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Domenica, 22 Maggio 2022
Politica

Briccialdi, entra in scena la politica: “Lavoro unitario e non rivendicazioni”. “Scongiurare gli accorpamenti”

Le note di Gentiletti (Senso civico) e Piccioni (Partito democratico): “Le differenze politiche, se messe a frutto, possono essere una risorsa”

Fatta la statalizzazione, adesso bisogna difendere l’autonomia. Passato, presente e futuro prossimo dell’istituto Briccialdi di Terni hanno ancora un posto in primo piano nell’agenda politica cittadina. Nella giornata di ieri, i vertici del Briccialdi, la presidente Letizia Pellegrini e il direttore Marco Gatti, hanno tenuto una conferenza stampa ricostruendo le tappe che hanno portato all’importante obiettivo, sottolineando cosa succederà nei prossimi mesi e accendendo un faro sulla scadenza del 2024, ossia quando la statalizzazione verrà confermata ma si dovrà ragionare anche in termini di eventuali accorpamenti del conservatorio cittadino con altre strutture.

“Sono state importanti le parole della presidente Letizia Pellegrini sul significato che questo traguardo può rappresentare per tutta la città di Terni, per il suo rilancio e il suo ruolo nell'Umbria e in Italia. Emozionante quando ha parlato di un Briccialdi folle e affamato, prendendo in prestito le parole di Steve Jobs. Opportune anche le parole del sindaco, che rispondendo alla stampa circa i tentativi di alcune forze politiche di intestarsi i meriti – spiega in una nota Alessandro Gentiletti, capogruppo in consiglio comunale di Senso civico - ha ricordato come sia fondamentale il lavoro unitario invece che le rivendicazioni. In questa direzione tutti noi che vogliamo bene a Terni abbiamo lavorato, lavoriamo e lavoreremo. Le differenze politiche, se messe a frutto, possono essere una risorsa. Forza Terni”.

Il tema dell’autonomia diventa più stringente nell’intervento di Giulia Piccioni, responsabile cultura del Partito democratico di Terni. “La statalizzazione degli istituti di alta formazione musicale (Iafm) ha riguardato istituti musicali parificati, già trasformati in enti musicali parificati ai conservatori, di tante regioni italiane. Più di una ventina circa. Alcuni – spiega - con situazioni economico-finanziarie drammatiche. Il processo di trasformazione e statalizzazione è entrato nella dimensione della costruzione dell’impianto giuridico amministrativo e della individuazione dei fabbisogni finanziari per il mantenimento degli stessi e la copertura dei costi di funzionamento, nella legislatura 2013-2018, per iniziativa e con il lavoro portato avanti dai gruppi parlamentari di Camera e Senato del Pd, dei presidenti delle commissioni competenti, dei ministri dell’università e della scuola e, per quanto riguarda il Briccialdi, dai parlamentari Gianluca Rossi, Marina Sereni, Walter Werini e altri, e al lavoro dei sindaci Paolo Raffaelli e Leopoldo Di Girolamo”.

“Accogliendo con estrema soddisfazione i frutti delle politiche messe in atto negli anni precedenti – aggiunge - ricordiamo come sia fondamentale ora sostenere l’istituto Briccialdi nel mantenimento dei criteri soddisfatti, agevolare attività e azioni che permetteranno all’istituto di vivere autonomamente, di non venire accorpato a conservatori che abbiano già l’autonomia economica richiesta e, infine, di acquisire una dimensione di respiro nazionale”.

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