Tensione a palazzo Spada, il sindaco: "Piena fiducia a Dominici"

Dopo le polemiche Latini blinda l'assessore: "Sulle farmacie ha ragione, deciderà lui la soluzione migliore". Piano periferie, si muove l'Anci per modificare il decreto alla Camera

Il sindaco di Terni, Leonardo Latini

"Solo schermaglie estive amplificate dal punto di vista mediatico". Il sindaco di Terni, Leonardo Latini, fa fede al low profile assunto in questi primi giorni di governo della città e prova così a smorzare le tensioni all'interno della maggioranza dopo le esternazioni dell'assessore al Bilancio, Fabrizio Dominici. Parole che hanno provocato da una parte la reazione stizzita di Forza Italia e dall'altra un vero e proprio braccio di ferro con i vertici delle farmacie comunali. Ma il primo cittadino, dopo aver rassicurato personalmente lo stesso Dominici che era pronto a fare un passo indietro, lo blinda anche pubblicamente. "Sulle farmacie - dice Latini a Terni Today - la situazione è quella rappresentata dall'assessore nel cui operato ho piena fiducia. Dominici sta approfondendo la questione e sarà lui a sottoporci la soluzione migliore da prendere".

Intanto nelle ultime ore l'attenzione della Giunta, oltre che sul bilancio riequilibrato da approvare entro domani, si sta catalizzando sul "pasticcio" del Piano Periferie che rischia di mettere a repentaglio oltre 13 milioni di euro di progetti di riqualificazione di alcune aree sensibili della città. Nello specifico il Piano Periferie per la città di Terni ha coinvolto 31 soggetti, tra partner istituzionali e privati per un totale di 13.833.188,63 euro di interventi di cui 10.343.983,79 euro richiesti a valere del bando, 723.320,70 euro di cofinanziamento comunale e 2.765.884,14 euro di cofinanziamenti privati. "Siamo in contatto costante con i nostri parlamentari - dice Latini - ai quali stiamo rappresentando la particolarità della nostra situazione viste le condizioni di dissesto finanziario in cui si trova il Comune. C'è un'apertura alla disponibilità di modificare il provvedimento ma siamo in attesa di capire se e come". 

Contatti sono in corso anche con il sottosegretario al ministero delle Finanze, il leghista Massimo Garavaglia, mentre il caso è ormai esploso in tutta Italia e si sta muovendo anche l'Anci nazionale e regionale per trovare una soluzione. "Stiamo  verificando la possibilità di far modificare il testo alla Camera", afferma il presidente di Anci Umbria e sindaco di Narni, Francesco De Rebotti. C'è da capire tuttavia se ci siano i tempi parlamentari per modificare il decreto Milleproroghe nella parte che interessa i fondi del Piano Periferie visto che l'eventuale modifica alla Camera - sempre che la maggioranza non blindi il provvedimento - riporterebbe il testo al Senato e quindi ancora una volta a Montecitorio. "I tempi ci sarebbero - aggiunge De Rebotti - serve semmai la volontà politica di non penalizzare ulteriormente Comuni come Terni che hanno pesanti difficoltà di bilancio". Il presidente dell'Anci regionale bolla come "superficiale" l'atteggiamento dei senatori umbri - di maggioranza e opposizione - che hanno votato il decreto a palazzo Madama passato all'unanimità. Ma su questo non si placa la polemica politica. 

Lucidi (M5S): "Polemiche sterili, ecco come è andata in Senato"

"Una polemica sterile e soprattutto falsa quella impiantata dal Pd - commenta il senatore del M5S, Stefano Lucidi - perché numeri alla mano la storia è proprio un’altra. Con l’emendamento, votato all'unanimità da tutte le forze politiche, di fatto accadono due cose: istituzione del fondo comuni con una dotazione complessiva di 1030 milioni di euro, così ripartiti: 140 milioni di euro per l'anno 2018, 320 milioni di euro per l'anno 2019, 350 milioni di euro per l'anno 2020 e 220 milioni di euro per l'anno 2021, fondo al quale possono attingere città metropolitane province e comuni. Ma è al primo comma dello stesso emendamento che il Governo da attuazione a una sentenza della Corte Costituzionale, la numero 74 pubblicata in gazzetta il 18/4/2018, che ha rilevato l’illegittimità della gestione centralistica dello Stato nella legge di Bilancio del 2016, l'ultimo atto del Governo Renzi. Con il nostro intervento - prosegue - realizziamo una semplice rimodulazione dovuta anche al ritardo nella elaborazione di progetti completi, e non certo un taglio, come farnetica il Pd, bensì uno sblocco degli investimenti a disposizione di oltre 7.000 Comuni. Il Governo è intervenuto per garantire l'immediata finanziabilità per i primi 24 progetti che hanno ricevuto un punteggio superiore a 70/100. Ma, vista la necessità di rispettare la sentenza della Consulta, è stato necessario intervenire per analizzare i restanti progetti e valutare quali abbiano davvero una funzione di rilancio per le periferie".

Melasecche: "I nostri progetti di qualità, Perugia non può essere salvata e noi no"

Per Terni sarebbe una beffa doppia poiché - con 70/100 - si trova al 33esimo posto della graduatoria e fuori di un soffio quindi dalla cerchia dei Comuni virtuosi indicata dal Governo. "Ma bisogna intenderci su che cosa significa virtuosi - afferma l'assessore ai Lavori pubblici, Enrico Melasecche - perchè noi scontiamo delle situazioni, come quella del dissesto finanziario, che non sono state volute da questa Giunta. Il Comune di Terni non ha potuto avviare nemmeno la progettazione rispetto agli interventi del Piano Periferie perché con la situazione di dissesto non si possono accendere nemmeno i mutui per farlo. I nostri progetti poi sono di alta qualità e necessitano di altri tempi di esecuzione anche per i partner che sono stati coinvolti. Faccio l'esempio dell'iniziativa con la quale si vuole riqualificare tutta l'area della stazione e di Terni est che coinvolge anche Centostazioni e che ha bisogno di interlocuzioni costanti con le Ferrovie dello Stato. Anche ieri abbiamo avuto un incontro proprio su questo progetto ma serve tempo. Insomma non si può privilegiare Perugia rispetto a Terni, come sento da più parti, che peraltro è 84esima nella graduatoria soltanto perché è più avanti nella progettazione. Tra dissesto, indagini e arresti, qui si è perso un anno". Melasecche non vuole sentire ancora parlare di un "piano B" - comunque difficile - per salvare gli interventi previsti che in ogni caso, aspettando quello che succederà alla Camera, saranno inseriti nel piano triennale delle opere pubbliche allegato al bilancio riequilibrato.

Il Pd: pronti a sostenere la Giunta nell'interesse di Terni

In questo senso arriva una sponda anche dall'opposizione. “Non è il momento delle polemiche o delle prese di posizione fuori luogo e inesatte - dice il consigliere comunale del Pd, Valdimiro Orsini - non è il momento delle divisioni, questa è l’occasione per rivendicare, tutti insiemi, la qualità delle idee e della progettazione messa in campo dalla precedente amministrazione. Non si tratta di scegliere tra comuni virtuosi e non virtuosi, dobbiamo tutti richiedere lo sblocco dei fondi e il rispetto della graduatoria che ha adottato criteri di premialità e di equità. Il Pd, nell’interesse di Terni, sarà a fianco dell’amministrazione comunale e del sindaco Latini e sosterrà qualsiasi iniziativa che tenda a far riconsiderare quest’assurda decisione del Governo e al rispetto delle convenzioni già firmate". 

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