Salvi Bori e De Rebotti. Per la commissione congressuale del Pd non ci si sono incompatibilità

Era atteso da ore il parere della commissione congressuale del Pd sulla posizione di Bori e De Rebotti circa l'incompatibilità, secondo l'interpretazione del terzo candidato Presciutti, dei due avversari al momento del deposito ufficiale delle firme. Parere positivo per i due favoriti. Inizia la "campagna elettorale".

In cinque pagine, scritte in burocratese stretto, c'è la sentenza di archiviazione dell'ipotesi di incompatibilità di Tommaso Bori e Francesco De Rebotti circa la doppia posizione di membri dell'assemblea nazionale e aspiranti segretari regionale. Se ne torna con le pive nel sacco il sindaco dem di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti, che con una lettera indirizzata direttamente alla commissione congressuale aveva chiesto lumi circa la posizione dei suoi colleghi a norma di regolamento. 

Dall'atto ufficializzato dalla commissione congressuale a firma della coordinatrice Letizia Michelini, risulta che il sindaco di Narni De Rebotti aveva già consegnato (brevi manu) le proprie dimissioni da membro dell'assemblea nazionale il 28 settembre alle 17.45, ovvero quindici minuti prima della scadenza per la consegna delle firme. Il consigliere regionale Bori, invece, ha inviato il 29 settembre alle ore 18.37 una lettera di dimissioni, retrodatata al 28 settembre, per regolarizzare la propria posizione. 

L'interpretazione del regolamento

Il nodo da sciogliere si trova all'interno dell'articolo 5.2 del regolamento 02/03/2020 che, secondo l'interpretazione della commissione, va analizzato nei suoi due periodi differenti. 

Il primo afferma che esiste una incompatbilità fra la carica di componente dell'assemblea regionale e quella di componente dell'assemblea nazionale. Pertanto, colui che viene eletto segretario regionale e fa parte anche dell'assemblea nazionale, dovrà scegliere, dopo la proclamazione, quale carica elettiva esercitare. Per questo, scrive la commissione, sia De Rebotti che Bori allo stato attuale non si trovano in una condizione di incompatibilità. 

Il secondo periodo dell'articolo afferma che: “Qualora un componente dell’assemblea nazionale volesse candidarsi all’assemblea regionale, deve dimettersi entro la data di presentazione delle liste". Dall' intepretazione semantica effettuata dalla commissione congressuale, tale incompatibilità è da riferirsi solamente ai membri eletti che andranno a comporre l'assemblea regionale (si parla di "componente" dell'assemblea), ossia, intenderci, dai "parlamentari" del Pd regionale.

Una lettura del regolamento che non riguarda, quindi, la figura del segretario regionale il quale, appunto, non si candida all'assemblea regionale ma alla segreteria regionale, quindi al governo del partito. Sono sostanzialmente due percorsi differenti. Sul fatto di specie, ovvero la posizione di Bori e De Rebotti come candidati alla segreteria umbra, la commissione ha stabilito che non debba esserci, allo stato attuale, nessun obbligo di dimissione preventiva da membri dell'assemblea nazionale. 

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Chiusa ques'ultima parentesi da "brivido", iniziano le uscite ufficiali dei candidati. Il sindaco di Narni De Rebotti aprirà la sua "campagna elettorale" sabato 3 ottobre dalle 10.00 alle 12.30 alla sala Grifo del Park Hotel di Perugia.

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