“Centri giovanili, nuova crociata propagandistica: le associazioni scendano in piazza”

Il Partito comunista mette nel mirino Palazzo Spada: vogliono risparmiare sulle realtà aggregative ma non sui costi della giunta, si sta delineando un pericoloso quadro di incompetenza ed ignoranza

Foto tratta dal profilo Facebook del Partito comunista di Terni

Ancora bagarre sulla gestione dei centri giovanili. “Siamo di fronte ad una nuova crociata propagandistica”, è l’attacco del Partito comunista di Terni dopo una “analisi” sulla “questione che tanto sta occupando Palazzo Spada in questi giorni”.

La decisione del Comune di riaffidare la gestione delle strutture attraverso bando pubblico “si basa su quattro cardini di propaganda” che secondo il partito sono “uno meno valido dell’altro: sicurezza pubblica, mancanza di fondi comunali, mancanza di agibilità delle strutture, rinnovo delle concessioni tramite bando di concorso”.

Il problema dei soldi

“Partiamo dal presupposto logico – scrive il Partito in una nota - che se si tolgono spazi, legami sociali e attività di aggregazione nei quartieri, non si sta creando sicurezza ma la si sta distruggendo. Da anni le realtà in questione tolgono i giovani dalle strade coinvolgendoli in progetti positivi: vogliamo davvero combattere vandalismo e criminalità cancellando le alternative positive ai ragazzi delle periferie? L’assessore Proietti si avvale del sempiterno tema del dissesto per giustificare chiusure e rimesse al bando, asserendo che dal 2013 al 2017 questi centri sarebbero costati al comune di Terni circa 300.000 euro. Prendiamola per buona, ma questo come si concilia con il fatto che la giunta Latini costi 219.000 euro all’anno in più della precedente? Vogliamo risparmiare 75.000 euro di media all’anno ma non ci vergogniamo a raddoppiare i costi della giunta?”.

Il lavoro delle associazioni

“Se questi luoghi tanto incriminati funzionano – rileva il Partito comunista - non è certo per quei quattro soldi comunali, ma per le straordinarie persone che li animano, rivalorizzando edifici pubblici che erano, prima del loro intervento, veri e propri ruderi. L’amministrazione punta il dito sull’agibilità delle strutture, ma lo fa da un edificio, Palazzo Spada, dove letteralmente ci piove dentro. Quanti altri edifici pubblici peccano di agibilità? Li chiudiamo tutti o cerchiamo di rimetterli a norma, magari risparmiando sulle spese della giunta?”.

I criteri del bando. Appello alla mobilitazione

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“Diamo infine uno sguardo al bando in questione, dove l’esperienza delle associazioni nell’ultimo triennio (ossia quanto siano radicate nel contesto sociale) è valutata solo 5/100, mentre la somma dei punti in cui la commissione ha libera valutazione è di 54/100. Troviamo oltremodo vergognoso e pericoloso per la nostra comunità cittadina il quadro d’abbandono, incompetenza ed ignoranza che si sta delineando. Esortiamo queste realtà prese di mira ad unirsi e chiamare in piazza quei ragazzi e quelle famiglie che tanto devono alle loro azioni. Se ciò non dovesse accadere, potrebbe essere veramente la fine di queste realtà sociali – conclude il Partito - se i giovani ed i loro centri si uniranno in piazza, noi saremo lì con loro”.

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