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Elezioni a Terni, il ‘sindaco’ di Borgo Rivo Francesco Filipponi re delle preferenze. Trionfo in rosa per la ‘coppia’ Proietti

Il capogruppo uscente del Partito democratico è il più votato con 934 consensi ricevuti. Nessuno dei 594 candidati sfora il tetto delle mille preferenze

Un risultato eccellente quello conseguito da Francesco Filipponi. Il capogruppo uscente del Pd è il più votato di tutti e 594 candidati aspiranti al Consiglio comunale. Ha infatti conseguito 934 consensi, migliorando la precedente performance del 2018, allorquando si era attestato a 654. Il consigliere dem, particolarmente attivo durante la precedente consiliatura, può contare soprattutto sull’ampio quartiere di Borgo rivo come bacino sul quale attingere, poiché è portatore di molteplici istanze da parte dei residenti.

Complessivamente è possibile constatare un dato di preferenze molto basso, rispetto al totale dei voti espressi. Il trionfo in rosa è appannaggio, curiosamente, della coppia Proietti. A sprintare è Maria Grazia con 656 del Partito democratico, davanti all’assessore uscente Elena che ne consegue 622. Particolare è il dato di lista dei Dem i quali detengono una percentuale altissima tra preferenze e voti complessivi (5.076 su 6749 pari al 75%). Espressione di forte radicalizzazione sul territorio che evidentemente non ha portato quel salto di qualità a favore di Jose Maria Kenny. Il Pd ternano infatti, nella speciale graduatoria, si colloca con 5076 dietro soltanto a Fratelli d’Italia (5226).

La competizione amministrativa è stata letteralmente dominata dall’effetto Stefano Bandecchi. Una ‘personalizzazione’ evidenziata dai numeri: oltre 2000 di margine tra i voti totali (13647) e di lista (11603) di cui ben 5525 infilati da ‘Con Bandecchi per Terni’ capace di distanziare Alternativa Popolare di oltre 2500 consensi. Il brand ‘Bandecchi’ ha dunque funzionato anche sulle liste, riscontrando un successo oltre ogni rosea aspettativa. Tuttavia se andiamo ad analizzare le singole preferenze Alternativa Popolare ha catturato più consensi, rispetto a Con Bandecchi per Terni dove si evidenzia una distribuzione maggiormente concentrata sui candidati.

Alcune considerazioni sulla coalizione uscente. Il più votato è risultato Marco Cecconi di Fratelli d’Italia in un partito al cui interno erano presenti ben tre assessori uscenti (Cecconelli 162; Fabrizi 257 e Proietti 662). La combinata della Lega tra Cini e Scarcia ha portato 198 e 174 preferenze. Risultato complessivo piuttosto deludente per il carroccio con 1714 preferenze complessive. Parzialmente soddisfacente la tornata di Forza Italia ‘trainata’ dalla triade Ferranti, Fatale, Dominici. Per il presidente del Consiglio comunale uscente un passo indietro di 341 voti, rispetto al 2018.

Infine la valutazione sulle civiche: Terni Masselli sindaco è la rivelazione del primo turno, trascinata dalle oltre 300 preferenze di Valdimiro Orsini. Rischia di restare al palo Terni civica del capogruppo uscente Michele Rossi mentre Terni protagonista non è riuscita a dare un contributo significativo. Poiché i voti sono ufficiosi occorrerà attendere ulteriormente. Pesano le oltre 1000 schede nulle sull’esito del voto.

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