenza.

Il “piano b” porta ad un eventuale scelta “tecnica”. Un nome di area ma senza tessere di partito in tasca: si è parlato e si parla di Simone Monotti, presidente dell’Ordine degli ingegneri di Terni, e di Alessandro Passetti, tecnico della Provincia.

Terza opzione, quella più complicata, accontentare i partiti. Ma è questione complicata proprio perché si torna ai ragionamenti di cui sopra. Il posto è uno, i pretendenti diversi. Federico Cini e Devid Maggiora della Lega, Maurizio Cecconelli dei Fratelli d’Italia – con l’attuale assessore al bilancio Orlando Masselli che potrebbe anche lui incassare qualcosa – e Michele Rossi di Terni civica.

I “premiati” sarebbero soddisfatti, gli esclusi sicuramente no. Al sindaco il compito di trovare un coniglio nel cilindro o, ancora meglio, riuscire a rintracciare il famigerato ago nel pagliaio.

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