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Farmacie e cascata, i dubbi di Filipponi: grandissima preoccupazione

Il capogruppo del Pd critica la nomina di Ricci all’Afm: sudditanza verso Perugia. E sulla ipotesi di gestione in house del sito naturalistico: un salto nel vuoto

“Le notizie diffuse questa mattina dall’amministrazione comunale nel corso di una conferenza stampa tenuta dall’assessore alle Partecipate destano grandissima preoccupazione. La nomina di Federico Ricci, amministratore dell’azienda che si occupa delle farmacie di Perugia è un chiaro atto di sudditanza a Perugia da parte della giunta Latini.  Abbiamo sentito per giorni urla e strilla contro la Regione sui temi della sanità, i trasporti, i canoni idrici, invocare a più riprese l’autonomia di Terni, dipingere Perugia come matrigna, per poi arrivare a nominare a capo delle farmacie di Terni il vicepresidente di Perugia”.

Queste le perplessità espresse da Francesco Filipponi, capogruppo del Partito democratico a Palazzo Spada, a margine dell’incontro in cui questa mattina è stato presentato il nuovo amministratore unico di Afm.

“La domanda che facciamo al sindaco se non ci fossero in tutta Terni o anche in altri contesti manager e professionisti in grado di assicurare autonomia a Terni, che non avessero legami con situazioni potenzialmente configgenti, considerando che l’Afas, gestisce anche le farmacie di Magione, Città della Pieve e Todi. Ci domandiamo quale politiche di espansione anche geografica, come stanno facendo in tutta Italia tante municipalizzate, possa portare avanti FarmaciaTerni e se questi non vadano a cozzare con quelle dell’Afas. Siamo di fronte a un potenziale conflitto di interessi evidente a molti ma non al sindaco di Terni”.

Non ci sono però soltanto le Farmacie tra le preoccupazioni di Filipponi. “Siamo altrettanto preoccupati dall’annuncio dato dall’assessore alle Partecipate su una gestione in house da parte di Terni Reti della cascata delle Marmore. Un annuncio mentre sono ancora non concluse le procedure per l’assegnazione della gestione della cascata a un vincitore di una gara pubblica. L’amministrazione comunale sta giocando con il fuoco, rischia di incenerire tutto il lavoro fatto per rendere, in questi anni, la cascata uno dei siti a maggiore affluenza di turisti paganti. I dati degli accessi di gennaio e di queste prime giornate di febbraio sono chiarissimi, c’è un crollo di visitatori allarmante che, ormai, ha compromesso tutta la stagione 2019. Una responsabilità gravissima, con il Comune di Terni che ha perso introiti cospicui, con il territorio che ha perso arrivi turistici e i quaranta posti di lavoro della precedente gestione. Stiamo alla distruzione di una delle poche reali alternative alla Terni che ha come un fonte di sostentamento solo la grande industria. La gestione in house a una società che non ha alcuna attinenza con i siti turistici, con il marketing territoriale, con l’organizzazione di manifestazione e iniziative attrattive è un ulteriore salto nel vuoto da parte di chi, forse mosso dal furore ideologico e dalla incapacità amministrativa, sta annientando quanto faticosamente la città aveva costruito in questi anni”.

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