Martedì, 28 Settembre 2021
Politica

“Gli affari della mafia a Terni, servono meno rimpasti e più politiche per la sicurezza”

Affondo delle opposizioni in consiglio comunale contro il sindaco Latini: la città sta aspettando da mesi le pattuglie della polizia municipale nelle zone sensibili, il rilancio dei centri giovanili, l’intervento degli operatori di strada, la sinergia con il mondo della scuola

“Sono giorni che i massimi vertici giudiziari e delle attività investigative lanciano allarmi su Terni fulcro delle infiltrazioni economiche e malavitose legate anche al traffico di sostanze stupefacenti e sono giorni che il sindaco di questa città è silenzioso. Al massimo, parla per commentare l’andirivieni nella sua giunta, divenuta una sorta di porta girevole, con 7 assessori defenestrati o scappati nel giro di 3 anni”.

I gruppi di opposizione in consiglio comunale (Movimento 5 Stelle, Senso civico, Pd e Terni immagina) invitano il sindaco di Terni, Leonardo Latini, a concentrarsi “sul tema della sicurezza, invece di pensare al rimpasto, il quarto in quasi tre anni, e alla spartizione delle poltrone con le relative indennità.

La nota arriva dopo l’allarme lanciato dal procuratore della Repubblica, Alberto Liguori, che in audizione alla commissione antimafia del consiglio regionale dell’Umbria ha parlato del rischio che le mafie muovano su Terni ingenti capitali, frutto del malaffare, usando la città dell’acciaio come “lavatrice” degli affari della criminalità organizzata.

“Il tema sicurezza sta diventando da bandiera della campagna elettorale delle destre a boomerang. Ci uniamo alla considerazione già fatta da altre forze politiche”, riprendono i gruppi di opposizione, citando il recente intervento che, sul tema, è stato fatto dai consiglieri di Uniti per Terni. “Il comune di Terni non ha messo in campo un progetto che sia uno sulla prevenzione per l’uso di droga, ha ridotto la questione giovanile alla repressione, di fatto abdicando al suo ruolo e scaricando tutto sul grande lavoro delle forze dell’ordine. Eppure, lo stesso procuratore capo in tempi non sospetti ha detto che quelle piazze liberate dagli spacciatori, debbono essere riempite dalla politica con altri contenuti. Qui purtroppo neanche il dramma della morte di giovanissimi stroncati dalle droghe è servito da stimolo ad una reazione concreta da parte di chi amministra”.

“La città sta aspettando da mesi le pattuglie della polizia municipale nelle zone sensibili, la città sta aspettando da troppo tempo il rilancio dei centri giovanili, l’intervento degli operatori di strada, la sinergia con il mondo della scuola e l’apertura della politica a un confronto laico con i servizi che sul campo si occupano di queste problematiche. Inoltre, da mesi attendiamo che il Comune di Terni sottoscriva ancora protocolli interistituzionali per incrocio dati fra enti così come deliberato dal consiglio su stimolo delle minoranze. Purtroppo, restano solo proclami ed enunciazione ideologiche dalla amministrazione comunale.  Solo movimenti di poltrone e di indennità”. 

“Chiediamo al sindaco - concludono 5 Stelle, Senso civico, Pd e Terni Immagina - di chiudere una volta per tutte la partita delle nomine, dei rimpasti, delle caselle del potere e di dedicarsi alla città, iniziando dai temi fondamentali come quello della prevenzione al consumo di droga e alla lotta ai trafficanti e alle infiltrazioni della criminalità organizzata”.

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