Primari in fuga dall'ospedale, De Vincenzi: "Colpa della Regione"

Tanti i posti vacanti al Santa Maria, il consigliere regionale. "Giunta inefficace, servono progetti di lungo termine per la sanità"

Sergio De Vincenzi

Una "preoccupante" fuga dei medici specializzati dall'ospedale di Terni che racconta in modo diverso le prospettive del "Santa Maria" rispetto a quelle tracciate dal direttore generale Dal Maso e dalla Regione. E' quanto sostiene il consigliere regionale di Umbria Next, Sergio De Vincenzi, che già nei giorni scorsi aveva elencato - a suo avviso - i problemi dell'azienda ospedaliera ternana.

"Non sono certo le affermazioni rincuoranti di Dal Maso - dice - a farci cambiare valutazione.Il dg ha affermato che le liste di attesa chirurgiche sono diminuite del 50%, così come si è registrata una riduzione dei posti letto in corsia, facendo cenno marginalmente all’assenza di un numero congruo di medici anestesisti, che evidentemente rappresenta una delle cause maggiori del decremento del numero degli interventi. Meno ancora si è parlato di progettualità per evitare, nel tempo, una penuria di personale. Colpisce come, con miopia sconcertante, la Giunta Regionale non voglia, o non abbia la forza, di inquadrare la priorità  dei problemi da risolvere nelle nostre strutture ospedaliere. Primo fra tutti l’emorragia di medici specializzati che, inesorabilmente, stanno abbandonando il servizio sanitario regionale o per sopraggiunta età pensionabile, o perché le condizioni di lavoro sono divenute insostenibili, inducendoli a scegliere nuovi fronti professionali nel privato o nel pubblico extra regionale. A ciò si aggiunge il cronico e nazionale malessere del turnover".

De Vincenzi cita i dati recentementi pubblicati dalla Federazione Italiana Aziende Ospedaliere riguardo a uno studio che ha coinvolto 91 aziende ospedaliere in tutta Italia, certificando che entro il 2022 la carenza di medici specializzati operanti nel pubblico sarà così determinate da causare circa 12 mila posizioni vacanti. Secondo lo studio della FIASO le motivazioni di questo “buco” sono da ricercare, "proprio come accade in alcune nostre aziende Ospedaliere prosegue il consigliere - nel timore e nell’incapacità di organizzare in modo puntuale ed efficiente le strutture, nel timore di investire nella tecnologia e nella poca progettualità che non permette di aprire nuovi percorsi di carriera fra i medici meritevoli affinché possano accedere al primariato, generando un sostanziale scoraggiamento anche fra i più meritevoli che decidono di trovare altrove nuovi sbocchi professionali".

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"Quando abbiamo recentemente denunciato il sostanziale caos strutturale e organizzativo dell’azienda ospedaliera Santa Maria di Terni - conclude De Vincenzi - il nostro obiettivo era proprio quello di mettere in allarme la giunta regionale, che ancora una volta ha preferito bearsi del riconoscimento di regione “benchmark”, piuttosto che prendere in considerazione le gravi carenze dell’ospedale e la complessiva precarietà che stanno costringendo le grandi eccellenze professionali ad abbandonare anche posizioni di rilievo. Un allarme percepito dalla Giunta come attacco frontale, al quale l’assessore Barberini ha risposto ribadendo che nel Santa Maria operano professionisti di livello eccellente che sanno operare in emergenza e salvare vite umane. Proprio perché siamo assolutamente certi che le nostre Aziende Ospedaliere ospitano grandi professionisti di livello internazionale, ci sentiamo in dovere di stigmatizzare l’evidenza che nulla, o poco, si sta facendo a livello politico e manageriale per consentire una progettualità sanitaria funzionale e a lungo termine. Ultima, in ordine di tempo, la decisione del dottor Sandro Carletti, ex primario del reparto di neurochirurgia riconosciuto come all’avanguardia in tutto il paese".

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