Pd, i circoli tendono la mano alla maggioranza: serve una reggenza comune

Assemblea in via Mazzini, chiesto un coordinamento unitario per sostituire la segretaria dimissionaria e traghettare il partito al congresso

L'assemblea in via Mazzini

Una reggenza unitaria che traghetti il partito ternano ormai "azzerato" al congresso nazionale ed eviti l'ennesima conta interna. I circoli "ribelli" del Pd, saliti nel frattempo da nove a undici, tendono la mano alla cordata che detiene la maggioranza dei delegati all'assemblea comunale e dopo aver chiesto nei giorni scorsi il commissariamento ora cercano una mediazione.

Una proposta scaturita dall'assemblea autoconvocata ieri pomeriggio in via Mazzini del neonato coordinamento dei circoli del Pd al quale hanno partecipato una cinquantina di persone. Ad ascoltare, senza intervenire, il vicepresidente dellla Regione Fabio Paparelli, l'ex senatore Gianluca Rossi, il capogruppo a palazzo Spada, Francesco Filipponi, ma anche esponenti della vecchia guardia come l'ex assessore comunale Alberto Pileri e l'ex sindaco ed ex presidente Asm, Giacomo Porrazzini.

Una riunione voluta dopo il tentativo - fallito - di ottenere la convocazione dell'assemblea comunale per discutere delle dimissioni a mezzo stampa della segretaria comunale Sara Giovanelli prima dell'appuntamento già fissato per il 14 settembre per eleggere un nuovo segretario. Una questione che è finita all'attenzione anche della commissione di garanzia e del partito nazionale e che sarà discussa il prossimo 9 settembre a Ravenna, in occasione dell'assemblea di tutti i circoli Dem, con il responsabile degli 

"Chiediamo alla maggioranza - spiega Massimo Leopoldi che tira le fila del coordinamento dei circoli - di aprire un confronto politico sull'ipotesi di una reggenza, un coordinamento di 4-5 persone che conduca il partito al congresso nazionale, per evitare un'ulteriore conta senza un minimo di riflessione politica. A due mesi dalla sconfitta elettorale, con un risultato che a oggi sembra irrecuperabile, non è possibile ripartire dalla stessa assemblea e dalle stesse persone che hanno responsabilità di quanto è accaduto. Tutti in realtà ne abbiamo, ma forse qualcuno un po' di più. Il partito è stato 'azzerato' dagli elettori, occorre rimetterlo al centro del dibattito politico cittadino dove noi oggi purtroppo non esistiamo". 

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"La convocazione dell’assemblea comunale per il 14 settembre per la elezione del segretario comunale - è scritto nel documento dell'assemblea dei circoli - è una forzatura ed un errore politico, occorre avviare una discussione politica a partire dall’analisi della nostra sconfitta e dal modello di Partito di cui abbiamo bisogno anche alla luce dei nuovi e sconvolgenti scenari politici che stiamo registrando. L’assemblea degli autoconvocati avanza la proposta per l’apertura di una discussione fuori da ogni schema divisivo per un rilancio del Partito di Terni, questo può avvenire solo cambiando l’odg dell’assemblea del 14 settembre che non preveda la elezione del nuovo segretario ma apra un confronto politico che rimetta al centro i temi della città e i problemi del territorio per determinare una nuova fase di identità  e rappresentanza politica".

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