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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Politica

Petizione “anti” Bandecchi, il sindaco di Terni pubblica la chat dei “nemici”: “Firma e poi vai a fare in…”

Post su Instagram del primo cittadino con lo screenshot dei messaggi di alcuni “colleghi”: “Bisogna farla firmare a persone nostre fidate”. La “controproposta” nei commenti: “Bandecchi re d’Italia”

Tra il serio e il faceto, diremo il peccato ma non (tutti) i peccatori. Perché, sostiene qualcuno, pubblicare chat private è un reato. E allora, dribbliamo il favoreggiamento, ma raccontiamo l’aria che tira a Terni. Che non è affatto buona. E non solo per il traffico, lo smog, gli inceneritori che ripartono e poi si spengono.

Diciamo allora che è online una petizione – lanciata lo scorso 22 gennaio – con la quale si chiedono le dimissioni del sindaco Stefano Bandecchi dopo i famigerati fatti del consiglio comunale di qualche giorno addietro. Al momento – circa le 18 di oggi, 26 gennaio – le firme raccolte sono più di ventimila. Tante? Poche? Inutili? Lasciamo ai posteri l’ardua sentenza. Fatto sta che l’iniziativa deve avere fatto presa anche su chi, evidentemente, sa bene che anche una valanga di firme – raccolte per di più nel variegato mondo del web – possono poco o nulla rispetto al voto popolare che ha deciso chi e come debba guidare un’amministrazione pubblica. Se poi l’eletto (con la e minuscola) lo stia facendo bene o male, questo è un altro paio di maniche. E a giudicarlo saranno sempre loro, gli elettori.

E infatti: “Non servirà ma intanto è un segnale. Naturalmente si può firmare in forma anonima”. Dice qualcuno in una chat WhatsApp che il sindaco in questione, Stefano Bandecchi, ha intercettato e pubblicato sul suo profilo Instagram.

Il fatto è che poi, lo screenshot della chat prosegue e il primo cittadino non fa complimenti nel mostrarla, con tanto di nomi e cognomi di “colleghi” (sindaci del centrodestra, del Ternano) che si accodano alla richiesta e rilanciano. Non diremo chi sono: per verificare, basta andare sul profilo Instagram di Bandecchi. Lì c’è tutto.

“Fatto”, dice uno. L’altro rilancia: “Sì ma bisogna anche farla firmare a persone nostre fidate diffonderla”. Come se, davvero, change.org fosse il nuovo grimaldello politico.

Poteva mancare il commento del primo cittadino di Terni? No, eccolo: “Questa campagna per far dimettere Bandecchi democraticamente eletto ha bisogno di te. Tu che ti droghi, che sei nullafacente e vivi di espedienti truffaldini, in sintesi un politico o un politico umbro di destra o di sinistra firma per questa cazz...ta e poi v... a f... in c…”.

Come sempre, la verità sta nel mezzo. Ma dei commenti. Tra i quali, uno. Su tutti: “Propongo una contro petizione: Bandecchi re d’Italia”. Olè.

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