Brizi lascia Forza Italia e attacca: "Serve solo a far carriera"

Il consigliere comunale passa nel gruppo misto ma resta nella maggioranza: "Ma sarò pungolo per la Giunta". Il coordinatore Fatale: fulmine a ciel sereno. Ferranti: "Da cinque anni non rinnovava la tessera"

Federico Brizi

"Un organismo puramente funzionale alle aspettative di carriera di pochi". Così Federico Brizi sbatte la porta in faccia al suo passato e lascia Forza Italia. L'ormai ex consigliere comunale azzurro, che di FI è stato anche capogruppo in passato, ha comunicato ufficialmente questa mattina all'ufficio di presidenza del consiglio comunale la sua adesione al gruppo misto. Una decisione maturata negli ultimi giorni ma covata già da qualche tempo dopo la composizione della Giunta e le scelte fatte dal partito.  

"Questa decisione - spiega - rappresenta per me una scelta tanto dolorosa quanto non più rinviabile. Forza Italia infatti è il partito con il quale ho iniziato la mia militanza politica, ma negli ultimi anni a livello locale, Forza Italia ha subito una profonda metamorfosi, perdendo ogni riferimento ideale e trasformandosi in un organismo puramente funzionale alle aspettative di carriera di pochi. Tutto ciò non appartiene alla mia storia politica e personale. In questi lunghi e faticosi dieci anni da consigliere di opposizione ho inteso la mia attività esclusivamente al servizio della comunità, in particolare di quell’elettorato che avvertiva l’esigenza di un cambiamento rispetto alla necessità di una amministrazione comunale efficiente, aperta a tutta la comunità ternana e non solo agli appartenenti a una determinata fazione politica, al bisogno di trasparenza, di apertura al resto del Paese andando al di la della sudditanza politica e amministrativa con la Regione dell’Umbria".

Malgrado l'addio a FI Brizi, che è anche indagato per falso nella vicenda "morosi"resterà nella maggioranza. "Rinnovo ovviamente la mia appartenenza politica all’area di centrodestra cittadina - aggiunge - ma interpreterò la mia azione amministrativa con una attività di pungolo e sollecitazione continua per il sindaco e la sua Giunta avendo come riferimento primario il superiore interesse dei cittadini e della nostra città. La mia storia politica è caratterizzata dalla moderazione, dall’ascolto di tutti coloro che hanno istanze e bisogni, ma anche dalla fermezza nel respingere situazioni paludose, incentrate su visioni utilitaristiche e di sistema. La mia azione amministrativa continuerà ad essere incentrata sui temi della cultura come risorsa anche economica per la città, sul turismo come integrazione al reddito cittadino, sulla cultura quale espressione collettiva e non di pochi raccomandati, sull’ambiente quale elemento essenziale per ridare sicurezze e prospettive alla nostra comunità. Su questi temi non guarderò il colore delle proposte, non terrò conto del timore di scomodare i potentati cittadini, ma agirò nell’interesse della comunità, dando rappresentanza a quegli elettori che anche nell’ultima tornata politica hanno voluto sostenere l’attività politica di un consigliere comunale che si batte per un centrodestra vicino agli interessi generali della comunità e lontano dalle convenienze personali".

Le reazioni

La decisione di Brizi di abbandonare Forza Italia suscita reazioni diverse. "Non mi ha detto mai niente - dice il coordinatore comunale degli azzurri ternani nonché assessore, Stefano Fatale - per me è come un fulmine a ciel sereno. E quelle parole dette da lui che è in Forza Italia da sempre mi sembrano strane". Se lo aspettava invece il presidente del consiglio comunale, Francesco Ferranti. "Brizi non rinnovava la tessera da cinque anni e da anni non partecipa alle riunioni - commenta - era nell'aria e personalmente non mi stupisce. Ancora una volta una vicenda come questa dimostra che servirebbe un vincolo di mandato perché non si possono prendere dei voti da una parte e poi passare da un'altra". 

Il gruppo di Forza Italia, già travolto dalle polemiche per il caso della decadenza di Raffaello Federighi, perde dunque un pezzo e resta a palazzo Spada con tre consiglieri: la capogruppo Lucia Dominici, Valeria D'Acunzo (subentrata proprio a Federighi) e Francesco Ferranti

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