La "frana azzurra" agita palazzo Spada tra regìe occulte e ipotesi di rimpasto

La D'Acunzo si sfoga: "Non ero gradita". Contro di lei la rabbia di Forza Italia che ora è sovrarappresentata in Giunta. La Lega al telefono serra le fila e prova a blindare il gruppo da possibili fuoriuscite

La giunta comunale di Terni

La "frana azzurra" agita palazzo Spada. L'uscita di scena nel giro di 48 ore di Federico Brizi e di Valeria D'Acunzo apre un caso nella maggioranza e crea qualche grattacapo al sindaco Leonardo Latini che nel suo discorso di insediamento aveva chiesto a tutti un ritorno alla "normalità". Ma forse non sapeva che, a prescindere dai colori, la normalità in Comune è sempre stata questa.

"C'è una regìa dietro", sussura qualcuno tra gli azzurri senza volersi esporre pubblicamente dando adito alle indiscrezioni sul presunto gruppo misto trasversale che starebbe nascendo sottotraccia. Perché se l'addio di Brizi, condito dagli attacchi ai suoi compagni di partito, per chi aveva avuto modo di parlare con lui nei giorni scorsi poteva essere nell'aria, quello della D'Acunzo, appena una presenza in consiglio comunale dopo aver sostituito l'ex capogruppo decaduto Raffaello Federighi, ha spiazzato e fatto arrabbiare tutti. Sembra che la stessa D'Acunzo fino alla serata di mercoledì avesse avuto normali colloqui con gli altri consiglieri del gruppo e anche con la coordinatrice regionale e deputata Catia Polidori e che nulla facesse presagire questa decisione. Il motivo ufficiale, ovvero il ricorso al Tar di Federighi contro la decadenza, regge fino a un certo punto. 

L'incognita rimpasto

Il timore tra gli azzurri è che ci sia un tentativo in corso per limitare e isolare Forza Italia nella maggioranza e di certo ora il tema della sovrappresentanza in Giunta dei berlusconiani è sulla scrivania del primo cittadino. I numeri del resto sono evidenti. Oggi FI a fronte di un gruppo composto da due consiglieri comunali, Lucia Dominici e Francesco Ferranti, ha due assessori, Sonia Bertocco e Stefano Fatale, oltre al presidente del Consiglio, lo stesso Ferranti. Con la stessa pattuglia, ad esempio, Fratelli d'Italia ha meno della metà degli incarichi. Il rimpasto, insomma, potrebbe essere più che un'opzione a disposizione di Latini. "Non ci ha chiesto niente nessuno e noi andiamo avanti", commenta l'assessore Fatale che è anche coordinatore comunale degli azzurri ternani, imbufalito per la scelta della D'Acunzo. "C'è gente che deve venire nei partiti per essere eletta perché presentandosi altrove non ci riuscirebbe", dice a caldo. "Il peso di Forza Italia è quello uscito dalle urne il 10 giugno e non può dipendere dalla mancanza di serietà da parte degli eletti", aggiunge Francesco Ferranti.

Durissima anche la capogruppo Lucia Dominici. "Se le motivazioni fornite dal consigliere Brizi - dice -potevano sembrare assai pretestuose, essendo stato per anni uno dei pricincipali referenti di Forza Italia qui a Terni, quelle adoperate dalla neo consigliera Valeria D’Acunzo, per giustificare il proprio passaggio al gruppo misto, lasciano se non altro basiti, davvero: senza parole. Questioni personali, se così vogliamo chiamarle, che prevalgono sulle argomentazioni di natura politica e che avrebbero dovuto legittimare eventuali e, moralmente molto più corrette, dimissioni da consigliere comunale. Infatti, se da un lato è pieno diritto di un consigliere aderire al gruppo misto, dall'altro è obbligo di ogni eletto render conto del suo operato alla propria base elettorale. Il rammarico è che nel nostro caso tutto questo non è avvenuto in quanto gli elettori ternani di Forza Italia hanno visto la propria fiducia calpestata dalla D’Acunzo la quale, senza essersi ancora mai seduta in consiglio comunale, ha deciso di abbandonare un progetto politico supportato fino a pochi giorni prima. Chiunque abbia a cuore la nostra città, non può che condannare un simile comportamento, dove probabili interessi personali, amicizie e tentativi di rivincita hanno la meglio sulla politica vera e disinteressata. Rivendichiamo tutti i voti ottenuti da Forza Italia ed il suo ruolo di secondo partito della maggioranza, grazie al grande lavoro operato dai candidati di lista e da tutti colori che ogni giorno sostengono gratuitamente, con passione e ampio dispendio di energie, la causa di FI".

