Consiglio a rischio illegittimità, ora un solo caso tiene bloccata l'assemblea

Fra gli undici tra consiglieri e assessori coinvolti, dieci si sono messi in regola. Braccio di ferro sull'ultima situazione da sciogliere

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Sarebbe rimasto un solo caso a tenere bloccato il consiglio comunale. Degli undici tra assessori e consiglieri risultati "morosi" nei confronti del Comune per multe e tributi non pagati, in dieci avrebbero regolarizzato la propria posizione saldando le loro pendenze. Resta invece in sospeso una situazione, vale a dire che le dichiarazioni e i documenti presentati dal consigliere di maggioranza coinvolto non combaciano con le informazioni in possesso del segretario generale Giuseppe Aronica che sta procedendo con le verifiche. In ballo ci sarebbe un pagamento di qualche migliaia di euro. 

"Contiamo di fare il più presto possibile per chiudere l'istruttoria e poter convocare il Consiglio", spiega il presidente Francesco Ferranti che deve fare i conti anche con la richiesta dei consiglieri di opposizione, presentata la scorsa settimana, di convocare l'assemblea entro venti giorni come recita il regolamento. Stesso regolamento che però impone al Consiglio di eleggere i presidenti e vicepresidenti delle commissioni non oltre 15 giorni dall'elezione del presidente dell'assemblea. Quindi significa entro il prossimo 3 agosto. Ferranti - che ha cinque giorni per convocare una seduta di Consiglio - dovrebbe inviare la comunicazione entro oggi. "Ma potrebbe essere anche la conferenza dei capigruppo a decidere la convocazione d'urgenza", spiega il presidente. Servirebbe tuttavia una motivazione valida. 

Intanto anche la regolarizzazione delle situazione di morosità dei consiglieri difficilmente li metterà al riparo dalle conseguenze, anche penali, sulle false dichiarazioni rese al momento dell'accettazione dell'elezione quando avevano sottoscritto di non avere situazioni pendenti o di contenzioso con l'amministrazione comunale. C'è già come noto un esposto in Procura presentato dal consigliere del Pd, Valdimiro Orsini, che insieme ai colleghi del gruppo si è rivolto anche al prefetto De Biagi per fare chiarezza sulla vicenda che getta ombre pure sulla regolarità degli atti sin qui deliberati dal consiglio comunale e più in generale della legittimità della composizione dell'assemble stessa. 

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