Il retroscena: il bilancio rischia di "saltare" per una firma

Il presidente del consiglio comunale richiamato in città perché mancava il suo autografo sulla delibera. Aronica nel mirino, Ferranti vuole cambiare anche il regolamento Anac. E sull'indagine sui morosi polemica a distanza Marini-Latini

Il presidente del consiglio comunale, Francesco Ferranti

Quasi 350 chilometri per evitare una "scivolata" sul bilancio. Sulla delibera con cui il consiglio comunale martedì ha dato il via libera al bilancio stabilimente riequilibrato mancava la firma del presidente Francesco Ferranti che ieri sera è dovuto rientrare in fretta e furia da fuori Terni, dove si era recato per motivi di lavoro e dove avrebbe trascorso tutto il weekend, per poter firmare - questa mattina - l'atto che entro lunedì deve essere pubblicato e inviato al ministero dell'Interno.

Ci sono voluti quasi tre giorni per accorgersi che sotto la delibera mancava l'autografo del presidente e quando gli uffici lo hanno comunicato al sindaco Latini, avvocato scrupoloso, il primo cittadino ha chiamato immediatamente Ferranti per evitare che ci si riducesse all'ultimo minuto. Nel mirino ci sarebbe il segretario generale Giuseppe Aronica già nell'occhio del ciclone dopo la vicenda dei consiglieri "morosi" - ora indagati per falso - non solo per gli attacchi dell'opposizione ma anche per i maldipancia della maggioranza. Non è passato inosservato infatti che lo stesso Ferranti, in occasione della surroga del decaduto consigliere di Fi Federighi con Valeria D'Acunzo, abbia chiesto espressamente una verifica preventiva sulla situazione della nuova entrante per evitare il ripetersi della vicenda. E infatti questo ha consentito di portare in evidenza una bolletta del Sii rimasta insoluta che la D'Acunzo ha provveduto a pagare prima della surroga evitando ogni tipo di problema.

Tutta la vicenda avrebbe convinto poi il presidente del consiglio comunale a chiedere una modifica del regolamento dell'Anac, di cui il segretario Aronica è responsabile, proprio nella parte relativa alle autocertificazioni da firmare al momento dell'accettazione dell'elezione che ora si vorrebbero sostituire con un'istruttoria preventiva a carico dell'amministrazione comunale. Insomma, la posizione del segretario generale, di nomina fiduciaria, è più che mai traballante e il sindaco Latini starebbe già pensando a individuarne uno nuovo.

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Polemica Marini-Latini 

Intanto botta e risposta a distanza tra la governatrice Catiuscia Marini e il sindaco Latini sull'indagine per falso che ha coinvolto consiglieri e assessori del Comune di Terni. "Quelli che gridavano alla moralizzazione...", scrive polemicamente su Facebook la presidente della Regione rilanciando la notizia. La replica del primo cittadino leghista arriva via radio. "Credo che ci siano delle differenze sostanziali tra le situazioni che ci hanno proceduto e quelle attuali", ha detto Latini ai microfoni di Umbria Radio riferendosi alle indagini e agli arresti che hanno travolto la precedente Giunta Di Girolamo. "Nessuno qui ha rubato neanche una mela - ha aggiunto - ci sono situazioni di una leggerezza estrema, una dimenticanza che potrebbe capitare a chiunque. Sono atti conseguenti della magistratura ma non vedo come poter minimamente equiparare due situazioni diametralmente opposte". 

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