Caos, si tratta per un taglio ai costi della gestione dei musei

Iniziata in commissione la discussione sul bilancio, fari puntati sulla cultura. In scadenza le convenzioni con Briccialdi e Cantamaggio, Giuli: "Risorse quasi inesistenti". Farmacie, il nodo arriva in Consiglio

Il Caos di Terni

Cultura e farmacie, si accendono le luci delle commissioni sul bilancio riequilibrato. Partita questa mattina la discussione a palazzo Spada sulla manovra economica recentemente approvata dalla Giunta. In seconda commissione fari puntati in particolar modo sulle politiche culturali dell'amministrazione comunale che deve fare i conti con risorse prossime allo zero. 

Si tratta per un taglio al Caos

Nel corso dell'audizione il vicesindaco e assessore alla Cultura, Andrea Giuli, ha riferito di una trattativa in corso con i gestori del sistema museale del Caos per un taglio ai costi della convenzione quinquennale da oltre 2 milioni 600mila euro che scadrà a ottobre 2019. Si tratterebbe di un risparmio di circa 50mila euro che il Comune si giocherebbe tuttavia nel prossimo bilancio. "Un primo incontro c'è già stato  - si limita a dire Giuli - ci rivedremo la prossima settimana con la speranza di trovare un'intesa". Non è la prima volta che l'amministrazione comunale tenta di rivedere i costi della gestione del sistema museale che, almeno per la parte relativa al Caos, non ha dato i risultati sperati. Un trend negativo - bilanciato dai buoni risultati invece che arrivano da Carsulae - che viene confermato anche nei primi sette mesi del 2018 con appena 304 visitatori paganti, meno di due al giorno, e un incasso di soli 1440 euro.

"Ogni anno c'è stata proposta una negoziazione della convenzione - afferma Linda Di Pietro di Indisciplinarte che insieme ad Actl e Alis fa parte del raggruppamento di imprese che gestisce il Caos - e gran parte di queste non sono state accettate. Ora abbiamo ricevuto una nuova richiesta di un taglio dell'importo della convenzione a fronte di una serie di proposte che stiamo valutando. Contrariamente a quello che si vuole far credere - prosegue - noi siamo sempre stati molto disponibili a trattare. Il problema è che non vogliamo intaccare in alcun modo l'occupazione perché i lavoratori della cultura non sono certo da meno di quelli delle acciaierie".  Al momento sono una ventina le persone che lavorano per il sistema museale ternano nell'ambito dell'appalto che la cordata si è aggiudicata nel 2014 oltre ai lavoratori dei servizi accessori, dalle pulizie all'assistenza tecnica. Dall'assessore invece ancora nessun accenno concreto a quello che sarà il futuro benché si continua a parlare di un ritorno alla gestione diretta da parte del Comune ed eventualmente di un bando pubblico per selezionare un direttore del sistema museale. "Stiamo ancora valutando", chiosa Giuli.

Briccialdi e Cantamaggio al bivio 

Anche perché ci sono scadenze più a breve che vanno gestite e riguardano in particolare la convenzione con l'istituto musicale Briccialdi e con l'associazione Cantamaggio che terminano entrambe a dicembre. "Nel 2018 per il Briccialdi c'è una somma stanziata nel bilancio che è di 700mila euro - afferma il vicesindaco - siamo già al lavoro per la nuova convenzione nella quale l'impegno economico del Comune sarà quantificato in base agli stanziamenti che arriveranno dal ministero nell'ambito del processo di statalizzazione dell'istituto. E quindi la cifra da mettere a disposizione potrebbe non essere più quella. Per quanto riguarda il Cantamaggio l'amministrazione non opuò più garantire i 60mila euro dell'attuale convenzione quindi ci metteremo presto intorno a un tavolo con gli organizzatori e altri soggetti che intendo coinvolgere per verificare quale sia la soluzione migliore per garantire lo svolgimento della manifestazione". Venerdì poi ci sarà un primo incontro per cominciare a preparare le manifestazioni natalizie e sempre in settembre inizierà il confronto per le iniziative di San Valentino. "Come amministrazioni abbiamo le idee chiare - conclude Giuli - ma al momento le risorse a disposizione sono quasi inesistenti quindi bisognerà lavorare sul coinvolgimento di sponsor". 

Il "nodo" delle farmacie

Nel pomeriggio invece il confronto sul bilancio si è spostato in terza commissione. Al primo punto all'ordine del giorno la delibera con la quale la Giunta ha deciso di farsi pagare da Farmacia Terni l'affitto per la sede di palazzo Falchi (3.571,50 euro al mese) e dei locali che ospitano l'omonima farmacia (2.250 euro al mese) oltre che quelli per gli spazi della farmacia ospedale uno (1.904,39 euro al mese) per un totale di circa 92mila euro l'anno. Su questo tuttavia il Pd è pronto a chiedere l'audizione in commissione dell'amministratore unico di Farmacia Terni, Fausto Sciamanna, così come quello di Terni Reti alla luce della modifica degli accordi anche con la società partecipata che gestisce i parcheggi della città. "Si tratta di modifiche unilaterali dei contratti, vogliamo sapere che cosa ne pensano le aziende", dice il consigliere comunale Dem, Valdimiro Orsini. La proposta è stata accolta dalla commissione che ha convocato per giovedì pomeriggio l'amministratore di Farmacia Terni. 

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