Soldatini rosa e bambole azzurre, il Popolo della famiglia: serve il vero consenso informato dei genitori

Polemica sull’iniziativa della consigliera di parità della Provincia, il Pdf: plauso all’assessore Alessandrini e al sindaco di Amelia

Il Pdf in piazza San Pietro

Pubblichiamo di seguito la nota diffusa dal Popolo della famiglia dell’Umbria sull’iniziativa per la parità di genere promossa dalla consigliera di parità della Provincia di Terni.

La consigliera di parità della Provincia, Maria Teresa di Lernia, in conferenza stampa questa mattina nella sala consiliare della Provincia di Terni, auspica una veloce ripresa del progetto di educazione emotiva “Bambole azzurre e soldatini rosa” nella scuola G. Mameli di Amelia, interrotto dopo soli due incontri, a seguito delle polemiche sorte con l’intervento dell’assessore Alessandrini.

Nella sponsorizzazione della proposta della direzione didattica amerina si vuol far passare l’iniziativa come un semplice progetto di educazione all’emotività e alla parità di genere, nella direzione di uguaglianza tra uomo e donna nell’ambiente lavorativo e sociale. Educare alla non discriminazione è un dovere di tutti i cittadini, ma in questo caso ci troviamo di fronte alla chiara volontà di agire, attraverso le agenzie educative, sui processi formativi, psicologici ed emotivi, dei bambini.

Nel corso della conferenza si è parlato principalmente di come le stereotipie culturali possano portare a modelli di riferimento discriminanti per la persona, negando la presenza recondita dell’ideologia gender nel progetto educativo.

Ma nel depliant di presentazione del progetto è esplicitamente scritto alla voce “personalità” (uno degli ambiti che saranno oggetto di attività laboratoriali con le classi coinvolte):

...riflessione su se stessi, sulla propria identità di genere

e sulle proprie aspirazioni: come siamo e come vorremmo essere

La cultura è fondamentale per poter smascherare i tentativi da parte di associazioni e organizzazioni, cosiddette delle pari opportunità o dichiaratamente LGBTQ, che vogliono insinuarsi silenziosamente e ambiguamente nei progetti di educazione emotiva proposti nelle scuole di ogni ordine e grado. Quando si parla di identità di genere, nella psicologia dell’educazione c’è una sola definizione, ovvero: autoidentificazione di una persona come maschio e femmina. Pertanto, premesso questo, i bambini che parteciperanno al corso, che verrà interamente gestito dal Forum Donne Amelia, verranno indirizzati con attività definite laboratoriali, attinenti, a quanto dichiarato dalla consigliera, a letture di fiabe e gioco, a riflettere sulla propria personalità. Forse per aprirsi alla possibilità di autoidentificazione come maschio o femmina? È d’obbligo chiedersi se il dirigente scolastico del plesso amerino, presentando ai genitori il progetto per chiedere il consenso, così come anche specificato nel PTOF, abbia effettivamente spiegato cosa si intenda per identità di genere. Va inoltre sottolineato che nel depliant informativo, solo all’inizio si fa riferimento all’ideologia gender, mentre nel seguito della presentazione del progetto si rimarca principalmente il tema della parità dei sessi. Un vano tentativo di dissimulare la vera intenzionalità del progetto, facilmente smascherabile da chi conosce il labirinto terminologico del gender. Non a caso, forse, le lamentele da parte di alcuni genitori sono arrivate successivamente all’approvazione del progetto.

In conclusione chiediamo che d’ora in avanti le istituzioni scolastiche rendano effettivamente consapevoli i genitori della direzione educativa e formativa verso la quale si dirigono i fantomatici progetti di educazione emotiva, affinché il consenso da parte delle famiglie sia veramente informato, ottemperando così al patto di corresponsabilità che lega la famiglia e la scuola.

Da parte nostra il plauso all’assessore Alessandrini per le dichiarazioni rilasciate tempestivamente che confermano la contrarietà all’inserimento di simili progetti nelle scuole ternane e al sindaco di Amelia che ha mostrato la ferma volontà di indagare meglio le finalità del progetto.

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