Poco dopo arriva anche la nota congiunta dei coordinamenti comunale, provinciale e regionale che rincara la dose. "Chi è entrato nell'aula consiliare con i voti dati alla lista di Forza Italia e cambia immotivatamente gruppo - si legge - tradisce innanzitutto gli elettori del simbolo di cui si è stati eletti. Sebbene non vi sia vincolo di mandato, c’è un vincolo ben più importante: quello con il proprio onore e la propria cosciena” che si è impegnata candidandosi in una lista a rispettare il patto con gli elettori. Ma certi presupposti e valori non esistono in chi ovviamente a questo punto ha voluto utilizzare Forza italia solo come mezzo per arrivare a ricoprire uno scranno che difficilmente sarebbe stato alla loro portata. Ad ogni modo,nonostante tutto, l’attività del gruppo e dei nostri assessori procederà  in modo ancora più vitale ed efficace in quanto siamo interessati a non gettare al vento la grande opportunità e responsabilità affidataci  dai cittadini ternani. Detto ciò, non intendiamo perdere altro tempo con chi in modo del tutto immotivato e pretestuoso ha attuato siffatti comportamenti ad appena consiliatura iniziata, definibili solo con una parola non certo elegante. Siamo altresì completamente disinteressati da giochini di potere o rincorse a incarichi di chi personalizza il ruolo di pubblico amministratore. Ribadiamo l'unità di Forza Italia nei suoi esponenti storici e più rappresentativi di Terni".

Lo sfodo della D'Acunzo: "Non ero gradita"

Raggiunta al telefono da Terni Today all'uscita dello studio medico e prima di entrare in commissione consiliare la D'Acunzo si sfoga e chiarisce i motivi della sua decisione. "Tutto il chiacchiericcio che si è alimentato - dice - è indicativo del motivo per cui ho preso questa decisione. Sono stata candidata in Forza Italia da outsider perché io non sono iscritta al partito e non ho una storia politica legata a FI, sono entrata in Consiglio per quello che è successo a Federighi e quando ho ricevuto il ricorso al Tar che mi coinvolge in prima persona non ho avuto nemmeno una telefonata a sostegno dai miei colleghi. Non sono un legale e probabilmente il mio coinvolgimento nel ricorso è un pro forma ma almeno una chiamata me la sarei aspettata. Anzi, in realtà una c'è stata, nella serata di mercoledì, con un esponente del partito non di Terni. Mi ha detto che era dispiaciuto per quello che era successo a Federighi e che in realtà non aveva fatto niente di male. Beh, se questa è l'idea che si ha della correttezza allora forse io non vado bene per questo posto. Però alle elezioni ho un preso un tot di voti che, anche se per via di quello che è successo a Federighi, mi hanno consentito di entrare in consiglio comunale e chi mi ha votato ha votato la persona e non certo la storia politica che non ho. Quindi almeno fino a quando il Tar si pronuncerà sul ricorso io intendo fare quello per il quale mi ero candidata ovvero cercare di fare qualcosa di buono per la città".

"Forse mi sbaglio ma ho avuto l'impressione di non essere gradita. Non c'è niente altro dietro e se qualcuno ce lo vuole vedere lo faccia", conclude sottolineando che in ogni caso resterà nella maggioranza. "Certo, le mie idee vanno a sostegno della maggioranza ma ho una mia autonomia come peraltro l'avevo nel gruppo di Forza Italia".

La Lega serra le fila al telefono

Nel condomio del centrodestra per il momento la questione Forza Italia viene liquidata come quella di un vicino di casa troppo rumoroso. Tra i consiglieri della Lega tuttavia per tutta la giornata ci sarebbe stato un giro di telefonate per serrare le fila e per rassicurarsi gli uni con gli altri che nessuno farà come Jack Frusciante e uscirà dal gruppo. Come quando uno avverte una scossa di terremoto e chiama i parenti per sentire se è tutto ok. Perché in realtà le voci su un imminente fuoriuscita di alcuni consiglieri, chi per aderire al misto e chi magari per tornare alle vecchie origini politiche sempre nel centrodestra, continuano a circolare. "Al momento è tutto tranquillo, è solo un problema di Forza Italia", fanno trapelare dal Carroccio che ora, più che per un rimpasto, potrebbe avere mano libera nella prossima individuazione dei vertici delle aziende partecipate che il sindaco Latini intende cambiare radicalmente. E in definitiva, fa notare qualcuno, se si dovesse arrivare allo strappo con Forza Italia il condominio potrebbe trasformarsi in un albergo. A Cinque Stelle. 

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