Teatro Verdi, Melasecche: c’è chi ha mestato nel torbido, noi costruiamo la Terni del futuro

L’ex assessore comunale, ora in Regione, interviene nel dibattito sulla ricostruzione della struttura: grazie a Salvati e Latini, stanno portando avanti un impegno durissimo per risollevare questa città

“Se altre città ci hanno sopravanzato è stata solo colpa nostra, di chi ci amministrava e di chi ha sempre mestato nel torbido”. Vicesindaco con Gianfranco Ciaurro, assessore ai lavori pubblici (e non solo) con la giunta guidata da Leonardo Latini e ora assessore alla Regione Umbria con deleghe a infrastrutture, trasporti e casa. Il “cuore” di Enrico Melasecche continua però a “battere” a Terni. E non poteva perciò mancare un suo intervento sulla caldissima questione del teatro Verdi. Non solo perché durante la sua permanenza nella giunta cittadina il progetto ha ricominciato a camminare, ma anche perché proprio in queste ore il dibattito sul futuro della struttura torna a farsi incandescente.

E così, dopo l’intervento di Gigi Proietti (“…io lo rifarei come l’originale”, ha scritto il grande attore romano in una lettera-riflessione) e la replica dell’assessore Benedetta Salvati, anche Melasecche mette qualche puntino sulle “i”. Parlando non solo del Verdi.

“C’è chi voleva avere l’incarico ben retribuito. E critica senza aver capito un bel nulla dei vincoli, senza conoscere neanche le leggi esistenti. Costoro tacevano quando prendevano incarichi senza gara. Oggi, se sono bravi, partecipino al bando internazionale. Sarà una giuria di altissimo livello a giudicare i migliori”. L’analisi di Melasecche si allarga poi sula situazione generale di Terni, sui cantieri in essere e su quelli da avviare.  

“Noi costruiamo la Terni del futuro – scrive in un post su facebook - con il nuovissimo PalaTerni, con la rigenerata fontana dello Zodiaco, con il teatro Verdi che riporteremo ai fasti d’un tempo. Con la rigenerazione di piazza del Mercato. Ma anche con le tante opere coraggiose di cui è disseminata la Terni odierna, dall’obelisco alla pressa, dai grandi parcheggi ai grandi ponti, dalle piazze recuperare ai grandi parchi a cui abbiamo restituito dignità alle fontane. Cosa dire del quartiere Duomo, fino a venti anni fa ridotto ad un ghetto lercio e abbandonato? Nella vita c’è chi sa guardare avanti creando prestigio e nuovo sviluppo e chi guarda indietro, malato di provincialismo sciocco”.

Secondo Melasecche a Terni c’è “chi continua a produrre fiele ed invidia nella segreta speranza di fermare il progresso e chi, sorridendo, fa fare ogni giorno passi avanti a questa nostra amata città in cui dodici anni di inutili polemiche l’hanno privata del proprio teatro. C’è chi ha dichiarato che il teatro Verdi ‘non s’ha da fare’ e chi invece, con tenacia e pazienza, lo sta facendo. Anche a Torino, la città del Teatro Regio e del Museo Egizio, quarant’anni fa accadde la stessa cosa. Vinsero quei coraggiosi che avevano in testa visione, fantasia e coraggio”.

“Anche a Terni – sostiene l’assessore regionale - vincerà la città e chi come noi scommette sul futuro. Grazie a Benedetta Salvati che ha ereditato una parte delle mie deleghe e sta portando avanti con successo un impegno durissimo. Grazie a Leonardo Latini che ha ereditato una città distrutta dai debiti e dalla mala amministrazione e con pazienza e tenacia fa di tutto per risollevarla. Sarò sempre al fianco delle persone positive. Perché Terni ha bisogno di costruttori di futuro non di egoismi e piccole beghe”.

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