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Sentenza Unicredit, Palazzo Spada: “Faremo ricorso. E non c’è il rischio di nessun nuovo default”

La reazione del Comune di Terni dopo la decisione della Corte dei conti sulle anticipazioni di tesoreria, l’assessore Orlando Masselli: “L’opposizione che oggi attacca avrebbe dovuto pensare prima ai conti comunali”

È stata persa una battaglia, ma non la “guerra”. E il Comune di Terni ha già pronta la sua controffensiva. Palazzo Spada infatti annuncia ricorso contro la sentenza della Corte dei conti con la quale viene data regione ad Unicredit spa sul “contenzioso” legato alle anticipazioni di cassa del 2017.

La magistratura contabile ha dato ragione all’istituto di credito che quindi non dovrà restituire le somme recuperate, circa 12,5 milioni di euro, per le anticipazioni garantire a Palazzo Spada nell’anno precedente alla dichiarazione del dissesto economico. La banca, così come disposto dai giudici, dovrà soltanto rimborsare una quota degli interessi versati dall’amministrazione comunale che avrebbe voluto invece che il totale dell’anticipazione fosse inserito nella massa passiva poi gestita dall’organo straordinario di liquidazione.

La sentenza è soltanto però un primo passaggio visto che il Comune di Terni non è intenzionato a “mollare” e anzi annuncia la volontà di presentare ricorso alle sezioni unite della Corte dei conti. “Su questa vicenda – spiega l’assessore al bilancio, Orlando Masselli - avevamo chiesto un parere prima al ministero e poi alla stessa Corte dei conti e ci eravamo comportati secondo le indicazioni emerse. Riteniamo di avere ragione e dunque faremo ricorso. Quel che è certo, è che il Comune non rischia nessun nuovo default, come qualcuno vorrebbe far credere. L’opposizione, che oggi attacca, avrebbe dovuto pensare prima ai conti comunali, magari gestendoli meglio quando erano al potere visto che abbiamo trovato una situazione dissestata”.

Opposizioni che hanno parlato di “nuvole nere sulla tenuta finanziaria di Palazzo Spada” e di una “sentenza che rischia di condurre il Comune di Terni in una posizione estremamente critica. Già a ottobre 2020 – dicono in una nota Movimento 5 Stelle, Partito democratico, Senso civico e Terni immagina - come minoranze avevamo detto che bisognava intervenire urgentemente per inserire l’anticipo di tesoreria all’interno del bilancio comunale e non in quello dell’organismo straordinario di liquidazione. Oggi purtroppo i nostri timori trovano riscontro. Una situazione che fino all’ultimo questa giunta ha cercato di nascondere, non inserendo questi debiti nel bilancio ordinario dell’ente. Come forze di opposizione in questi anni più volte abbiamo esortato il sindaco Leonardo Latini e l’assessore al bilancio Orlando Masselli a non ignorare questa spada di Damocle che pende sulla testa dei ternani. Purtroppo, le uniche risposte che abbiamo ricevuto sono state quelle di chi ci ha definito ‘dischi rotti’, capaci solo di fare allarmismo con il solito rimpallo delle responsabilità. Abbiamo chiesto di condividere responsabilmente un percorso per evitare ai ternani un secondo dissesto. Ma questa amministrazione ha preferito far ricadere interamente su di sé la responsabilità di questo fallimento, trincerandosi dietro un'ostinata certezza fondata su pareri che non avevano alcun riscontro su quanto previsto dal Tuel”.

“Oggi – concludono le opposizioni - a pochi giorni dall’approvazione del bilancio di previsione e del Dup siamo qui a chiedere un gesto di umiltà e responsabilità verso la città. Non è più tempo di campagne elettorali fatte spremendo i cittadini e nascondendo i debiti sotto al tappeto. È arrivato il momento di prendere atto che i problemi vanno affrontati. Noi siamo pronti a dare il nostro contributo per evitare a famiglie ed imprese di pagare di tasca propria questo ennesimo fallimento purtroppo prevedibile e ampiamente annunciato”.

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