Scritta contro il sindaco: condanna e solidarietà. Con qualche distinzione

Da sinistra a destra, è unanime il sostegno a Latini dopo le minacce comparse su un muro della biblioteca cittadina. E Gentiletti (Senso Civico): la cancancelliamo noi

La politica si unisce nella condanna, ma si divide sulla genesi che ieri ha fatto comparire una scritta minacciosa contro il sindaco di Terni, Leonardo Latini. Da destra a sinistra, è comune il senso di solidarietà espresso nei confronti del primo cittadino, seppure l’analisi sulle motivazioni che hanno spinto qualcuno a imbrattare con la vernice uno dei muri della biblioteca cittadina, porta a conclusioni diverse.

L’Anpi, che ieri pomeriggio era in piazza per un “presidio antifascista” mentre nella sala del consiglio comunale andava in scena la manifestazione organizzata da Casapound sulle vittime delle foibe, rileva che “le scritte sui muri sono in contrasto palese con quanto l’Anpi e le associazioni promotrici hanno voluto affermare con la manifestazione” e rilancia “l’obiettivo di costruire un futuro dove non trovino spazio le idee del fascismo del terzo millennio”.

Fratelli d’Italia sottolinea invece anzitutto “le polemiche che si sono rincorse nei giorni per la concessione a un partito politico dell’aula del consiglio comunale per la presentazione di un libro sulla tragedia delle foibe, polemiche che hanno trovato sfogo in una contromanifestazione organizzata da vari movimenti cosiddetti da filopartiagni, sostenuti da tutte le forze di sinistra compresi alcuni esponenti dei gruppi consigliari di minoranza, presenti alla manifestazione. Una manifestazione - dichiarano i consiglieri comunali di Fd’I, Orlando Masselli e Maurizio Cecconelli -  che ha dimostrato la strumentalità dell’iniziativa volta ad impedire lo svolgersi di un evento, organizzato da un partito politico avverso e che voleva condannare le vittime di un genocidio.  Polemiche che hanno riguardato anche la presunta concessione del patrocinio del Comune di Terni, cosa che in realtà non è mai avvenuta, mentre la sala comunale viene data in utilizzo ad ogni forza politica”. Da questo contrasto sarebbe nato “un clima antidemocratico” che “ha creato una situazione di tensione che ha portato qualche facinoroso a scrivere frasi intimidatorie nei confronti del sindaco Latini, democraticamente eletto alla guida della città. Il gruppo di Fdi  esprime solidarietà al sindaco Latini e condanna le forme intimidatorie che hanno colpito lui e l’intera maggioranza di centrodestra”.

“Ci dissociamo nella maniera più assoluta da questo tipo di gesti che non portano avanzamento all'ideale comunista e alla lotta al fascismo” scrive invece il Partito comunista di Terni. Che però sottolinea di non poter “escludere che sia opera di qualche vandalo anche di altra idea politica al fine di danneggiare l’immagine della piazza antifascista” ribadendo che “l’unica arma contro il fascismo è la coscienza e l’organizzazione di classe, non certo puerili e individualiste forme di vandalismo”.

Sul punto interviene anche il Popolo della Famiglia dell’Umbria che esprime “solidarietà al sindaco e condanna apertamente la scritta intimidatoria”. “Di fronte a questo, ci chiediamo se l’autore della scritta abbia consapevolezza di tutto quello che c’è dietro quelle parole”, dice Diego Esposito, vicepresidente del Pdf Umbria. “Un gesto cretino, infantile, oltre che del tutto incurante del bene pubblico. Se si dovesse trattare solo di una grave bravata da ragazzi, allora ci spiegheremmo la leggerezza e superficialità con le quali è stato richiamato in causa uno dei periodi più neri della Repubblica italiana. Se invece dovesse capirlo bene, e proprio per questo avesse voluto rispolverare quegli anni di terrore, denunciamo con fermezza quanto avvenuto, ma non possiamo non osservare che dietro quella scritta esiste una povertà intellettuale, oltre che una mancanza di un normale senso civico; questo ci fa essere doppiamente preoccupati. Ci auguriamo che tutti quelli che sono pronti ad esporsi e ad alzarsi in piedi per gridare contro ogni forma di violenza alla prima svastica su una parete, trovino il coraggio di essere coerenti anche in questa occasione. Tutte le scritte sui muri sono uguali, in genere: imbecilli; non esistono scritte ‘più uguali’ di altre”, conclude Esposito, dicendosi “convinto che una falce e martello rendano un muro sporco tanto quanto una croce uncinata”.

“La scritta contro il sindaco Latini – dice Alessandro Gentiletti, consigliere comunale di Senso Civico - con lo spirito di quella piazza non c’entra niente, anzi lo tradisce. Al sindaco va ovviamente la mia solidarietà. Insieme ad altre amiche e amici, che erano in piazza oggi, vogliamo andare a cancellarla. Parlerò con gli uffici per farlo quanto prima”.

"Quando si gioca con i tasti dell’odio politico per raccattare consenso agitando spauracchi anacronistici nutriti da vergogne e falsità si arriva anche a questo - sottolinea Piergiorgio Bonomi - CasaPound Italia Terni - Un clima avvelenato da partiti e sindacati di sinistra che alimenta gesti malati come questa scritta sul muro della biblioteca comunale. A nome mio e di tutta CasaPound Italia esprimiamo solidarietà al Sindaco Leonardo Latini certi che questi gesti vigliacchi e incivili non fermeranno il cambiamento che si avverte in città"

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